Gli incel, da Antonio De Marco alle accuse di terrorismo in Canada

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IL MISTERO DI ANTONIO - Alcune delle ultime puntate della trasmissione Mediaset "Quarto Grado" sono state incentrate sul duplice omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, un terribile fatto di cronaca accaduto quest'estate a Lecce, perpetrato dal reo confesso Antonio De Marco, un 21enne di Casarano studente di scienze infermieristiche assolutamente insospettabile. Il movente ha fatto molto discutere, in quanto assolutamente inedito nella storia delle criminologia italiana; il ragazzo, che stava scrivendo una strana storia delirante miscelando "Il Signore degli Anelli" e "Dragon Ball" con protagonista un suo alter ego chiamato "Vendetta" (che peraltro raffigurava come un personaggio in stile anime) e un diario su cui sfogava le sue frustrazioni, aveva messo nero su bianco le seguenti frasi: «Ucciderò Daniele e se non troverò una ragazza ucciderò ancora. [...] Perché nessuno mi ama? Qualcuno dovrà pagare». Mentre proprio lo staff di "Quarto Grado" ha più volte ipotizzato l'omosessualità dell'assassino per provare chissà cosa (nessuno l'ha capito bene), centinaia di telespettatori su Twitter, su Facebook e sui forum hanno pubblicato pareri diversi e forse più attinenti alla realtà: «Ma questo è palesemente un delitto incel!», ha postato qualcuno. Ammesso che sia così (difficile stabilirlo sulla base delle notizie pervenuteci), possibile che in TV nessuno ne abbia parlato? Forse per non creare se non addirittura alimentare teorie troppo controverse? Ma allora perché sostenere insistentemente che De Marco è gay? Cerchiamo di andare in ordine.

CHI SONO GLI "INCEL" - Quando gli articolisti di molte testate giornalistiche e siti web definiscono gli "incel" spesso si lanciano in descrizioni fin troppo minuziose, disquisendo di "movimento incel", mentre in realtà si tratta di un fenomeno molto disomogeneo che varia da paese a paese e che nasce perlopiù dai forum. Grossolanamente si potrebbe definire "incel" (o involuntary celibate) una persona che non riesce a trovare un partner nonostante ne desideri uno, con la convinzione di far parte della categoria e di essere rifiutato in quanto "brutto". Essere "incel" quindi non è un dato di fatto oggettivo: è una definizione che alcuni utenti di forum e di social network usano per descrivere la loro situazione sentimentale, psicologica e fisica, conseguentemente parlare di "movimento incel" inteso come qualcosa di fondato e concreto sembrerebbe quanto meno fuori luogo. In un articolo de "Linkiesta.it" queste persone sono state descritte come «gli sfigati che uccidono», con tanto di aggiunta «e quelli italiani sono sempre più pericolosi», ma sarà veramente così? Come in molti casi bisogna fare distinzione. Questa pseudo-categoria (l'esistenza di qualcosa di effettivo non è stata ancora discussa in ambito psicologico e criminologico se non in alcuni paesi) ha molte teorie sul funzionamento della società e possiede un proprio glossario: fra i suoi concetti più curiosi c'è quello della "rabbia omega" (omega rage o incel rage), ossia quando la mancanza di prospettive sessuali provoca violenze di ogni genere fra cui il suicidio e l'omicidio. Fra i presunti "incel" questi atti vengono considerati la normalità? Ovviamente no e nei forum di queste "comunità" virtuali il duplice omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, nonostante alcuni interventi fuori luogo da troll, è stato assolutamente stigmatizzato. Il punto però è un altro: il fenomeno che li riguarda è più vasto di quanto si può pensare.

