L'“hacker” che spiava le sue vittime dalla webcam: le “sextortion”, l'arresto e la condanna
LA NASCITA DI "MISTAH X" - Il cattivo dei film non è sempre un personaggio che fa del male a prescindere, ma anche chi ha intrapreso un percorso di vita perché in qualche modo la società gli ha tolto qualcosa di prezioso, qualcosa che non gli ha permesso di raggiungere i suoi sogni o almeno di vivere normalmente. La realtà di tutti i giorni non è paragonabile al mondo di Hollywood, ma la storia di "Mistah X", il ragazzo che ha terrorizzato il web, potrebbe essere analizzata da quel punto di vista e, perché no? Ne potrebbe nascere proprio un film. La vicenda risale al 2010: il giovane vive a casa con la mamma, due sorelle e un fratellastro. La vita scorre pacificamente giorno dopo giorno, tra un corso di informatica e la compagnia del cane di famiglia, una barboncina di nome Petra; c'è un particolare: Mistah è rimasto paralizzato alle gambe a seguito di una sparatoria - uno scontro fra gang - in cui è stato coinvolto anche il padre che a quel tempo era un agente della polizia federale e usa il molto tempo a disposizione in camera sua per imparare le tecniche di hacking. In pochi anni diventa un genio del computer e di lì a poco sarà protagonista di una vicenda che avrà gravissime conseguenze su centinaia di vittime e che farà discutere per anni.
ATTACCO ALLA PRIVACY - La tragedia che ha coinvolto il padre risale a qualche anno prima ed è avvenuta a Città del Messico. La famiglia del ragazzo riesce a spostarsi con successo negli Stati Uniti e inizia una nuova vita a Santa Ana, in California. Mistah vive in una piccola camera tappezzata di colori del suo paese natio - il verde, il bianco e il rosso -, vicino alla scrivania ha attaccato un'immagine di Gesù. Ed è proprio nella sua comfort zone, lontano dalla realtà, che il giovane si rende conto di una cosa: violare il computer di una persona è più facile del previsto. Comincia col truffare siti di e-commerce, poi tenta il salto di "qualità". Grazie ad alcuni programmi facilmente reperibili in rete riesce a controllare più di 600 dispositivi contemporaneamente e intuisce un particolare che cambierà la sua vita e quella di molte altre persone: le webcam sono una porta aperta sull'intimità altrui, dei veri e propri occhi che passano inosservati e che possono trarre dati infiniti su persone specifiche. In realtà la tecnica utilizzata è abbastanza elementare, perché Mistah si limita a pubblicare link su social network e comunità web in modo da far scaricare software malevoli che gli permettono di entrare nei device, tuttavia molte persone ci cascano, in particolare alcune prostitute su un forum di escort. L'"hacker", non contento, passa alle ragazzine minorenni e alla fine, nel buio della sua stanza e in compagnia del suo solo laptop, perde il controllo.
VITE VIOLATE - Mistah ormai è entrato in centinaia di computer e li gestisce a suo piacimento, comincia a prenderci gusto e ormai minaccia le sue vittime, mentre le controlla costantemente via webcam: «So cosa stai facendo, se non vuoi che metta in rete le tue foto hard smettila subito» scrive a una ragazza, a un'altra spedisce una foto di lei mentre fa sesso col fidanzato e aggiunge «Hai un vibratore rosa». A quel punto le voci su di lui iniziano a girare in rete e qualcuno decide di assoldarlo per spiare le vite private altrui al prezzo di 150 dollari. Le sextortion - ricatti sessuali sul web - gli fruttano un sacco di soldi: arriva a vantarsi dell'acquisto di una sedia a rotelle in titanio pagata 5.000 dollari con ruote "modificate" costate 400. La sua storia come criminale informatico si conclude qualche mese più tardi, quando viene arrestato da una squadra dell'FBI con l'accusa di estorsione. La giustificazione del ragazzo? «Lo facevo per frustrazione, quelli si divertivano, facevano progetti, balli di fine anno, feste. Io non ho mai vissuto nulla del genere. E allora pensavo: perché non provi a passare delle giornate di merda come le mie?», in questo modo si sfoga con un giornalista che lo intervista in carcere. Mistah verrà condannato a 6 anni di reclusione per «guerra psicologica» e «impegno nel terrorizzare le vittime», così il giudice argomenterà la sentenza.
RITORNO ALLA LEGALITÀ - Dopo più di 10 anni dalla vicenda la storia di "Mistah X" fa ancora discutere. Nonostante il suo nome e cognome siano pubblicati un po' ovunque, noi di DirittoeCronaca.it non abbiamo voluto riportare i suoi dati né il suo viso per una questione di diritto all'oblio e perché sembra che nel corso del tempo sia diventato un individuo rispettabile della società, almeno questo è ciò che si può evincere leggendo il suo profilo su Linkedin. Si conclude così la storia di Mistah, un ragazzo disturbato, cresciuto col trauma della tragedia legata al padre, un handicap fisico rilevante e la difficoltà di essere un immigrato, diventato tuttavia un criminale informatico della peggior specie. Sembra che il giovane fosse ossessionato da Professor X, il carismatico personaggio in sedia a rotelle degli X-Men, tanto da scegliersi un "nome di battaglia" molto simile. Come il suo "mito" entrava nella privacy delle persone con l'intelligenza - e non solo grazie alla dabbenaggine altrui -, usando programmi a basso costo - SpyNet e Poison Ivy -, che sono sostanzialmente trojan. Mistah è stato arrestato all'età di 31 anni e a distanza di tanto tempo ha potuto ricominciare da capo, dimostrando che forse anche il "cattivo della storia" può tornare padrone della sua vita nonostante tutto.
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