La scomparsa di Carlo Nuzzi e il fenomeno delle bugie sulla laurea in Italia

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Di recente la trasmissione RAI "Chi l'ha visto?" si è occupata della scomparsa di Carlo Nuzzi, uno studente universitario originario di Corigliano Calabro (CS), sparito tra la sera del 28 e la mattina del 29 luglio.
Secondo il racconto dei suoi amici, il ragazzo aveva trascorso il pomeriggio in ospedale con la fidanzata che era stata ricoverata per un intervento chirurgico di routine. Carlo poi era tornato a casa e aveva salutato la compagna in modo affettuoso via messaggio.
Il 28enne diceva ai suoi cari di essere alle prese con la tesi di laurea, tuttavia le indagini degli inquirenti hanno palesato una triste verità: lo studente non era affatto vicino all'ambito traguardo accademico, purtroppo gli mancavano alcuni esami (secondo il Corriere "molti") e dunque il corso in farmacia a Bologna per lui era ancora da concludere.
In Italia le bugie sulla laurea sono frequenti, con situazioni complicate o tragiche a seconda dei protagonisti: per esempio sul forum del sito AlFemminile.com si possono trovare topic come questo in cui degli utenti discutono su come inscenare la propria discussione, in che giorno trovarsi, dove e soprattutto in che modo stampare i finti diplomi come se questi ultimi fossero messi subito a disposizione dagli atenei, in realtà molte università li fanno avere anche dopo diversi mesi.
La casistica sui suicidi per problemi di questo tipo è svariata, l'ultima vittima ad aprile di quest'anno: uno studente di giurisprudenza a Roma, figlio di un noto avvocato di Teramo, dopo aver annunciato l'imminente traguardo non ha retto al peso della bugia e si è sparato alla testa.
Il fenomeno come detto è vario e variegato, c'è anche chi reagisce scomparendo e tornando dopo un po' di tempo come Giulia Fasana, una studentessa di Gaglianico (BI) che nel 2012 aveva fatto perdere le sue tracce per 48 ore e Francesco Rigoli, scomparso dalla sua casa di Sordio (LO) il 31 ottobre 2011 e tornato dopo ben 3 anni.
Clamoroso invece un fatto sfociato in un parapiglia accaduto nel 2014 che ha visto come protagonista una studentessa della Kore di Enna presentatasi alla discussione con due esami superati.
L'università in Italia, se si escludono alcuni atenei valutati negativamente dall'ANVUR e tenuti sotto sorveglianza dal MIUR, è molto più difficile rispetto a quella in altre parti del mondo; a questo si aggiungono le poche prospettive lavorative che i ragazzi devono affrontare una volta completato il proprio curriculum studiorum.
Speriamo che la vicenda di Carlo Nuzzi possa arrivare a un lieto fine.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.