Il mistero di Carlotta Benusiglio: il “test della glicoforina” riapre il caso

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OMICIDIO O SUICIDIO? - Sono trascorsi 4 anni dalla morte di Carlotta Benusiglio, la 37enne trovata impiccata a un albero di piazza Napoli a Milano nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2016. Il caso fece molto discutere per una serie di indizi molto strani, come la sciarpa che cingeva il collo della ragazza, forse non idonea per poter soffocare, il fatto che la vittima toccasse la terra coi piedi, delle macchie di sangue sul suo letto repertate durante le indagini e un passato burrascoso col compagno, che aveva denunciato per lesioni. Inoltre i genitori di Carlotta fecero presente che, una volta entrati nella casa della figlia, la musica era ancora accesa, segno forse di momenti concitati durante i quali sarebbe accaduto l'irreparabile. Dopo due pareri contrastanti di medici legali di cui solo uno aveva ipotizzato la presenza di un'azione omicidiaria tramite strangolamento e un cambio di PM, sembra che si sia arrivati a una piccola svolta: il titolare del fascicolo Gianfranco Gallo ha ordinato nuove perizie il cui esito è rimasto parzialmente riservato, tuttavia dalle indagini è trapelata la notizia per cui l'esame della glicoforina avrebbe evidenziato che quella tragica notte la giovane sarebbe stata uccisa.

IL TEST DELLA GLICOFORINA - La perizia fortemente voluta dal PM serve per stabilire se una ferita è stata procurata su una persona viva o un cadavere. Gli inquirenti hanno individuato due lesioni: una provocata dalla sciarpa sul corpo ormai privo di vita e l'altra all'altezza della tiroide che è stata definita "lesione vitale", perché la quantità di sangue fuoriuscita porterebbe a pensare che in quel momento Carlotta fosse viva. Gli investigatori sono convinti che le fasi siano state due: una durante la quale la giovane sarebbe stata strangolata e l'altra che implicherebbe una messinscena al fine di portare a pensare a un suicidio per impiccagione.

Sul caso sono sempre state in prima linea le trasmissioni televisive "Chi l'ha visto?" e "Quarto Grado", in particolare un servizio del giornalista Gianloreto Carbone ha portato alla luce altri risvolti inquietanti come la consulenza tecnica sulle riprese delle telecamere puntate su piazza Napoli di Antonio Barili, esperto nominato dalla famiglia Benusiglio, che notò strani movimenti notturni avvenuti quella fatidica notte.

UN ITER GIUDIZIARIO INCERTO - La ricostruzione dei fatti porterebbe a pensare a un omicidio d'impeto con un tentativo poco riuscito di messinscena. Tuttavia il fidanzato di Carlotta, indagato per maltrattamenti e omicidio doloso, non è mai stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere come aveva richiesto il PM nel marzo 2019: per il GIP la vicenda aveva contorni poco chiari e, in dubio pro reo, aveva respinto l'istanza. Secondo gli inquirenti il compagno della Benusiglio sarebbe stato l'ultima persona a vederla viva: sulla base della ricostruzione degli investigatori che si sono rifatti ad alcuni filmati, dopo una serata al bar e un litigio furente, una sagoma che sarebbe il corpo di Carlotta sembrerebbe emergere dall'oscurità alle 3:40, due minuti dopo il fidanzato della giovane viene registrato da una telecamera in piazza Napoli mentre si sposta verso viale Misurata. Pertanto la Procura ritiene di avere tutte le prove per il rinvio a giudizio e ha cominciato col ricorrere al Riesame contro la decisione del GIP: a settembre la situazione verrà delineata in modo più chiaro.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.