Morto durante un TSO: il caso di Mauro Guerra potrebbe riaprirsi grazie a un'importante testimonianza
Il caso di Mauro Guerra, il 32enne di Carmignano di Sant'Urbano (PD) morto durante un trattamento sanitario obbligatorio, potrebbe essere riaperto. Il giovane era dottore in economia, aveva svolto il servizio come ausiliare presso l'arma dei carabinieri e stava per diventare commercialista, purtroppo da qualche mese aveva cominciato a mostrare segni di sofferenza psichica. Decisivo fu il momento in cui comunicò proprio ai carabinieri l'intenzione di organizzare una manifestazione pubblica con disegni "d'ispirazione mistica", da lì l'idea del comandante del tempo di sottoporlo a un TSO, in quanto socialmente pericoloso.
Il 29 luglio 2015 Mauro riceve a casa sua le forze dell'ordine e comincia a dare in escandescenze - la trasmissione "Chi l'ha visto?" ha fatto vedere alcuni spezzoni dell'operazione filmata in cui si nota il ragazzo che sbatte per terra una barra di metallo mentre urla "vieni Adonai!" -; scosso e in preda al panico fa finta di salire su un'ambulanza, ma scappa e viene inseguito per i campi da un gruppo di carabinieri. Alcuni di questi gli mettono le manette ai polsi, ma Mauro ha una corporatura possente ed è in stato di agitazione: si divincola e colpisce un militare. Nella collutazione parte un colpo di pistola puntato all'addome che lo uccide dopo una lenta agonia. L'elisoccorso arriverà a distanza di ben 40 minuti, verranno fatte le analisi del sangue sul cadavere, ma senza reperire tracce di sostanze psicotrope.
Il primo processo per omicidio colposo a carico del maresciallo Marco Pegoraro terminò con la sua assoluzione, non senza polemiche - ad esempio venne evidenziata la somministrazione occulta di una dose di tranquillante -. Nel frattempo si è arrivati alla chiusura dell'appello in sede civile con una novità, la testimonianza di Filippo Billeci, l'ex comandante della stazione dei carabinieri che quel giorno aveva provato a mediare tra le parti e a tranquillizzare il giovane: «Per me Mauro non era pericoloso, con me non c'erano mai stati problemi in tanti anni. Se fosse stato pericoloso, non sarei stato in casa da solo un'ora con lui. [...] Nella sua fuga, lungo la strada non ha fatto nulla a nessuno. [...] C'è stata quella colluttazione con il carabiniere Sarto, poi il collega che è intervenuto, Pegoraro, ha deciso di operare in quella maniera. E quando si opera in quella maniera...». Tale testimonianza è stata acquisita agli atti, ma non ascoltata in dibattimento.
Così i carabinieri cercavano di convincere Mauro Guerra ad andare in ospedale, davanti alla sua casa di Carmignano di Sant'Urbano, due ore prima che la situazione precipitasse #chilhavisto pic.twitter.com/6mopXHz3PJ
— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) June 27, 2018
