Pillole di scienze forensi: l'analisi dei colpi e la patologia forense

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

LA PATOLOGIA FORENSE - La patologia forense è un ramo della medicina associato allo studio dei cambiamenti strutturali causati da malattie o traumi. I suoi rami sono due: quello anatomico, che tratta le alterazioni del corpo umano e quello clinico, che si occupa degli esami di laboratorio dei campioni ottenuti dai cadaveri; la maggior parte dei patologi forensi sono esperti in entrambi. Negli USA per lavorare in questo campo sono necessari almeno 2 anni di specializzazione dopo la laurea in medicina, in più occorre un ulteriore esame per essere ammessi all'American Board of Pathology. Questi periti e consulenti sono abilitati a:

  • stabilire la causa della morte;
  • stimarne il momento;
  • ipotizzare il tipo di arma utilizzata;
  • distinguere l'omicidio dal suicidio;
  • definire l'identità del deceduto;
  • determinare le condizioni preesistenti e l'effetto additivo del trauma.

In ambito di criminalistica l'analisi dei colpi inferti si basa sia sulle caratteristiche fisiche della vittima sia sulle classi dei possibili oggetti e le relative caratteristiche dei traumi. Generalmente tutte le lesioni rientrano nelle seguenti categorie:

  • da arma e da fuoco;
  • da accoltellamento;
  • da corpo contundente;
  • da violenza sessuale;
  • da avvelenamento (tipo di lesione tossicologica);
  • da ustione;
  • da incidenti stradali.

I patologi forensi tentano di ricostruire cos'è accaduto tramite l'analisi delle lesioni e cercano di stabilire se c'è stata autodifesa e se i colpi sono stati inferti prima o dopo la morte; in casi di sparo forniscono anche utili informazioni balistiche. Il più comune meccanismo di morte è lo shock che può essere ipovolemico (tra cui quello emorragico), ostruttivo, distributivo e cardiogeno.

LE LESIONI DA ACCOLTELLAMENTO - Le lesioni da accoltellamento includono le ferite "da taglio" e "da incisione" (o "da punta"). Le prime tendono ad assomigliare a quelle da proiettile che hanno colpito la pelle solo di striscio. Altri tipi "da taglio" sono i "segni di esitazione" (o "a sondaggio"), i quali sono comunemente reperiti nei casi di suicidio: hanno una forma simil-rettangolare e spesso la loro lunghezza è all'incirca uguale alla larghezza. Le ferite "da incisione" invece hanno sempre la lunghezza maggiore della profondità ed è possibile notare una maggiore esposizione di una certa quantità di tessuto sottocutaneo in forma quasi ovale. Il taglio "da punta" non ha una forma geometrica ed è distinguibile perlopiù dai bordi regolari. Nel determinare se la ferita è stata inferta pre o post mortem la regola generale si basa sul fatto che le prime si aprono e sanguinano copiosamente, mentre le seconde no. Nuove scienze forensi come il test della glicoforina (applicato per esempio nel caso di Carlotta Benusiglio e in quello di Denis Bergamini) stanno diventando un grande ausilio per i reparti di polizia scientifica.

I TRAUMI DA CORPO CONTUNDENTE - Generalmente i traumi da corpo contundente sono causati da bastonate, calci o comunque colpi molto forti inferti alla vittima. Questi producono un effetto di schiacciamento sul corpo umano che si traduce in contusioni, abrasioni, lacerazioni, fratture o rotture di organi vitali. Le contusioni, in particolare quelle di colore rosso-bluastro, eccetto casi eccezionali sono sempre presenti, anche se ciò varia dal peso dell'individuo, in quanto i soggetti obesi sviluppano ematomi più facilmente rispetto ai magri. Quelle cerebrali sono particolarmente difficili da analizzare, ma anche per loro c'è una regola generale: solitamente il trauma più grave è sul lato opposto rispetto a quello dell'impatto, questo perché il cervello fluttua all'interno del cranio. In caso di contraccolpi il percorso del trauma dev'essere ricostruito minuziosamente. Fratture del cranio con lesioni all'encefalo molto profonde portano a una morte rapida, mentre i danni a livello del corpo di solito impiegano più tempo a causare il trapasso, a volte giorni. Spesso a seguito di colpi molto forti può sopraggiungere l'embolia polmonare che porta alla morte nel giro di poche ore. Da annotare che in caso di trauma da corpo contundente alcune pratiche di rianimazione di primo soccorso possono causare più complicazioni che benefici.

Altri articoli della serie "Pillole di scienze forensi" 📚

Ciao! se sei arrivato/a fino a questo punto della pagina significa che l'articolo è stato di tuo gradimento. Devi sapere che "Diritto e Cronaca", anche se utilizza banner, non vive di pubblicità ed è completamente auto-finanziato. L'unico modo che abbiamo di proseguire nel nostro lavoro è chiedere delle donazioni. Siamo grati a chiunque possa darci un aiuto, anche minimo.

Sei un libero professionista o fai parte di un'azienda e vorresti pubblicare contenuti sponsorizzati? Sei un appassionato e vorresti leggere un articolo su un argomento che ti sta a cuore? Organizzi seminari inerenti al diritto e alla criminologia e cerchi qualcuno in grado di valorizzarli? Contattaci cliccando qui o scrivici all'indirizzo info@dirittoecronaca.it e scopri come fare.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.