Pillole di scienze forensi: la “Bloodstain Pattern Analysis”

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LA STORIA DELLA B.P.A. - La Bloodstain Pattern Analysis o analisi delle tracce ematiche è l'interpretazione del disegno prodotto dalle macchie di sangue che permette di ricostruire che cosa ne ha causato lo spargimento, il tipo e la velocità dell'arma, la posizione della vittima e dell'aggressore, se quest'ultimo sia destrimano o mancino, la quantità di forza usata, i movimenti coinvolti nell'azione, la posizione della vittima (se era in piedi, seduta o sdraiata), il numero di colpi, i tipi di ferite riportate, le tracce di lotta e a volte addirittura l'ora del decesso. Molti furono i padri di questa scienza forense come Eduard Piotrowski, col suo studio pubblicato nel 1895 "Sull'origine, forma, direzione e distribuzione delle gocce di sangue causate da ferite alla testa", Victor Balthazard, che al 22° Congresso di Medicina Forense del 1939 presentò il suo trattato "Études des gouttes de sang projecté" e Paul Kirk della "University of California, Berkeley", attivo soprattutto durante la metà del secolo scorso. Tuttavia fu Herbert Leon McDonnell a pubblicare dal 1971 i primi trattati teorico-pratici sulla B.P.A., in particolare il suo libro "Bloodstain patterns interpretation" fu ristampato e aggiornato diverse volte, inoltre lo studioso fondò nel 1983 la IABPA (International Association of B.P.A.). In particolare la Bloodstain Pattern Analysis si inserisce perfettamente nelle indagini e nei vari iter giudiziari, perché può confermare o escludere affermazioni fatte dai sospettati e dai testimoni di un reato.

I GENERI - Le macchie sono principalmente trasferite, passive e proiettate. Quelle trasferite possono essere suddivise in

  • sanguinamento a contatto,
  • colpo o macchia,
  • strofinamento,
  • imbrattamento.

Il trasferimento si ha quando una superficie umida e insanguinata viene a contatto con una superficie secondaria: un'immagine riconoscibile di tutta o di parte della superficie originaria può essere osservata nella forma della macchia, come nel caso di un'impronta imbrattata di una mano, di un piede o di una scarpa. Le macchie di sangue passive possono depositarsi su molti materiali come tappeti, legno, mattonelle, carta da parati, vestiti e così via. Quando si presenta questa tipologia bisogna tenere in considerazione che il tipo di superficie "colpita" influenza la quantità della risultante macchia, comprese la sua dimensione e la sua apparenza: le gocce di sangue che raggiungono un materiale liscio avranno pochissima o nessuna distorsione attorno al margine, mentre superfici come il legno o il cemento faranno in modo che ci sia un'alterazione maggiore. La categoria delle macchie di sangue passive, ossia create o formate dalla sola forza di gravità, comprende

  • gocce,
  • configurazione del gocciolamento,
  • pozze,
  • coaguli.

Quando un punto da cui si origina il sangue viene esposto all'azione di una forza superiore a quella di gravità, prodotta internamente o esternamente, viene detto "proiettato". La dimensione, la forma e il numero delle macchie dipenderanno dalla forza utilizzata per colpire il punto di origine. Questa categoria comprende

  • zampillo/getto arterioso (fuoriuscita dal corpo sotto pressione di un'arteria lesionata),
  • da caduta (caduta o proiezione da un oggetto intriso in movimento),
  • spruzzo da impatto (quando un punto di origine riceve un colpo o una forza che causano una dispersione casuale di piccole gocce).

Queste ultime macchie possono essere a loro volta suddivise nelle seguenti sotto-categorie:

  • impatto a bassa velocità (spinta gravitazionale fino a 5 piedi al secondo, 4 mm di diametro o più),
  • impatto a velocità media (forza da 5 a 25 piedi al secondo, da 1 a 4 mm),
  • impatto ad alta velocità (100 piedi al secondo o superiore, 1 mm o inferiori, aspetto di vaporizzazione).

LUCI E OMBRE - La Bloodstain Pattern Analysis nasce quindi dall'analisi delle proprietà del sangue umano, sia sotto l'aspetto biologico che quello fisico. Si potrà stabilire se il sangue proviene da una ferita venosa o arteriosa, l'altezza da cui è caduta la goccia, il movimento e l'esatta posizione del corpo nello spazio. In caso di più gocce, se si tracciano delle linee che attraversano l'asse maggiore di ciascuna, queste convergono in un punto e di conseguenza si può comprendere da dove provengono. Se poi si riesce anche a determinare l'angolo d'impatto di una goccia su una superficie, si ottiene un ulteriore dettaglio che permette di scoprire il punto di origine. Non solo: la B.P.A. può dare informazioni anche sul tipo di scontro, sull'oggetto utilizzato e sulla sua direzione. Questa scienza forense è stata applicata a omicidi di difficile soluzione e anche molto mediatici come quelli di Novi Ligure, Cogne, Erba, Colle San Marco (il delitto di Melania Rea) e Garlasco o gialli apparentemente inspiegabili come la morte dell'agente penitenziario Sissy Trovato Mazza. Tuttavia negli USA, ossia la patria di questa tecnica, è in corso un dibattito molto vivace a livello scientifico e giurisprudenziale se approvarla definitivamente e soprattutto oggettivamente. Il primo caso documentato dalla cronaca risale al 1880, anno in cui la Suprema Corte del Mississipi fu la prima ad assumere uno schizzo di sangue come prova in un processo, ma solo nel 1957 la Suprema Corte della California dichiarò la B.P.A. una scienza forense su cui poter fare affidamento; a tutt'oggi si sono unite a questa decisione le Corti di altri 36 Stati federati, ma permangono dei dubbi soprattutto sulla preparazione degli esperti. Negli Stati Uniti non sono in pochi a sostenere che per poter applicare correttamente la Bloodstain Pattern Analysis gli inquirenti dovrebbero possedere conoscenze sopraffine di anatomia, fisica e matematica applicata a livello universitario, mentre sembra che siano molti gli enti più o meno accreditati in grado di erogare certificati in tale disciplina anche solo con seminari da 40 ore.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.