“Quarto Grado” del 14/9/18: l'omicidio di Manuela Bailo, l'incontro con Federico Ciontoli e la scomparsa di Gessica Lattuca

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È iniziata la stagione 2018/19 della trasmissione di Mediaset "Quarto Grado" condotta da Gianluigi Nuzzi, gli ospiti sono rimasti gli stessi, ma è stata inserita una novità singolare e interessante: alla fine di ogni puntata gli opinionisti diranno quale caso li ha colpiti di più, in modo da riepilogare i punti salienti della serata e anche far riflettere su possibili futuri spunti.

Si è parlato molto di Manuela Bailo, la 35enne uccisa il 28 luglio scorso dall'ex amante e collega di lavoro Fabrizio Pasini (48 anni, sposato con moglie e figli). Il corpo della ragazza è stato nascosto in una vasca di liquami vicino a un casolare dove l'uomo "organizzava giochi di ruolo". Durante le indagini è stato sequestrato un coltello a serramanico ed è stato repertato un capello, tuttavia essendo Pasini reo confesso ora si tratta di stabilire la dinamica dell'evento omicidiario.
Secondo le prime ricostruzioni risalenti al 24 agosto Manuela sarebbe stata assassinata con un colpo di arma da taglio che avrebbe comportato la recisione della carotide.
La sorella della donna durante un'intervista ha detto: «Non ci avrebbe mai lasciato soli, non ci avrebbe mai abbandonato così. Non sapevamo niente di questa relazione così strana che durava da 2 anni. Probabilmente è stato lui a convincerla di non dire niente a nessuno».
Secondo Sabrina Scampini «Fabrizio Pasini ricorda Parolisi. Spesso i femminicidi accadono all'interno di relazioni extraconiugali. Tanti di questi uomini non riescono ad ammettere ciò che sono davanti alla moglie e all'amante», per Massimo Picozzi «Non esiste la parola amore per questi assassini. Sono psicopatici, non hanno nessun tipo di emozione, ma sono pienamente capaci di intendere e di volere».
Al generale Garofano questo delitto ha ricordato quello di Eligia Ardita.

Il caso trattato in seguito è stato quello di Gessica Lattuca, la 27enne di Favara (AG) scomparsa lo scorso 13 agosto. La ragazza si trova in una situazione particolare: vive con la mamma, è separata dall'ex compagno e ha quattro figli. Il suddetto giorno ha salutato la madre, è uscita di casa con 5 euro e un cellulare di vecchia generazione e ha fatto perdere le sue tracce, tanto che nessun testimone è stato trovato dagli inquirenti. La polizia ha sequestrato una telecamera, ma le immagini erano già state cancellate.
La mamma Giuseppina, distrutta dal dolore, durante l'intervista fatta da Gianluigi Nuzzi ha parlato della figlia quasi sempre al passato: «Voleva avere una casa sua dove allevare i figli. [...] Non era maltrattata, non era mai successo in passato. Lei rientrava sempre. [...] Non so se è viva o morta, il mio cuore mi dice che mi devo rassegnare». Il presentatore ha rincuorato la signora e le ha promesso che "Quarto Grado" continuerà a investigare sulla vicenda, è seguito un applauso in studio.
Anche il fratello di Gessica ha detto la sua: «Non abbiamo nessun sospetto e spero che gli inquirenti ci facciano sapere qualcosa di più. Noi non sappiamo niente. Cominciamo ad avere paura che sia successo qualcosa».
L'ex convivente della donna Filippo Russotto dice di averla vista per l'ultima volta 5 giorni prima della scomparsa.

