L'inquietante morte di Luca Adami, il ragazzo annegato in un tombino (2017)

Luca Adami ha perso la vita in circostanze a tutt'oggi chiarite parzialmente, almeno a livello mediatico. La sua storia è stata trattata dai giornali e dai canali televisivi solo per un paio di giorni e riteniamo giusto ricordarlo in qualche modo.
Cos'è successo esattamente un anno fa a questo giovane? Cerchiamo di ricostruirlo insieme.
Luca è un ragazzo di 21 anni, si è diplomato al liceo linguistico Quasimodo di Magenta, frequenta scienze della comunicazione all'Università degli Studi di Milano ed è anche impegnato in campo politico: nel 2013 si era candidato per entrare nella Consulta Giovani del Comune, era stato il primo dei non eletti, ma questa esperienza gli ha dato una certa notorietà.

Sono le 2.30 dell'11 marzo 2017, il giovane sta rientrando a casa dopo aver passato qualche ora in allegria al pub "Castle Rock" di Abbiategrasso. Siamo in via Santa Maria all'incirca al civico 37, è molto buio e la voglia di tornare è tanta, purtroppo le chiavi della sua Fiat Punto gli sfuggono dalle mani e finiscono in un tombino. Visto l'inconveniente, il ragazzo solleva il chiusino, si cala a testa in giù e si allunga sempre di più fino a incastrarsi con le spalle in quel buco profondo circa un metro e mezzo.
Lo spazio è angusto, le pareti lisce e senza appigli gli impediscono di risalire, le gambe fuoriescono dal tombino e si dimenano, purtroppo in quei tragici istanti nessuno nota la scena e può aiutarlo.
Luca muore così, annegato in 30 centimetri di acque reflue: il giovane viene anche inquadrato da una telecamera di sorveglianza nel momento fatidico, chi vedrà quel video mai trasmesso dai media neppure con le dovute censure parlerà di "attimi terribili e angoscianti".
Passano due conoscenti di Adami che danno l'allarme, ma i carabinieri e i soccorritori accorsi sul posto possono solo constatarne il decesso. Sul fondo del pozzetto i militari troveranno le chiavi della macchina, parcheggiata a circa 200 metri dal luogo dell'accaduto.
Dopo una breve indagine degli inquirenti il caso viene archiviato come incidente: ai media non è ancora stato riferito se il ragazzo ha perso i sensi a causa dei miasmi o se ha sbattuto la testa nel tentativo di liberarsi, rimane tanta sofferenza per un giovane che non meritava quella fine, così l'ha ricordato suo fratello Ivan durante il funerale: «Ti scrivo per dirti che sei una persona stupenda, ti scrivo per dirti che mi mancherai e che con te se ne va una parte di me. Ti scrivo per prometterti le risate che ti piacevano, per dirti che sarai sempre mio fratello e il mio migliore amico».

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.