La pirateria dei libri: un danno per l'Italia perpetrato anche da professionisti da 1,3 miliardi di euro

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È un gravissimo fenomeno che riguarda più di un italiano su tre sopra i 15 anni (il 36%), di cui addirittura il 61% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) e l'80% degli studenti universitari. Il 39% di chi lo sfrutta lo considera un comportamento accettabile, mentre il 66% di loro è convinto di rimanere impunito, ma cos'è questa vera e propria piaga in grado di sottrarre 1,3 miliardi complessivi al Sistema Paese, 216 milioni al fisco e che ha letteralmente distrutto 8.800 posti di lavoro?
È la pirateria dei libri, che negli ultimi anni è stata molto aiutata dalle nuove tecnologie: «Il digitale ha portato opportunità ma anche rischi. Dalle rassegne stampa online realizzate e diffuse senza autorizzazione alla condivisione non autorizzata di PDF di giornali, anche attraverso piattaforme social, applicazioni telefoniche o di messaggistica. È necessario migliorare gli strumenti di tutela contro ogni forma di sfruttamento parassitario del diritto d'autore», questo il commento del presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) Andrea Riffeser Monti.
I numeri della ricerca che l'Associazione Italiana Editori ha commissionato a Ipsos sono impietosi, ma cosa ne pensa la politica di questo vero e proprio dramma? Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria Andrea Martella ha delineato in breve quale sarà la risposta del Governo: «La pirateria va combattuta con la repressione dei comportamenti illegali promuovendo l'educazione alla legalità, ma anche con il sostegno a tutta la filiera, così gravemente colpita. Attraverso "Editoria 5.0" stiamo studiando nuovi strumenti di supporto per l'editoria periodica e quotidiana perché, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all'agenzia ANSA la settimana scorsa, l'informazione primaria "costituisce un elemento decisivo per la democrazia nel nostro Paese. Questo fa comprendere le esigenze di sostegno da parte delle istituzioni". L'impegno, coerentemente con quanto affermato dal Ministro Franceschini, è quindi quello di lavorare ad un progetto analogo anche per l'editoria libraria a partire dalle richieste che ci vengono dal settore, con particolare attenzione al sostegno alla domanda».
In conclusione si potrebbe dire che, come la libertà di stampa è fra i principi portanti della democrazia e della nostra Costituzione, troppa libertà di stampa, soprattutto quella che opera in zone grigie o del tutto illegali, può distruggere l'intera editoria.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.