“Quarto Grado” del 25/2/22: la guerra in Ucraina e il caso di Liliana Resinovich

Qual è stato il caso più importante della puntata?

Non c'è stato un giallo in particolare su cui si è discusso, perché la puntata è stata basata quasi interamente sulla guerra in Ucraina. Dalle 23:32 è stato analizzato il mistero di Liliana Resinovich (qui il riassunto dello scorso episodio): sostanzialmente sono state ribadite notizie già date una settimana fa con qualche novità sull'autopsia. Le versioni di Sebastiano Visintin e Claudio Sterpin presentano quattro punti che non tornano: il negozio di telefonia (davvero la donna aveva detto di essere diretta lì? La telecamera di un autobus la riprende mentre va nella direzione opposta), il fatto che avrebbe dovuto lasciare il marito il 16 dicembre per poi andare in vacanza in Istria il 19 (non ci sono riscontri e non l'aveva confidato a nessuno), i cellulari (l'ultima volta che Lilly usa un telefono è per chiamare Claudio alle 8:22, ma i dispositivi sono rimasti a casa, uno acceso e l'altro spento) e la fede mancante da cui non si separava mai.

Quali sono le novità?

Sembra che durante l'autopsia e le perizie sui materiali non siano state trovate tracce di terzi, ci si è chiesti se l'umidità ha potuto giocare un ruolo nel cancellarle. I segni sul collo che non sono particolarmente profondi non presentano tracce di violenza, infatti pare che si siano formati per la naturale presenza del cordino che teneva chiuse le buste. Su questa possibilità Luciano Garofano si è dimostrato molto scettico: «Se i segni non erano rilevanti significa che il cordino non era stretto e che poteva respirare».

Cos'altro è stato detto di importante?

In un focus con l'esperto di telecomunicazioni Paolo Reale è stato fatto notare che il luogo dell'abitazione di Liliana e quello del ritrovamento del suo cadavere hanno in comune la medesima cella telefonica, ciò significa che per sapere se i cellulari sono stati spostati bisognerà ricorrere esclusivamente ai dati GPS. Carmelo Abbate ha rilasciato delle dichiarazioni nettamente innocentiste in favore di Visintin: «Noi abbiamo una donna che esce di casa senza anello, senza telefoni per non farsi rintracciare e stiamo qui due mesi a capire cosa fa il marito. È la dinamica che scagiona Sebastiano. [...] Come fa a intercettarla per strada, acchiapparla, ammazzarla non si capisce come, infilarla in macchina, arrivare al boschetto, infilarla dentro un sacco, mettersela sulle spalle, fare 30 metri, prendere l'anello, prendere i telefoni e riportarli a casa? Inoltre tutte le pescherie di Trieste si sarebbero messe d'accordo per dire "è qui da noi"». Secondo Carmen Pugliese le dichiarazioni di Claudio dovrebbero essere verificate e «un confronto sarebbe l'elemento istruttorio più valido», mentre per Massimo Picozzi «il corpo è stato lasciato con modalità rituale, c'è un terzo soggetto, questi due signori non c'entrano. Se si trattasse di un suicidio sarebbe con componenti rituali, con la vittima che ha fantasticato a lungo su come metterlo in pratica, ma ne dubito».

Cos'è stato detto sulla guerra in Ucraina?

Che è una caccia all'uomo nei confronti del Presidente Volodymyr Zelensky. Secondo il generale Mauro Del Vecchio «le forze in campo ci fanno propendere per una conclusione di questa parte iniziale della guerra. La NATO è comunque una presenza forte in tutta l'area, la Russia non può non considerare cosa ne pensa e l'aiuto che l'Alleanza Atlantica potrebbe dare all'Ucraina». Per Abbate, Vladimir Putin è «un pazzo che potrebbe aver fatto uccidere un milione di persone in Cecenia e decine di migliaia in Siria», tuttavia il giornalista ha fatto notare l'espansione della NATO verso est negli ultimi decenni.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.