Cronache di guerra online: la nascita del movimento Qanon, i “ban” a Trump e la mappa interattiva di “Patr10tic”

I TRAGICI FATTI - L'assalto al Campidoglio degli USA è stato un evento storico intercorso il 6 gennaio a seguito delle elezioni presidenziali del 2020 che hanno visto vincitore Joe Biden. Numerosi sostenitori dello sconfitto Donald Trump, infuocati da alcune frasi del tycoon e in particolare da un suo comizio, hanno dapprima circondato il Parlamento di Washington e in un secondo momento l'hanno preso letteralmente d'assalto. Le immagini di quel giorno sono ancora ben impresse nella mente di tutti noi: Ashli Babbitt che cerca di entrare in uno spiraglio di una porta distrutta e che viene raggiunta da un proiettile, lo "sciamano" urlante nelle stanze sacre della democrazia americana, l'uomo sorridente con il leggio, la bandiera confederata sotto dipinti dei fondatori della nazione: uno sfacelo politico, morale e umano di proporzioni indicibili. Sulla base delle ricostruzioni degli inquirenti sembra che all'assedio abbiano partecipato gruppi di estrema destra come i Proud Boys, i Three Percenters, i Neoconfederati, alcuni anarchici e persone legate al movimento online Qanon. Quest'ultimo dato fa riflettere e dovrebbe portarci a pensare che la percezione di internet è molto cambiata negli ultimi anni: infatti numerose teorie di questi gruppi sono nate da un troll della piattaforma 4chan noto come "Q".

L'IMPORTANZA DEL WEB - Il movimento Qanon è nato su 4chan, una specie di social-forum incentrato sulle immagini e sui meme, quando nell'ottobre del 2017 un utente che si firmava come "Q" iniziò a rilasciare presunte informazioni riservate relative a operazioni segrete del Governo americano per contrastare il presunto "deep state". "Q" attirò immediatamente l'attenzione di migliaia di seguaci, perché periodicamente rilasciava indizi "a mo' di gioco" (chiamati in slang "drops") in grado di svelare cosa stava accadendo nella politica a stelle e strisce e internazionale. A tutt'oggi non si è ben capito chi fosse questa persona, ma ciò che ne è conseguito sono state teorie basate su fake news, peraltro monotone in quanto già lette dalla fine degli anni '90, per cui la politica e l'economia sarebbero controllate da un "Nuovo Ordine Mondiale" di stampo pedofilo capeggiato da George Soros, i Rothschild e figure del mondo dello spettacolo come Johnny Depp, Tom Hanks, Madonna e Lady Gaga; in pratica una visione del mondo simile a quella del complottista David Icke, solo nettamente più aggressiva e di estrema destra. Si arrivò ben presto al punto di non ritorno: nell'aprile del 2018 "QDrops" diventò l'app a pagamento più popolare nella sezione "intrattenimento" dello "store" di Apple e la decima più popolare in assoluto. La stessa Apple, a seguito di un'inchiesta della NBC News, ritirò l'applicazione che promuoveva le teorie cospirazionaliste. Il caso fu risolto, ma il pensiero deleterio e fallace tratto dalle "soffiate" di "Q" viaggiava veloce sulla rete e non solo.

LA "GUERRA" ONLINE - Dopo i tragici fatti del 6 gennaio i colossi di internet Twitter, Facebook e YouTube hanno cominciato a fare la guerra a Trump, escludendolo dalle loro piattaforme in modo permanente o temporaneo a seconda delle decisioni dei vari CEO. Nel 2021 può capitare anche questo: leggere "Trump bannato" su una testata giornalistica di livello nazionale. Twitter in particolare, oltre a sostenere che i tweet del presidente uscente incitassero all'odio, ha dato il via a una vera e propria crociata contro il movimento complottista Qanon eliminando oltre 70.000 profili mistificatori. Dall'alta parte della barricata si sono susseguite bufale assolutamente nonsense come il fatto che la Cina avesse invaso militarmente gli USA, condite con l'arresto del Papa. In seguito i seguaci di "Q" si sono spostati in massa sul social network Parler, che tuttavia è stato "sospeso" da Amazon. Le tensioni sono continuate anche negli ultimi giorni e recentemente un utente di Twitter che si firma come "Patr10tic" ha creato una mappa interattiva usando metadata tratti dai GPS e video dall'app Parler per trovare le identità di chi ha partecipato all'assalto a Capitol Hill (fonte: TheVerge.com, sito specializzato in "giornalismo tecnologico"). L'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti avverrà il 20 gennaio e si terrà con una cerimonia pubblica, ma la questione dei Qanon e soprattutto le tante domande sulla troppa importanza dei social network, strumenti in grado ormai di plasmare la realtà anche con fake news e decisioni unilaterali dei CEO, aleggiano su tutti noi.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.