OMICIDI E STRAGI - Prima di passare alla cronaca occorre fare una premessa molto importante: chi scrive o chi appoggia in internet teorie "incel" non è assolutamente assimilabile a un assassino: un conto è stare davanti a un computer cercando di fare "attivismo" con concetti che, tralasciando la gravissima misoginia e le possibili violazioni di privacy (ad esempio quando nei suddetti forum vengono messe foto di persone non famose da valutare), non toccano la sfera del penale e della Costituzione, un altro, come vedremo, è lanciarsi su un gruppo di passanti con un un furgoncino e sterminarne dieci sulla base di convinzioni molto simili a quelle su cui abbiamo parlato finora. Mentre in Italia si fa addirittura fatica ad associare Antonio De Marco almeno alla semplice e sola parola "incel" (arguendo addirittura di omosessualità come a "Quarto Grado"), altri paesi non vanno troppo per il sottile. In USA, nel Regno Unito e in Canada i presunti casi di "rabbia omega" sono stati molteplici, tanto che in quest'ultimo paese un "incel" è stato letteralmente imputato in un processo penale di terrorismo. È successo a un giovane di 17 anni, di cui le autorità non hanno comunicato il nome probabilmente per leggi a tutela dei minori, che il 24 febbraio 2020 ha ucciso con un machete in una SPA la 24enne filippina Ashley Noelle Arzaga, madre di una bambina. Il ragazzo era stato descritto dalla polizia come «facente parte del movimento estremista online "incel"» e infatti i canadesi avevano già avuto a che fare con tragedie simili come l'attentato di Toronto del 23 aprile 2018 in cui sono morte dieci persone a causa del 25enne Alek Minassian. L'uomo si scagliò con un furgoncino noleggiato contro un gruppo di passanti uccidendo otto donne e due uomini dopo aver scritto su Facebook «La Ribellione Incel è già iniziata!». L'intelligence canadese (la CSIS) infatti studia da anni gli "incel", fornendo alle forze dell'ordine informazioni per prevenire altri attacchi, con un modus operandi pressoché identico a quello applicato contro l'ISIS e Al Qaida. La tematica è molto dibattuta nei paesi anglosassoni, anche se spesso vengono usate notizie fuori dal comune per decontestualizzarle, come nel caso di Alexander Cole Carini, un 23enne di Richlands (Virginia, USA) che si è fatto esplodere una mano nel tentativo di organizzare un attentato contro delle cheerleader. In una lettera scritta prima del gesto il ragazzo si era autodefinito "eroe", identificandosi anch'esso con gli "incel".

CORRELAZIONI CON GLI HIKIKOMORI - Il mondo degli "incel" come abbiamo spiegato è molto variegato e spesso è associato a quello degli hikikomori, ossia chi si ritira fisicamente dalla vita sociale per scelta, stando spesso davanti al computer e allo smartphone. Una condizione che nel nostro paese è molto peggiorata per via dei lockdown e della "fase a zone" dovuti alla pandemia causata dal virus SARS-CoV-2. Il Giappone, paese flagellato dal fenomeno hikikomori, l'ha preso molto seriamente, dandone una definizione giuridica ("Chi si rifiuta di lasciare la propria abitazione per un periodo superiore a sei mesi") e stilando una lista di criteri diagnostici utili a inquadrare i soggetti che possono rientrare nella descrizione stessa. Premesso che questi argomenti andrebbero trattati più nel dettaglio, sinteticamente si potrebbe dire che moltissimi hikikomori hanno un ritmo circadiano sonno-veglia invertito, sostituiscono i rapporti sociali diretti con quelli sul web e soprattutto soffrono di depressione, comportamenti ossessivo-compulsivi, automisofobia (paura di essere sporchi) e manie di persecuzione. Il punto comunque è: può qualcosa che nasce e cresce in internet essere realmente pericoloso? La psicologia, la sociologia e la criminologia dovrebbero chiederselo seriamente, anche per dare certezze e soluzioni alle stesse persone che si definiscono "incel", esattamente come il paese del Sol Levante ha fatto con gli hikikomori.

SILENZIO SOSPETTO - Se da un lato un forum di "incel" sembra assolutamente innocuo per l'incolumità di tutti i consociati (fatta eccezione delle criticità già rilevate), dall'altro abbiamo visto che in ogni campo possono esserci schegge impazzite. Il fatto che almeno in Italia il mondo "incel" sia moderatamente collegato a quello degli hikikomori porta a pensare che, almeno da noi, l'emergenza non sia tanto di ordine pubblico quanto sanitaria: sarà difficile che una persona rinchiusa in casa faccia del male a qualcuno se non a se stessa (vuoi per la totale mancanza di contatti umani, vuoi per carenze di vario genere come quella, più fondamentale di quanto si possa credere, della vitamina D). Bisognerebbe considerare il cyberbullismo e l'istigazione a delinquere tra le possibili conseguenze e capire quanto il pensiero "incel" sia collegato al maschilismo, molto in voga su chat di gruppo WhatsApp e Telegram, ma anche su questo non si è assolutamente discusso. Nel Belpaese, tralasciando la questione molto controversa sul duplice omicidio di Lecce, tali problemi sembrano essere relegati a qualche sparata sul web, mentre nel mondo, soprattutto grazie alla crescita del movimento femminista, sono venuti alla luce episodi da vera e propria guerra civile, con omicidi e stragi. Ad oggi la questione è insoluta e questa ritrosia a parlarne sembra strana per non dire sospetta.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.