L'ossessione per una puntata di “Invader Zim”? L'omicidio di Pamela Vitale e la storia di Scott Dyleski

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L'INVASIONE DEGLI ALIENI - "Invader Zim" è stato un cartone animato messo in onda per la prima volta da Nickelodeon nel 2001. A quei tempi faceva parte della programmazione televisiva per bambini, affiancandosi ai più famosi "SpongeBob" e "Due fantagenitori", ma era distante anni luce da quel genere di trasmissioni. La storia è incentrata su Zim, un alieno Irken, la cui razza ha un solo scopo: sottomettere tutti i mondi dell'universo. Questi extraterrestri sono governati da una diarchia di individui più alti rispetto ai propri simili, perché per gli Irken maggiore è l'altezza fisica e più le capacità di leadership e la propria forza saranno accentuate. Zim è uno dei più bassi del suo pianeta e un gran pasticcione, per questo viene spedito dagli "Altissimi" (traduzione non letterale) in un punto non precisato dell'universo con un aiutante robot assemblato malissimo e completamente fuori controllo, tale GIR. Trovato il pianeta Terra, l'alieno cerca di infiltrarsi nella società fingendosi uno studente presumibilmente di una elementary school. I terrestri vengono rappresentati come degli ebeti, il cui unico scopo nella vita è consumare prodotti, mangiare, giocare ai videogiochi e tirare a campare, per cui nessuno si avvede per esempio del fatto che Zim ha la pelle palesemente verde o che GIR, usufruendo di un travestimento assurdo che gli permette di fingersi un cane, cammina su due gambe. Anche se Zim non è un grande "invasore", il mondo umano sembra terreno fertile per gli Irken, ma a frapporsi fra la specie ostile e la vittoria totale sarà Dib, figlio del più grande scienziato del mondo (il professor Membrane) e fratello di Gaz, una bambina dark, violenta e antisociale.

"INVADER ZIM" COME CULT - "Invader Zim" è caratterizzato da disegni molto particolari, con forme strane e colori che vanno dallo scuro al crepuscolare fino a raggiungere il viola fosforescente. Il mondo, spesso coperto da nuvole anche di giorno su un cielo stranamente rosso, ci viene presentato come un posto strano, inquietante, sporco e unto, dove il consumismo e il profitto la fanno da padroni, ma tutto questo fa parte del suo fascino. La storia che, ricordiamo, è stata scritta e diretta ben prima di show come "Rick and Morty" e "Gravity falls", ha degli elementi horror che si fondono con un humor particolarmente irriverente e scene Sci-Fi: dietro all'invasione degli Irken, dietro alla volontà di conquista degli "Altissimi", dietro al desiderio di distruzione di Zim, c'è una forte denuncia sociale di Jhonen Vasquez, il creatore della serie. "Invader Zim" cambia continuamente la prospettiva del telespettatore, perché in alcune puntate l'avventura è vissuta in prima persona da Zim, altre volte da Dib, in un'occasione da Gaz, di conseguenza col passare del tempo il punto di vista di chi assiste alle varie peripezie diventa critico sia nei confronti degli Irken che degli umani, perché entrambe le razze sono infantili e totalmente incapaci di portare a termine qualcosa di concreto. Ben presto ci si renderà conto che la nostra società non è tanto diversa da come viene rappresentata nel cartone, pur con le dovute proporzioni e considerando che lo stesso ha degli aspetti volutamente forzati e farseschi. La caratteristica della serie è proprio quella di non sembrare affatto un prodotto per bambini, tanto che, al tempo della trasmissione, vennero aggiunti degli episodi fuori luogo per quella fascia di età, fu così che la Nickelodeon dopo alcune vicissitudini decise di cancellare lo show. "Invader Zim" rimase comunque nel cuore di moltissimi fan, tanto che venne deciso praticamente a furor di popolo di produrre per la piattaforma Netflix il film di animazione "Invader Zim e il Florpus", uscito ufficialmente nel 2019. A tutt'oggi negli USA e nel mondo anglosassone il cartone è considerato un vero e proprio cult con tanto di fanfiction e fanart, mentre in Italia è completamente passato in sordina.

