Pillole di scienze forensi: l'identikit e la tecnologia biometrica

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L'ARTE PER LA GIUSTIZIA - Grazie agli identikit realizzati dai disegnatori della polizia scientifica in collaborazione coi testimoni spesso è stato possibile risalire ad autori di violenza, rapina e altri delitti. Si tratta di una disciplina che incarna l'arte, la psicologia e il diritto: è un mestiere antico ma molto attuale in grado di aggiornarsi e di seguire le nuove tecnologie, che tuttavia rimane sempre legato alla capacità di chi lo pratica. Gli operatori non solo devono essere abili nel disegno: per loro è assolutamente necessario saper cogliere le sfumature che permettono di personalizzare un volto al fine di elaborare un identikit, inoltre in questo lavoro sono basilari molta pazienza ed empatia per entrare in sintonia con la vittima di un delitto. Oggigiorno per risalire al reo si possono utilizzare sia il metodo manuale sia il computer, ricorrendo all'Information Technology. Quando ci si rifà alle immagini provenienti da un software specializzato si ha a che fare con un database di molti stili di caratteristiche facciali che vengono mostrate a un testimone. La realizzazione di un identikit non è affatto semplice, perché chi lo realizza deve prendere nota anche dell'altezza, del peso, della corporatura, del colore dei capelli e degli occhi, del genere e dell'età del sospetto. Più l'addetto sarà in grado di ascoltare e percepire alcune peculiarità, maggiori saranno le possibilità di avere successo (un match perfetto con le fattezze fisiche del malvivente).

LA BIOMETRIA DOPO L'11 SETTEMBRE - Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 la richiesta pubblica di una tecnologia per l'identificazione personale che fosse migliore, disponibile per tutti e che rientrasse nelle politiche di controllo diventò pressante. I Governi risposero con legislazioni che imposero non solo una maggiore sicurezza, ma anche l'utilizzo di apparecchiature biometriche in aeroporti e uffici per l'immigrazione. La biometria è l'insieme delle tecniche di identificazione automatica di un soggetto, mentre la biometria fisica si occupa delle metologie di riconoscimento di parti del corpo umano quali il volto (l'analisi delle caratteristiche facciali), l'iride, la retina, la forma delle orecchie, la morfologia della mano e soprattutto le impronte digitali. Essa può essere utilizzata sia a scopo di riconoscimento sia per autenticare un individuo. Come già detto il metodo più comunemente noto di identificazione biometrica è il rilevamento delle impronte digitali, che è nato in Francia, è estremamente prediletto in USA e viene utilizzato con particolare cura da tutte le nazioni con un rilevante livello di tecnologia. L'identificazione del DNA è un altro mezzo sempre più popolare e diffuso, mentre rimangono secondari in ambito penalistico e criminologico la grafologia forense (e in particolare la dinamica della firma), la verifica della voce e addirittura lo studio dell'odore del corpo.

L'IMPRONTA DEL CERVELLO E LE CRITICHE - Una nuova scienza forense si basa su uno strumento perlopiù simile a una calotta in grado di riconoscere un individuo sulla base della sua attività cerebrale. Questa disciplina è incentrata sull'assunto che l'intensità e il tipo di segnale prodotti dall'encefalo siano diversi da persona a persona e che di conseguenza si possa arrivare all'identificazione di un soggetto specifico. Tuttavia non mancano gli scettici come Olaf Hauk, esperto di biometria dell'Università di Cambridge, per cui esiste una vasta gamma di situazioni, tra cui ad esempio lo stress, in grado di alterare i dati ottenuti in modo significativo: «I risultati dipendono da molti fattori, nessuno di noi all'aeroporto vorrebbe essere scambiato per un'altra persona solo perché ha dormito male la sera prima». Nel campo della biometria infatti sono molte le reticenze a livello etico, specie quando viene utilizzata sui bambini. Tra l'altro i programmi di riconoscimento facciale sono stati criticati per la loro scarsa accuratezza e attendibilità: le fotografie digitalizzate sono altamente suscettibili alle variazioni di luce e alla posizione del viso, inoltre il sistema può riconoscere un'identità se la foto in esso archiviata risale al massimo a 2 anni prima del controllo, poiché attualmente anche la più raffinata tecnologia ha difficoltà a riconoscere gli effetti dell'invecchiamento. Sarebbe interessante elaborare un metodo in grado di ipotizzare le fattezze fisiche future di un individuo sulla base del suo DNA, ma questo per adesso è pura fantascienza.

LA SCANSIONE DELL'IRIDE - Un altro sistema biometrico di grandissimo potenziale è la scansione dell'iride, ma, anche se tale tecnologia sta avendo una buona diffusione globale, sfortunatamente è ancora in fase di test. Bisogna sottolineare che l'hardware necessario implica un grande impegno economico e non può essere utilizzato su tutti, perché è altamente sconsigliato per chi soffre di gravi patologie agli occhi. Anche se molti premono perché si applichi questa scienza forense nella lotta al terrorismo, un altro problema è la grande variabilità dell'iride, che può cambiare le proprie caratteristiche a seconda che la persona abbia consumato alcolici o assunto sostanze stupefacenti, sia in stato di gravidanza e anche con l'età. Insomma per adesso niente sistemi da fiction e su larga scala che abbiamo potuto vedere solo nei film (come "Minority Report") e negli anime (come "Death Note"). Recenti studi indicano che le più promettenti aree di ricerca e applicazione di tale tecnologia saranno le transazioni finanziarie e l'archiviazione dei dati medici.

GLI SPUNTI A CAUSA DEL CORONAVIRUS - La malattia respiratoria acuta COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 che ha seminato il panico e la disperazione in tutto il mondo è servita ai criminologi, ai criminalisti e a funzionari di vario genere per comprendere le potenzialità della biometria non solo per situazioni alla "Chi l'ha visto?", ma anche per il welfare. In India, Medioriente e Africa alcuni programmi di identificazione sono serviti a garantire il diritto a determinati servizi e l'accesso facilitato al cibo in caso di bisogno. La tecnologia biometrica potrebbe diventare fondamentale anche per le classi online, al fine di capire se uno studente sta realmente seguendo le lezioni, in ambito carcerario in caso di epidemia in una struttura detentiva, per certificati di salute e addirittura per le elezioni. Sembra che la biometria possa dare una grossa mano all'umanità, sempre che le legislazioni sulla privacy dei vari Stati lo permettano. Solo il tempo potrà dircelo.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.