La dinamica dell'omicidio di Erika Preti secondo la ricostruzione dei RIS di Parma

Torniano a parlare dell'omicidio di Erika Preti, la tragica vicenda di cronaca nera che ha avuto luogo in una villetta di San Teodoro, in Sardegna, lo scorso 11 giugno.
Secondo la ricostruzione dei RIS di Parma, coadiuvati dall'ex comandante Luciano Garofano, il medico legale Maurizio Saliva e l'esperto informatico Michele Vitiello, in un primo momento Dimitri Fricano avrebbe aggredito Erika Preti con il coltello da cucina che lei stava usando per preparare dei panini, in seguito l'avrebbe afferrata e fatto sbattere la testa su alcuni mobili della casa. In quel momento la ragazza sarebbe riuscita a liberarsi, ma l'uomo avrebbe trovato in cucina un coltello più grande, l'avrebbe raggiunta nuovamente e quindi finita con un fendente netto alla gola.
La versione di Fricano invece sembra essere molto diversa: «Abbiamo litigato per le briciole di pane sul tavolo. Lei continuava a rimproverarmi, mi ha anche colpito con un fermacarte in pietra. Alla fine io non mi sono riuscito a trattenere e l'ho accoltellata».
Pare che i legali del commesso biellese siano intenzionati a prendere la strada del tiro abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica.
Commoventi le parole del papà di Erika: «Festeggiavamo il Natale insieme a lui e ai suoi genitori. Mia figlia e Dimitri si sono fidanzati quando erano appena adolescenti e in questi dieci anni li abbiamo visti crescere. Ancora non riesco a crederci. Quando la settimana scorsa il nostro avvocato, Lorenzo Soro, ci ha detto che secondo gli inquirenti non c'erano più dubbi, io e mia moglie siamo crollati».

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.