Caso Sissy Trovato Mazza, esaminati per la prima volta gli indumenti: «Non si è suicidata»

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4 ANNI DI MISTERI - È ancora avvolta nel mistero la morte di Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy. Il 1° novembre 2016 fu trovata gravemente ferita a causa di un colpo proveniente dalla sua stessa pistola all'ospedale "SS. Giovanni e Paolo" di Venezia. La ragazza, in qualità di agente penitenziario, doveva controllare una detenuta che aveva appena partorito e in passato non aveva dato alcun segno di squilibrio. Dopo mesi di agonia in coma trascorsi soprattutto a casa, l'agente spirò e in quei giorni un moto di commozione dall'Italia intera raggiunse la sua famiglia. Secondo la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" nei mesi precedenti Sissy aveva denunciato degli incontri a base di sesso e droga tra detenute e guardie penitenziarie nel carcere femminile della Giudecca e queste sue segnalazioni le erano costate richiami disciplinari "per non avere rispettato il suo ruolo"; ombre e dicerie a tutt'oggi non ancora dimostrate, ma che scatenarono da ogni dove polemiche e dubbi sul funzionamento della giustizia nella sua fase esecutiva, tanto che perfino il Guardasigilli Alfonso Bonafede si interessò al caso.

I DUBBI DI "CHI LHA VISTO?" - Durante una famosa puntata di "Chi l'ha visto?" trasmessa più di un anno fa, un'inviata dimostrò come fosse facile l'accesso all'ospedale evitando l'entrata principale, addentrandosi nella struttura senza che nessuno si avvedesse della sua presenza da una porta laterale che avrebbe dovuto essere chiusa ma che invece era aperta. Da lì la giornalista prese un ascensore riservato al personale che conduceva all'interno dei reparti, eludendo così le telecamere. Un'altra entrata alternativa venne segnalata da un telespettatore, il quale scrisse che bastava passare da una scala o attraverso un altro ascensore vicino a un giardino interno per trovarsi in un tunnel di passaggio che portava all'entrata di pediatria. A questo si aggiunse il mistero della fondina: una fan del programma, anche lei poliziotta penitenziaria, si chiese se Sissy avesse veramente con sé la pistola. Secondo questa testimonianza proprio la fondina potrebbe essere stata vuota e l'oggetto sporgente inquadrato dalle videocamere di sorveglianza non sarebbe stato il calcio dell'arma, bensì il meccanismo di sicurezza, che potrebbe addirittura essere stato rotto. Sulla base di una notizia pubblicata nel 2018 da alcune testate giornalistiche è stato evidenziato anche che le mani di Sissy erano coperte da lividi ed escoriazioni, come se avesse lottato. Tutti dubbi che abbiamo provato a riassumere col seguente video caricato sul nostro canale YouTube.

LE INDAGINI - Sissy, che quel giorno era sola, per regolamento avrebbe dovuto presentarsi sul posto con una collega, inoltre non aveva con sé il telefono di servizio e le ante del suo armadietto alla Giudecca sono state trovate rotte; come se non bastasse dalla perizia della sua pistola, tra l'altro priva di tracce ematiche sulla canna e la volata, non sono state rinvenute impronte digitali. Per questo la famiglia della ragazza si è sempre battuta contro l'archiviazione e sembra che le ferme convinzioni soprattutto del padre della vittima stiano portando i primi frutti. Girolamo Albanese, l'avvocato di Salvatore Trovato Mazza, l'ha detto il 9 agosto senza mezzi termini: «Le macchie di sangue proiettate sulla scena e sugli indumenti di Sissy sono incompatibili con il suicidio. La posizione della pistola ritrovata nella mano di Sissy è incongruente col gesto volontario. Se avesse impugnato l'arma questa non sarebbe stata trovata nella sua mano, perché la violenza del colpo che le ha attraversato il cranio le avrebbe fatto allentare la presa e deporre l'arma». La consulenza tecnica basata anche sulla Bloodstain Pattern Analysis e condotta da Luciano Garofano, generale in congedo dei Carabinieri ed esperto in scienze forensi della trasmissione "Quarto Grado", è stata particolarmente accurata sulla porzione di stoffa che copriva il polso e l'avambraccio della giovane perché, come ha spiegato l'avvocato Albanese, «si tratta delle zone che sarebbero state maggiormente colpite dagli schizzi se a premere il grilletto fosse stata proprio lei». Sentito ai microfoni di FanPage.it, il legale ha concluso che il colpo di pistola è partito da un'altra persona e che si sta cercando una supertestimone: «La donna in giacca verde e jeans che si vede nelle telecamere di sorveglianza dell'ospedale, mai identificata, che viene ripresa mentre indietreggia di fronte all'ascensore dove pochi istanti dopo viene soccorsa Sissy. Pensiamo che possa aver visto qualcosa».

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.