School shooting a Denver: un ragazzo si è sacrificato per salvare i suoi compagni. Il punto di vista giuridico

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L'ENNESIMO EPISODIO - Ancora altri tre giorni e Kendrick Ray Castillo, il 18enne studente della STEM School di Highland Ranch, vicino a Denver, si sarebbe diplomato: il giovane si è sacrificato durante l'ennesimo episodio di school shooting per salvare i suoi amici.
La tragedia è avvenuta a pochi chilometri dalla Columbine High School, tristemente nota per la famigerata strage del 1999. I sospettati si chiamano Devon Erickson (18 anni) e Alec McKinney (16 anni), le ipotesi di reato sono omicidio di primo grado e almeno otto tentati omicidi, altre eventuali imputazioni verranno valutate nel corso della prossima settimana.

EROE - La dinamica non è chiara: sembra che gli attentatori si siano introdotti nell'istituto il 7 maggio con l'intento di uccidere più persone possibili. Sulla base di fonti investigative pare che Erickson si sia impossessato di due pistole dei suoi genitori legalmente detenute. Uno studente di nome Brendan Bialy ha provato a ricostruire la tragedia: «È successo tutto in un attimo, Kendrick senza esitazioni è schizzato e si è lanciato contro il ragazzo con la pistola che si è trovato contro il muro senza capire cosa l'avesse colpito». A quel punto lo stesso Bialy e altri giovani si sono uniti a una vera e propria lotta per la sopravvivenza: «Durante lo scontro sono stati sparati uno o due colpi, solo alla fine, una volta che abbiamo neutralizzato l'attentatore, ho chiamato Kendrick, ma era già incosciente e non rispondeva».
È finita così la vita di Kendrick Ray Castillo, da tutti acclamato come un eroe, per i suoi amici era già "una leggenda", sempre sorridente e disposto ad aiutare tutti. In questi giorni stava analizzando il film del 1987 "La storia fantastica" ("The Princess Bride") per un lavoro sulla commedia organizzato durante le lezioni di inglese. Il giovane era appassionato di scienze e robotica, è probabile che la sua spinta altruistica sia stata influenzata dal nonno, un ex Marine col quale era solito andare in campeggio e a pescare.

CHI SONO I SOSPETTI - Devon Erickson e Alec McKinney hanno fatto la loro prima apparizione davanti al giudice il 9 maggio, ma non sono ancora stati ufficialmente accusati. Il primo, caratterizzato da capelli folti e parzialmente tinti di viola-fucsia, è apparso cupo in volto, ha spesso mantenuto la testa bassa e ha parlato solo quando interrogato. Per quanto riguarda il secondo, che ha 16 anni, il Procuratore deve ancora decidere se processarlo come maggiorenne. Questa possibilità, impensabile in Italia e in Europa, è una controversa eredità della tendenza statunitense degli anni '90 a spostare molti processi dalle corti minorili a quelle penali per particolari reati durante un incredibile incremento di omicidi e violenza avvenuto in quel periodo. Da notare che nello Stato in questione, ossia il Colorado, la maggiore età si raggiunge a 21 anni, mentre i 18enni possono già comprare una pistola, le sigarette, impegnare i loro beni e sposarsi senza il consenso dei genitori. Solo una volta raggiunti i suddetti 21 anni si può cominciare a comprare alcol ed entrare nei casinò, stranezze americane caratterizzate da una ratio che a noi cittadini del vecchio continente sicuramente sfugge.
Non si conosce ancora il movente, ma pare che Erickson odiasse i cristiani e il Presidente degli USA Donald Trump e che quindi, in un certo senso, si sia scagliato contro quello che dal suo punto di vista era "il sistema". Alcune testate giornalistiche religiose e di ultradestra americane hanno parlato di satanismo e di attacco della sinistra radicale, ma a riguardo non è ancora stato trovato nulla.

L'ALTRO EROE - La vicenda ricorda un'altra tragica storia, quella di Riley Howell, uno studente di 22 anni che il 30 aprile al campus dell'"University of North Carolina Charlotte" bloccò il suo coetaneo Trystan Andrew Terrell, il quale stava bersagliando con una pistola 60 studenti di "scienza, tecnologia e società". Riley, che aveva una preparazione militare in quanto cadetto del "Corpo di addestramento degli ufficiali di riserva", si avventò sull'attentatore, urlò a tutti di scappare ed evitò una strage di proporzioni potenzialmente incredibili: in quella sparatoria morirono lui ed Ellis Parlier, un suo compagno di 19 anni.
«Riley era un leone, tutti vogliono essere leoni finché non arriva il tempo di fare cose da leoni, ecco cosa li separa», questo il commento, molto significativo, di un ufficiale di polizia del posto.
Due giorni dopo la tragedia Howell fu seppellito coi pieni onori militari, una fine degna di un eroe.
Negli USA la questione sulle armi è molto sentita, sia da chi è pro sia da chi è contro: da qualche tempo il movimento "March for our lives" ("Marciamo per le nostre vite") sta alzando la voce contro una politica che si è dimostrata sorda, dall'altra parte della barricata rimangono delle posizioni molto radicate sia a livello storico che sociologico.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.