La scomparsa di Daniele Potenzoni: assolto in secondo grado l'infermiere che doveva accompagnarlo

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La triste storia di Daniele Potenzoni ha fatto commuovere l'Italia intera: il 10 giugno del 2015 il disabile milanese fu portato all'udienza del Papa con una nutrita comitiva, ma il suo accompagnatore lo perse in metro alla fermata Termini, da allora del ragazzo non si è più saputo nulla.
A seguito di un iter giudiziario lungo e denso di polemiche, la Corte d'Appello di Roma ha assolto l'infermiere incaricato di guidare il gruppo in quella tremenda giornata. L'uomo, accusato di abbandono di incapace (Daniele ha una forma di autismo che non gli permette di essere autosufficiente), era già stato dichiarato innocente in primo grado nel dicembre 2018 nonostante la richiesta di condanna a un anno e 8 mesi avanzata dal Pubblico Ministero.
L'appello è stato segnato da una particolarità: è stata proprio l'accusa a sollecitare la conferma del precedente verdetto e quindi allo stato attuale il ricorso in Cassazione appare improbabile.
«Nella condotta del nostro assistito mancò del tutto il dolo, necessario a integrare l'elemento soggettivo del reato. E non dimentichiamo che anche oggi l'infermiere non ha mancato di ribadire profondo dispiacere per l'accaduto, oltre alla speranza che la famiglia possa riabbracciare Daniele al più presto», queste le parole della difesa rappresentata dalle avvocatesse Irene Vinci ed Elena Fachechi.
Il caso rimane uno dei misteri più seguiti dai media che si occupano di cronaca nera e scomparse. Il padre di Daniele, costernato per la sentenza, ha promesso la ricompensa di 20.000 euro a chi dovesse fornire notizie decisive per il ritrovamento del figlio.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.