Nella testa di Antonio De Marco: dalle perizie sui dispositivi elettronici alla tempistica del duplice omicidio

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L'AGENDA GIALLA - Il processo ad Antonio De Marco per il duplice omicidio di Lecce avvenuto il 21 settembre 2020 in cui hanno perso la vita Daniele De Santis ed Eleonora Manta sta entrando nel vivo. Nel corso dell'ultima udienza i due periti incaricati di esplorare e capire la mente dell'imputato hanno relazionato ai giudici della Corte d'Assise il loro lavoro sulla sua personalità escludendo sia aspetti patologici che psicotici ed evidenziando la presenza di una «sindrome narcisistica che non è tale da compromettere la capacità di intendere e di volere». A sua volta la difesa ha chiesto alla Corte di valutare anche un'agenda gialla del giovane in cui «la grafia cambia repentinamente, con modalità e caratteristiche diverse», istanza accolta dai giudici che hanno conferito un supplemento di perizia di cui si avranno gli esiti entro 60 giorni e a cui parteciperà anche un grafologo. La prossima udienza è stata fissata per il 6 luglio, giorno in cui verranno escussi otto testimoni.

NELLA TESTA DI ANTONIO - Sul fronte movente si sono fatti pochi passi in avanti. Ad oggi oltre al lavoro del PM e della polizia giudiziaria non sono trapelati particolari decisivi: per gli inquirenti De Marco sarebbe stato spinto dalla "gelosia", dal non riuscire ad accettare la felicità della coppia, anche per questo sui social molte persone hanno parlato di "delitto incel". Ma le perizie sui dispositivi elettronici del ragazzo hanno confermato questa teoria? Sembra che Antonio fosse estremamente interessato ai serial killer e alla serie "Nato per uccidere", in particolare il 13° e il 23° episodio della seconda stagione lo avrebbero letteralmente ossessionato: su un suo device sono state trovate ricerche raccolte in una nota su David Berkowitz, Antoni Imiela, Timothy Spencer, Ted Boundy, lo squartatore di Camden, lo strangolatore di Boston e il vampiro di Sacramento, tutti schedati con i presunti motivi che li avrebbero trasformati in assassini, spesso l'odio verso le donne e la solitudine. Accanto a uno dei criminali l'appunto trovato è stato il seguente: «Non si capisce bene perché lo fa, forse sfogo sessuale e rabbia, voleva essere un serial killer». Sembra che De Marco abbia fatto questa ricerca nell'aprile del 2020, ben 5 mesi prima del duplice omicidio. Tutto ciò farebbe di lui un incel e dell'omicidio un caso di "omega rage"? Attualmente non c'è nulla di certo.

LA TEMPISTICA OMICIDIARIA - Visto che la prova normalmente viene assunta durante il dibattimento, allo stato attuale è molto difficile stabilire con un certo margine di certezza cos'è successo quel tragico 21 settembre, ma dalla ricostruzione degli inquirenti la tempistica del duplice omicidio parrebbe la seguente.

  • Ore 20:05Eleonora scatta una fotografia a Daniele che è appena tornato a casa con dei dolci per festeggiare l'inizio della loro convivenza.
  • Ore 20:43Eleonora entra per l'ultima volta su Instagram, da quel momento in poi non userà più il cellulare.
  • Ore 20:44Daniele fa una foto con WhatsApp e la spedisce a un gruppo del messenger.
  • Ore 20:47presumibilmente Daniele "screenshotta" col suo telefonino la schermata di blocco forse durante la collutazione e con le mani piene di sangue. Il ragazzo avrebbe provato a chiedere aiuto, ma proprio il blocco del dispositivo e la concitazione del momento non glielo avrebbero permesso: lo screenshot sarebbe avvenuto nei minuti dell'aggressione e stringendo con forza il cellulare.

Ci sono degli aspetti che non convincono, primo fra tutti come avrebbe fatto De Marco a sopraffare due giovani nel pieno delle forze, fra cui un arbitro ben allenato, in un un condominio affollatissimo e all'ora di cena ed è lecito chiedersi perché chi ha investigato al caso non si è fatto delle domande su un possibile tentativo dello studente di scienze infermieristiche di narcotizzare le vittime. Ma al di là di spiegazioni più o meno plausibili, sembra che la dinamica omicidiaria sia stata surreale, con Antonio piombato in casa, una prima aggressione a Daniele probabilmente mortale e altri colpi di coltello inframezzati da urla e quindi piccole pause in cui i ragazzi si sarebbero detti qualcosa. Lo dimostra il fatto che le prime chiamate alla polizia dei vicini di casa sono avvenute alle 20:45 e alle 20:54, il che significa che De Marco sarebbe entrato nell'abitazione con le chiavi dell'appartamento che aveva in qualità di ex inquilino e avrebbe aggredito la coppia subito dopo l'invio della foto di Daniele al gruppo su WhatsApp. Lui ed Eleonora volevano solo un futuro insieme, ma Antonio quella sera che entrerà tragicamente nella storia della criminologia aveva altri piani.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.