“Quarto Grado” del 18/2/22: il movente economico nel caso di Liliana Resinovich e l'intervista alla mamma di Luciana Ranieri

Qual è stato il caso più importante?

Ancora una volta si è parlato della morte di Liliana Resinovich (qui il riassunto dell'ultima puntata). La donna possedeva un tesoretto di 50.000 euro, percepiva una pensione di 1.500 euro, gestiva in prima persona l'affitto della casa e le spese per l'auto e aveva lasciato in casa 2.400 euro - trovati dal marito -. Ci si è chiesti se dietro la sua morte ci sia un movente economico. Si è parlato di 27.000 euro prestati a Piergiorgio - il figlio di Sebastiano - o al fratello di lei, ma per adesso pare che siano tutte illazioni. Lo stesso Piergiorgio ha reso spontanee dichiarazioni alle autorità: «Non c'entro niente con la morte di Liliana e non sono mai stato motivo di litigi a sfondo economico». Il fratello di Lilly ha fatto accenno a un bigliettino nascosto dietro un quadro dove sarebbero stati annotati i pin bancari; recatosi a casa della sorella dopo il dramma non l'ha trovato. Sebastiano - la cui innocenza sarebbe confermata da prove testimoniali - dice che non l'ha mai visto né ne ha mai sentito parlare.

Ci sono altre novità?

Grazie alla geologia forense verrà analizzato il terriccio reperito sotto gli stivaletti che indossava la vittima, in modo da capire se è arrivata nel famigerato boschetto con le sue gambe o se è stata trasportata in un secondo momento. Verrà eseguita una perizia molto approfondita anche sul cordino che teneva stretto il sacco bianco attorno alla testa, con la possibilità di trovare un DNA estraneo. In studio Luciano Garofano ha commentato così: «Mi sembra che insieme tutti gli elementi depongano a sfavore del suicidio. Intanto il luogo. Ma perché suicidarsi lì? È un luogo contrario a quell'intimità che normalmente contraddistingue il suicidio. E poi le modalità. Che bisogno c'era, almeno per quello che sappiamo, di legarsi con un cordino una prima busta e poi inserirsi sulla testa altre buste? Tra l'altro non sappiamo quanto questo legaccio fosse serrato. Il cordino oltre l'interessante accertamento sotto le scarpe forse è l'unico elemento che ci potrà dare dei riferimenti precisi». Durante la trasmissione è stato riferito un aggiornamento proprio sul cordino che non era accanto al cadavere, ma attorno alla gola di Lilly, il che combacia con la testimonianza di alcuni suoi parenti, i quali dopo il riconoscimento del cadavere parlarono di tre strisce sul collo di colore violaceo.

Ci sono stati altri pareri degli esperti in studio?

Massimo Picozzi si è lanciato in una ricostruzione ipotetica, ma molto ardita: «Se torniamo all'ipotesi dell'omicidio, quello che colpisce è l'aspetto sessuale. Mi sembra una scena del delitto di tipo erotico», mentre per Carmelo Abbate «bisogna guardare la sfera di Liliana e non di Sebastiano. Liliana esce dopo il marito e senza telefoni perché non vuole essere rintracciata, dove va? La data della morte sarà uno spartiacque». Alessandro Meluzzi ha parlato di una possibile pista alternativa: «C'è una terza ipotesi che non escluderei. Quella collinetta è un luogo dove circolano molte persone bizzarre. È così folle pensare che abbia potuto imbattersi in uno sconosciuto o parzialmente conosciuto?». Si è parlato anche degli orari dei coniugi che pubblichiamo di seguito.

C'è stato un momento particolarmente topico?

È stata mandata in onda un'intervista a Claudio Sterpin, l'"amico speciale" di Liliana, in cui è stato detto dall'uomo che lei stava per lasciare il marito e che l'avrebbe fatto una volta tornata a casa, ma che avrebbe continuato a occuparsi di Sebastiano: «L'intenzione era di non lasciarlo in braghe di tela».

Di cos'altro si è parlato?

Principalmente del caso di Luciana Ranieri, la 36enne estetista madre di due figli di 10 e 12 anni che la sera del 9 novembre è stata trovata morta nella sua abitazione, impiccata con la cintura di un accappatoio rosa e sulla quale non è stata disposta alcuna perizia - il suo caso è stato archiviato come suicidio -. È stata intervistata la madre della donna che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «Ho subito pensato a una lite furibonda, a qualsiasi altra cosa, ma non avrei mai pensato a una cosa del genere. [...] Aveva attraversato la separazione che l'aveva provata, poi c'è stata la scoperta del tradimento, ma nell'ultimo periodo lei voleva ricominciare tutto da capo. [...] Non l'avrebbe mai fatto e sicuramente non nella cameretta dei bambini. [...] Noi stiamo solo cercando la verità, vogliamo sapere che cos'è successo quella sera. [...] Io Rocco non l'ho visto per niente, quando sono arrivata io erano già chiuse le porte, non ho potuto vederla. [...]. Lei voleva venire ad abitare da noi, infatti io insistevo e lei mi diceva no per i bambini, pensava sempre ai bambini. [...] Aveva promesso alla bambina di portarla a Disneyland, si metteva sempre in secondo piano».

Cos'altro è stato detto sul caso?

C'è una richiesta di archiviazione da parte della Procura di Bari per cui «non emergono elementi di terzi o altrui determinazione», di conseguenza non verrà disposta alcuna consulenza tecnica sul cellulare di Luciana, in ogni caso è stato evidenziato che l'ex marito Rocco non è indagato. Secondo Picozzi «il suicidio è del tutto improbabile a meno di astio nei confronti dei figli o di una gravissima forma depressiva, ma una mente molto sconvolta è riconoscibile dai familiari».

Quali sono stati gli altri casi presi in esame?

Quelli di Nada Cella, Luigi Criscuolo - detto Gigi Bici - e Luca Sacchi, con brevi cenni sulla morte di Marco Pantani e Saman Abbas.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.