Dilaga la “vinopirateria”: truffe continue arginate dall'operazione “Ghost Wine” dei Carabinieri

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Di recente la Coldiretti ha diramato un inquietante comunicato sui reati nel settore vitivinicolo: nell'ambito della produzione del vino è stato registrato un balzo del 75% delle notizie di reato. Il gravissimo problema riguarda lo zuccheraggio, la falsificazione delle etichette, l'annacquamento, l'aggiunta irregolare di aromi e addirittura la commercializzazione di misture in polvere definite "Wine Kit", facilmente acquistabili in internet.
Solo nel 2018, a seguito di 18.000 controlli effettuali dall'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF), sono state segnalate 194 notizie di reato e sono stati sequestrati 15 milioni di litri/chili di prodotto per un valore di 16,3 milioni di euro.
Le truffe in ambito nazionale sono molte, ma anche all'estero sta succedendo qualcosa di clamoroso: le forze dell'ordine stanno riscontrando la nascita e la crescita di numerosi falsi, dal Bardolino bianco e rosso prodotto in Argentina al Chianti statunitense fino al Barbera bianco rumeno.
La Coldiretti sostiene con forza la riforma dei reati in materia agroalimentare: alcune delle norme sono risalenti agli inizi del 1900 e quindi non sono assolutamente al passo coi tempi.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.