Subito dopo è stato trasmesso l'incontro fra la giornalista Chiara Ingrosso e Federico Ciontoli che in primo grado è stato condannato a 3 anni per l'omicidio di Marco Vannini. La Corte gli ha addebitato una condotta colposa (quindi non volontaria) e non il dolo eventuale, riconosciuto invece al padre Antonio.
Sono stati dei minuti di fuoco durante i quali la giornalista, il ragazzo e la sua compagna Viola Giorgini hanno avuto un duro faccia a faccia: «Conosco il programma e per anni avete detto cavolate. [...] Mettete in mezzo qualche spunto di verità per costruire una storia tutta vostra. [...] Sto cercando di difendermi e di spiegare ciò che è successo in un processo. Perché dovrei essere disposto a parlare con te dopo che mi hai pedinato?», queste le parole del giovane che, tra l'altro, ha filmato col cellulare il confronto.
Successivamente (anche in questo caso non in diretta) la redazione di "Quarto Grado" è riuscita a mettere in contatto telefonico Federico con la madre di Marco Vannini che si è sfogata in questo modo: «Mi fai pena. Tu hai avuto più di 3 anni per parlare con me e non l'hai mai fatto, hai detto solo menzogne. [...] Vi eravate accorti che mio figlio stava male e tu dentro la casa c'eri. Non mi venire a dire che non ti eri reso conto della gravità".
Il giovane ha promesso che chiarirà ogni cosa con la donna quanto prima, ma secondo Massimo Picozzi «Federico non ha detto assolutamente nulla e, anzi, ha anticipato che continuerà a non dire nulla. Ho dei dubbi sul fatto che incontrerà la mamma di Marco».

Sulla tragica vicenda merita di essere menzionato quasi integralmente un intervento di Carmelo Abbate: «A proposito di cavolate, devo dire che ne ho trovata una gigantesca nella sentenza, che è oscena: il giudice dice "Nel momento in cui la pistola spara e ammazza Marco Vannini dentro la stanza c'è solo Antonio Ciontoli", in buona sostanza il giudice tira fuori Martina, è un particolare molto importante perché, se la tiri fuori, la consapevolezza di tutto il gruppo familiare rispetto alla gravità di quello che stava succedendo si attenua. Però ci sono delle evidenze: la prima è che l'analisi delle particelle della polvere da sparo, il famoso STUB, dà delle tracce anche su Martina e sugli altri, ma qui il giudice dice "Non è così perché può essere dovuto alla contaminazione", però poi c'è la famosa intercettazione nella caserma dei carabinieri dove Martina dice "Io ho visto lui quando papà gli ha puntato la pistola e gli ha detto 'La vedi?' [...] Qua sotto c'aveva il proiettile" e qui il giudice fa qualcosa di incredibile, perché dice che "Bisogna considerare il forte stato emotivo tale da inficiare una lucida ricostruzione dei fatti e soprattutto bisogna dare credibilità a Martina quando dice che in quel frangente lei si è limitata a ripetere quanto appreso dal padre nei giorni successivi". Ma se questa intercettazione in caserma è del giorno in cui Marco muore, com'è possibile? L'errore è pacchiano: qui viene scritto che l'intercettazione in caserma è del 21, 3 giorni dopo, mentre Marco muore la mattina alle 3 del 18 e l'intercettazione in caserma è del 18. È incredibile».
Durante l'estate la PM ha chiesto l'appello per "motivazioni illogiche", infatti secondo l'avvocato Gnazi «la stessa sentenza riconosce che i familiari si sono accorti che la ferita era sanguinante. Il ragazzo inoltre ha urlato per un'ora».

L'attenzione si è spostata sulla scomparsa della piccola Iushra Gazi, la bambina autistica di 12 anni che durante una gita in una zona boschiva di Serle (BS) è sfuggita al controllo della sua assistente e ha fatto perdere le sue tracce. Le ricerche con elicotteri, droni e cani non sono andate a buon fine, si è parlato di "zona carsica" in cui sono stati registrati "270 anfratti fra una vegetazione fittissima". Ci sono due testimoni che asseriscono di averla vista, ma i luoghi segnalati non coincidono l'uno con l'altro.
Il generale Garofano, memore della triste storia di Daniele Potenzoni, ha commentato: «Questi ragazzi sfuggono agli assistenti che dovrebbero essere preparati per seguirli. I braccialetti elettronici possono essere un'idea, ma punterei sulla formazione degli assistenti».

È stato dato spazio anche al crollo del ponte Morandi di Genova con un ottimo servizio di Simone Toscano in merito a chi doveva monitorarne lo stato.
Ieri sono stati sentiti quattro indagati, tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Lunedì l'AD di Autostrade per l'Italia S.p.A. verrà ascoltato in Procura.
Una delle ipotesi possibili è la rottura dello strallo di Ponente e, in un secondo momento, di quello di Levante: entrambi erano composti da calcestruzzo compresso con all'interno un'anima d'acciaio. Si tratta di una vera e propria scena del crimine che potrà essere risolta, secondo il generale Garofano, con strumenti tecnologici come il microscopio elettronico a scansione che servirà per capire dov'è avvenuta la "frattura".

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.