Con tweet offensivi e razzisti i crimini aumentano e diventano più violenti
Secondo uno studio della New York University pubblicato sul sito ArXiv.org in presenza di tweet offensivi e razzisti aumentano i crimini legati all'etnia. Tale problematica non riguarda zone particolari, ma si presenta in più contesti urbani, dalle aree rurali alle metropoli. Gli scienziati dell'ateneo americano grazie a un programma definito "di intelligenza artificiale" hanno analizzato la provenienza geografica e il linguaggio di 532 milioni di tweet pubblicati negli USA tra il 2011 e il 2016. Il software, impostato per riconoscere due tipi di "cinguettii", ossia quelli che direttamente manifestavano opinioni o atti discriminatori e quelli che riportavano o commentavano fatti di razzismo, ha permesso ai ricercatori di addivenire a una conclusione molto importante a livello criminologico: «Abbiamo trovato che tweet discriminatori postati in una determinata città sono legati a un numero più alto di crimini legati all'odio. Questo trend si conferma in diversi tipi di città (contesti urbani, rurali, grandi e piccoli) e conferma il bisogno di studiare come il linguaggio discriminatorio online può avere conseguenze nel mondo "fisico"», questo il commento del portavoce dello staff. La tematica è diventata di attualità soprattutto in questi mesi, durante i quali la sinofobia si è allargata a macchia d'olio soprattutto negli Stati Uniti a causa della pandemia dovuta al Coronavirus SARS-CoV-2.
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