Cos'è il “phrogging”: realtà o bufala?

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COS'È IL "PHROGGING" - In un mondo di youtuber, tiktoker e streamer su Twitch, dove spesso imperversa l'interesse per le creepypasta e l'horror, è facile che alcune storie dal gusto noir difficilmente verificabili prendano piede, fino a diventare una vera e propria mania. È il caso del "phrogging", ossia "entrare nella casa di qualcuno e viverci per un certo periodo senza che i residenti se ne rendano conto". La curiosità di questo fenomeno non starebbe, ad esempio, nell'occupazione abusiva di immobili per necessità abitativa: si tratterebbe di un gioco di sopravvivenza e resistenza alla stregua del train surfing e del planking sopra pali, tetti, veicoli e addirittura su strade trafficate; tutti fenomeni molto "giornalistici" e poco reali. Il termine "phrogging" trae origine dalle rane, perché i "phrogs/phroggers" passerebbero di casa in casa come una rana salta da una ninfea all'altra, ma chi sarebbero in particolare questi individui? Secondo una fonte non ben specificata il loro codice sarebbe composto da quattro regole: non farsi scoprire, ripulire tutto, prendere solo ciò di cui si ha bisogno - esclusivamente acqua, cibo e articoli da toeletta - e lasciare la casa nelle stesse condizioni in cui era prima. Cercare di stilare una possibile casistica sul "phrogging" non aiuta: alcuni articoli di riferimento sono stati cancellati, altri sono troppo vaghi, altri ancora si rifanno a palesi situazioni di barbonismo. La NBC News cita il caso di Iroki Hitakura, una senzatetto che si intrufolò nella casa di un uomo e visse nel suo armadio per un anno. Nel 2013 un pompiere in pensione riuscì ad accedere alla dependance di una casa di Jennifer Lopez e nel periodo in cui occupò lo stabile pubblicò su Facebook alcune foto del luogo, sostenendo di essere il marito della star.

UN FENOMENO INVENTATO? - Nonostante gran parte della ricerca sul "phrogging" porti a pensare a numerose leggende urbane affastellate alla rinfusa, si potrebbe astrattamente ipotizzare che una simile attività illecita sia abbastanza fattibile: non si parlerebbe solo di occupare residenze, ma anche domicili, quindi posti adibiti prevalentemente al lavoro e di conseguenza meno controllati. Inoltre molte serrature datate per non dire antiche - a doppia mappa o con pomolo interno - sono facilmente forzabili col grimaldello bulgaro, chiavi autocifranti e altri strumenti simili. Su Reddit sono all'ordine del giorno topic in cui gli utenti si chiedono se il "phrogging" esiste realmente come "Is phrogging real?", con casi anche personali, ma anche da quella fonte vengono citate impressioni e paure ancestrali più che dati di fatto. «Quando ho traslocato 4 anni fa giuro di aver pensato che qualcuno vivesse nell'attico! Era una sensazione irrazionale, ma ero davvero spaventata a morte!» ha commentato una ragazza, un altro internauta ha accennato il caso di Daniel LaPlante, un serial killer degli anni '80 che in un'occasione si nascose nei muri di una casa, terrorizzando una famiglia con ticchettii e misteriose scritte. Nella stessa discussione online viene menzionato Theodore Edward Coneys, noto come "lo Spiderman di Denver", un assassino che nel settembre del 1941 occupò uno stretto sgabuzzino della casa di una persona che poi uccise. Si tratta di racconti molto suggestivi da ascoltare o leggere nelle classiche serate estive attorno a un falò o ad Halloween e che hanno ispirato film come "I see you", ma è troppo poco per catalogare il "phrogging" come fenomeno da inserire negli studi criminologici.

INCUBI AMBULANTI - Negli USA sono saliti alla ribalta della cronaca alcuni casi di "phrogging" - o comunque situazioni analoghe - soprattutto nell'ambito di grandi ville e campus, complici gli immensi spazi d'oltreoceano e gli esigui controlli in residenze universitarie, ma fatti simili in Italia non sono assolutamente documentati. Ammesso che alcune vicende di cronaca ricordino vagamente il fenomeno, più pragmaticamente potremmo dire che non è stata provata l'esistenza della comunità dei "phrogs/phroggers" con le loro quattro regole e il loro presunto stile di vita. Infatti di "phrogging" si è cominciato a parlare grazie ad alcuni youtuber particolarmente appassionati di creepypasta e racconti dell'orrore. Naturalmente nessuno di questi incubi ambulanti è stato trovato in internet e, almeno a quanto risulta, nel deep web, anche perché se venissero pubblicati contenuti apologetici di quel tipo si incorrerebbe nel reato di istigazione a delinquere ex art. 414 c.p. Nell'ambito del diritto penale italiano il "phrogging" integrerebbe le fattispecie di violazione di domicilio prevista dall'art. 614 c.p. e di invasione di terreni o edifici ex art. art. 633 c.p. a seconda che l'introduzione illegittima avvenga nell'ambito della privata dimora e delle sue appartenenze nel primo caso o in tutti gli altri luoghi dove il proprietario possa esercitare lo ius exludendi, ossia il divieto di accesso, nel secondo. Come in campo criminologico, neppure dal punto di vista giurisprudenziale la casistica aiuta e una volta finite le ricerche si può addivenire alla conclusione che il mondo adolescenziale delle creepypasta non collima troppo con la realtà dei fatti, anche se spesso quello del diritto penale ha molto a che fare con l'horror.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.