L'OMICIDIO DI PAMELA VITALE - Nell'episodio "Dark Harvest" Zim colleziona organi dei compagni di classe per metterli dentro il suo corpo e rimpiazzandoli nei malcapitati con oggetti di tutti i tipi (addirittura un termosifone). In questo modo l'alieno, non avendo una corporatura terrestre ed essendo completamente all'oscuro dell'anatomia umana, cerca di passare i controlli dell'infermiera della scuola. Proprio quella puntata venne citata in un'aula di tribunale sul caso di Pamela Vitale, una donna madre di due bambini e moglie del famoso avvocato Daniel Horowitz, noto per avere collaborato a libri fondamentali per il mondo giuridico come "Criminal Law, Practice & Procedure" e avere patrocinato casi storici, tanto da essere stato nominato nel 2014 tra i 100 migliori legali degli USA. Ma come si è potuti arrivare a questo? Facciamo qualche passo indietro e cerchiamo di capirlo. Il 15 ottobre del 2005 l'avvocato Horowitz torna dal lavoro dopo aver partecipato a un'udienza per la sua assistita Susan Polk, accusata di avere ucciso suo marito con 27 coltellate. La casa di Daniel e Pamela è in costruzione, una volta completata sarà una villa da circa 6.700 mq con vista su una zona boschiva di Lafayette, una città della contea di Contra Costa in California, vicino a San Francisco; pertanto i due stanno vivendo momentaneamente in un prefabbricato mobile. Quando l'uomo apre la porta trova la sua compagna morta, brutalmente massacrata con 39 violentissimi colpi inferti con un pezzo di modanatura a corona (una decorazione utilizzata per i lavori di quei giorni). La scena che il legale si trova davanti è agghiacciante: il cadavere è sviscerato e sulla sua schiena è incisa una sorta di croce di Lorena. La polizia brancola nel buio, ma 5 giorni dopo arresta l'allora sedicenne Scott Dyleski, un vicino della coppia. Il ragazzo viene subito rinviato a giudizio per omicidio di primo grado, che nell'ordinamento statunitense è quello compiuto con malice aforethought (la nostra premeditazione) o con una particolare violenza, senza alcuna attenuante. L'avvocato Horowitz, pur segnato a vita, parteciperà attivamente alle indagini e al processo, aiutando gli inquirenti soprattutto nella fase di profilazione, anche se dovrà affrontare alcune polemiche per delle sue comparse in talk show.

"INVADER ZIM" IN AULA - Dyleski venne processato come adulto davanti a una giuria di sei donne e sei uomini. La difesa cercò di smontare la teoria per cui il giovane era ossessionato dai serial killer e dalla musica macabra e violenta facendo deporre nove testimoni. Alcuni di loro riferirono che Scott si occupava di diritti dell'uomo e degli animali e che spesso erano stati consolati dal ragazzo in momenti di difficoltà. Tuttavia il Pubblico Ministero Harold Jewett dimostrò che l'imputato era interessato alla vivisezione proprio degli animali, in più mise agli atti che nel computer di Dyleski vennero trovate immagini di corpi smembrati e collage di torture. La testimone Amarintha Kochmann Gray disse in aula che Scott era solito guardare "Invader Zim" e che rimase particolarmente colpito dall'episodio "Dark Harvest", tanto che spesso il giovane, rifacendosi alla puntata, le parlava della possibilità di prelevare organi; l'avvocato di Dyleski riuscì solo all'ultimo a farle dire che quei discorsi erano stati esternati per gioco. Dopo un iter giudiziario denso di colpi di scena con l'accusa alla madre, poi ritirata, di aver distrutto le prove per aiutare il figlio, un cambio di giudice popolare indicato dalla difesa come "prevenuto" e l'intervento di numerosi esperti in scienze forensi e criminologi (il DNA del ragazzo fu trovato sul cadavere), Dyleski fu condannato per omicidio di primo grado senza condizionale e venne ritenuto responsabile di aggravanti tipiche della legislazione americana, come l'aver compiuto il reato durante un furto con scasso in una residenza e la particolare forza utilizzata con l'arma; in seguito, al suo diciottesimo anno d'età, fu portato nel carcere di San Quintino, famoso per le esecuzioni capitali e infine fu trasferito nella prigione di Kern Valley. Anche se Scott fu condannato alla pena detentiva perpetua senza alcuna facoltà di uscire dalla reclusione, grazie a una legge della Florida che è entrata in vigore il 1° luglio 2020 per cui i minorenni processati come adulti e condannati all'ergastolo possono ottenere una seconda possibilità (Senate Bill 394), avrà il diritto di chiedere la libertà condizionale nel 2030.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.