L'avanzata delle scienze forensi: l'esperimento giudiziale sostituito dall'“analysis of virtual evidence”

Da una scansione di uno scarpone a una "prova digitale": dopo 20 anni è stato dato un nome al presunto killer che uccise Valeriano Poli, un buttafuori bolognese di 34 anni freddato il 5 novembre del 1999 con otto colpi di pistola.
Il ragazzo fu vittima di un vero e proprio agguato: venne brutalmente assassinato sotto casa subito dopo essere sceso dall'auto. Un proiettile lo colpì alla testa, uno al cuore e gli altri in diverse parti del corpo.
Negli anni la sua vicenda diventò un cold case, si parlò di una rissa davanti a una discoteca in cui venne ferito un ventenne, ma alla lunga non se ne seppe più nulla. Tuttavia gli inquirenti non hanno mai distolto l'attenzione dalla tragedia di Poli e, a causa dell'impossibilità di effettuare un esperimento giudiziale proprio per il passare del tempo, sono ricorsi a una tecnica innovativa di comparazione tridimensionale denominata "analysis of virtual evidence" che nel nostro paese non era ancora stata applicata in ambito forense.
Per arrivare alla suddetta scoperta, l'Unità Delitti Insoluti della polizia ha effettuato un'analisi delle immagini comparando i frame di un vecchio video a quelli di uno nuovo ricostruito in un ambiente virtuale 3D e così sono giunti a creare ciò che è stata definita "una prova digitale".
Gli accertamenti hanno portato a capire che sulle scarpe riprese nel primo video non erano presenti le macchie di sangue riscontrate il giorno dell'omicidio, anche grazie a quest'assunto gli inquirenti sono arrivati al nome di un 59enne che, al tempo, ebbe una violenta lite con Valeriano.
Naturalmente rimane da capire quanto questa "virtual evidence" possa essere incisiva in un processo penale e per farlo dovremo attendere i primi provvedimenti giudiziari che se ne occuperanno.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.