“Quarto Grado” dell'11/2/22: da Sebastiano Visintin in studio al mistero di Luciana Ranieri

Qual è stato il caso più importante della puntata?

Si è parlato principalmente della morte di Liliana Resinovich, la 63enne pensionata residente a Trieste, scomparsa il 14 dicembre e trovata cadavere in un boschetto vicino all'ospedale psichiatrico "San Giovanni" il 5 gennaio. Il marito Sebastiano Visintin è stato intervistato in studio, si è presentato da solo dopo aver guidato da Trieste a Milano.

Quali sono le novità principali del caso?

Il cadavere di Lilly è stato trovato senza fede e questo è molto strano, perché la portava sempre, anche la sera prima di sparire durante una cena a casa di amici. È stata lei stessa a togliersela prima di uscire quel fatidico giorno, lasciandola a casa coi documenti e il portafoglio o è stato un assassino a levargliela? Il 25 gennaio il marito sostiene di non sapere dove si trovasse («Può essere che l'abbia presa il fratello, ha portato via tutto lui»), il 29 gennaio gli inquirenti sequestrano i supporti digitali della coppia, il 1° febbraio l'uomo racconta di aver trovato l'anello nuziale in un comodino. Ci si è chiesti che ruolo gioca questa fede nel caso di Lilly, con la bottiglietta e il guanto nero trovati vicino al corpo.

Quali sono stati i punti salienti dell'intervista a Sebastiano Visintin?

Visintin: «Lei teneva più di un anello, ne aveva uno, due, anche tre. [...] Nei cassetti di Lilly non ho mai messo le mani per rispetto».
Nuzzi: «Che tipo di relazione avevate? Monogama, libera [...], che coppia eravate?»
Visintin: «C'era rispetto, un amore molto forte e tanta fiducia».
Nuzzi: «Si poteva intuire qualcosa il giorno prima della morte di Lilly?»
Visintin: «Lilly ogni tanto crollava, aveva dei cedimenti fisici, non psicologici. Non l'ho mai vista con problemi psicologici, mai vista piangere e disperarsi».
Nuzzi: «Perché ha bloccato il telefono di Claudio
Visintin: «Non lo so».
Abbate: «Qual era la vostra relazione da un punto di vista sessuale? Di coppia, con altre persone...?»
Visintin: «Eravamo una coppia normale senza assolutamente rapporti con altre persone, eravamo felici da sempre, c'era tenerezza e amore. A letto eravamo sempre vicini, abbracciati, stretti, le dicevo sempre "in questo nostro nido sono sempre felice qui con te". Sapevo che Claudio era amico di vecchia data, ma non ero geloso».
Nuzzi: «Avrebbe perdonato un tradimento con Claudio se l'avesse saputo?»
Visintin: «Le avrei detto "se pensi di trovarti bene con questa persona è una tua scelta", non avrei reagito».
Nuzzi: «Oggi odia Claudio?»
Visintin: «Per me è indifferente, una persona che si comporta così deve avere qualche problema dentro».

Cos'è stato detto in più sul caso rispetto alle scorse puntate?

  • È stato evidenziato come l'amante di Lilly (definito in questa puntata "amico speciale") Claudio Sterpin abbia negato fermamente la possibilità del suicidio: «Io sono il primissimo che nega che lei sia uscita senza telefoni, perché doveva andare nel negozio Wind3 in via Battisti. Il fatto che può essersi suicidata è da negare con la "n" maiuscola!».
  • Sembra che ci sia un "giallo delle chiavi": nel giubbino di Lilly è stato trovato un mazzo, ma sono la copia di quelle di casa, che fine hanno fatto le originali?
  • Si è parlato specificamente della posizione del cadavere: le mani erano al di fuori del sacco nero superiore, sul volto, non sovrapposte, i gomiti si trovavano in zona toracica. È stato detto che il nodo era "molto leggero".
  • Un hard disc è stato recuperato a casa del fratello della donna.
  • Sempre il fratello della vittima ha depositato in Procura un memoriale per cui la stessa sarebbe stata uccisa per motivi economici.

Ci sono stati dei commenti interessanti degli esperti in studio?

Massimo Picozzi, interrogato sull'ipotesi suicidiaria, ha affermato: «Di tutte le cose che questa donna ha lasciato a casa la fede è quella più simbolicamente forte, è come se si fosse voluta spogliare di ogni cosa del passato. Un gesto del genere porta a pensare a una progettazione antica e a una sofferenza portata avanti, magari non manifestata. [...] È difficile distinguere un crollo fisico da uno emotivo se non si interroga la persona, può darsi che siano stati dei segnali».

Di cos'altro si è parlato?

È stato analizzato il caso di Luciana Ranieri, una 36enne estetista madre di due figli di 10 e 12 anni. La sera del 9 novembre è stata trovata morta nella sua abitazione, impiccata con la cintura di un accappatoio rosa. Sono stati mandati in onda spezzoni di suoi audio spediti via WhatsApp a un'amica, si tratta di vocali risalenti proprio a quella sera: sembra che la donna fosse gioviale, felice e serena, ma dopo una serata passata fuori è stata avvicinata dall'ex. I due si erano separati per un tradimento di lui e per la sua eccessiva gelosia. Sul corpo, trovato il giorno dopo proprio dall'uomo, non è stata fatta alcuna autopsia né sono stati eseguiti i rilievi, perché il caso è stato subito archiviato come suicidio. Luciana lasciava sempre la sua chiave dentro la toppa interna della porta d'entrata, mentre quel giorno è stata trovata nel medesimo lato della serratura quella dell'ex.

È avvenuto qualcosa di curioso?

Rispetto ad altre puntate, no, ma sono stati fatti interessanti paralleli tra alcuni casi, nello specifico quello di Liliana Resinovich con quello di Melania Rea e quello di Luciana Ranieri con quello di Carlotta Benusiglio.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.