“Quarto Grado”, riassunto del 2/3/18: la strage di Latina, l'omicidio di Pamela e la scomparsa di Marco

Eccoci come sempre al riassunto di "Quarto Grado". Chi ancora non ci conosce sappia che siamo soliti seguire le dirette della suddetta trasmissione e di "Chi l'ha visto?" su Twitter per poi pubblicare la mattina dopo un cosiddetto "recap".
Il presentatore Gianluigi Nuzzi ha subito portato l'attenzione sulla strage di Latina, la tragica vicenda in cui il carabiniere Luigi Capasso, dopo essersi appostato sotto la casa della moglie Antonietta Gargiulo, l'ha ferita gravemente a colpi di pistola, le ha preso le chiavi di casa dalla borsa, è salito nell'appartamento dove dormivano le loro bambine di 8 e 14 anni Alessia e Martina e le ha uccise.
Si tratta di un caso che ha sconvolto l'Italia intera perché ha posto dei seri interrogativi sull'assistenza alle donne vittime di violenza, tanto che Picozzi ha subito commentato: «Nella mia esperienza ho incontrato la malvagità e qui mi sembra che ci sia veramente il male». Anche Abbate ha voluto dire la sua: «Dov'è il Ministro della Difesa? È in campagna elettorale? Avrebbe il dovere di chiedere scusa».
Dopo il parere della Scampini («Non basta più dire alle donne "denunciate", bisogna agire e intervenire, se non si inizia a lavorare sulla prevenzione non si riuscirà a uscire da questo circolo vizioso») c'è stata una piccola polemica, subito rientrata, sulle parole del generale Garofano riguardo il fatto che l'assassino non è stato in alcun modo allontanato dai carabinieri: «Evidentemente costui non esibiva una sintomatologia che avrebbe portato a provvedimenti più restrittivi».
Hanno destato particolarmente scalpore le parole del fratello dell'omicida: «Ha sbagliato tanto, ma ha avuto 15 minuti di blackout. Una persona egoista non farebbe quello che ha fatto mio fratello. Gli hanno tolto i figli. [...] Mia cognata Antonietta è stata mal consigliata. [...] I tradimenti si fanno e si ricevono. Dall'oggi al domani lui è stato messo in mezzo alla strada senza poter vedere le figlie».
A completare il quadro piuttosto scioccante le parole di Simone Toscano: «Ho parlato con Gennaro e il cognato di Luigi, Pasquale. Il loro cruccio è quello di non essere riusciti a farlo desistere».
I giornalisti di "Quarto Grado" sono riusciti a raggiungere un'amica di Antonietta che ha lasciato una testimonianza straziante: «Lui la tradiva, le diceva sempre che era finita, ma dopo un po' ne aveva un'altra. I litigi erano dovuti al fatto che lui la tradiva di continuo. [...] Lui l'ha massacrata di botte, lei aveva il sangue che le colava dal viso e le bambine urlavano. Per un periodo sono state a casa mia. [...] Lei non lo ha denunciato perché non lo voleva rovinare. Diceva "non voglio che le mie figlie abbiano un padre pregiudicato"».
Abbate ha parlato di "mattanza ai danni delle donne" e di paese che "non è fatto per loro".
Subito dopo è stata intervistata in studio Annamaria, la madre di Jessica Faoro, la 19enne uccisa da Alessandro Garlaschi, un tranviere milanese di 39 anni: «La moglie di Garlaschi deve dire la verità, se lei c'era o non c'era. Secondo me lei non ha mai lasciato quell'appartamento. [...] Jessica fino a settembre-ottobre era con me. Avevamo dei periodi in cui non stavamo insieme, ma era un viavai. Lei se ne andava e tornava. [...] A 18 anni sono rimasta incinta, ho fatto i miei passi in comunità con Jessica fin da quando era piccola. Dopo mi è stata tolta, ma sono riuscita a riprendermela e ho comprato una casa. [...] Non capisco perché lei è ritornata da quest'uomo, Jessica non sapeva dove andare e forse quello per lei era un posto non pericoloso. [...] Era una ragazza ribelle che non prendeva in considerazione i consigli».
È stata sentita da un inviato la suocera di Garlaschi che ha rifiutato l'intervista ma in modo impacciato ha comunque affermato: «Io sono sotto farmaci e non ci sto con la testa. Veronica era a casa mia e sta malissimo».
Alle 22:51 è toccato alla scomparsa di Marco Boni, il 16enne sparito una settimana fa da Riva del Garda (TN). Si tratta di una vicenda che sta tenendo col fiato sospeso tutti i "quartograders" e che vede come protagonista un ragazzo diligente, studioso e al primo anno di liceo classico.
Il supertestimone che l'ha incrociato nella galleria in cui sembra essersi volatilizzato è un cittadino albanese che attualmente si trova nel suo paese di origine, secondo il figlio di quest'ultimo il ragazzo avrebbe chiesto se era possibile transitare in qualche modo attraverso quel passaggio visto che era stato chiuso.
Un secondo testimone avrebbe visto il giovane a Toscolano Maderno, in direzione Salò.
Il generale Garofano sul caso ha asserito: «Non mi sembra che il signore albanese abbia alcunché. Indubbiamente il lago è un'area dov'è potuto succedere qualcosa». Abbate ha commentato: «Durante la camminata lui incontra quell'uomo e gli chiede se è aperta la galleria. Non è il comportamento di una persona che si vuole suicidare, inoltre non ci sono tracce di lui che possano far pensare a uno scivolamento».
Sono seguiti più di 20 minuti dedicati a Fabrizio Corona che sono sembrati più un preparare la sua presenza in studio che una tavola rotonda sul suo iter giudiziario, seguiremo gli sviluppi in un secondo momento.
Nuzzi è passato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la ragazza di Roma uccisa, mutilata e chiusa in due trolley a Macerata. Secondo la Procura tutti e tre i nigeriani indagati erano nella casa dell'omicidio, ma alcuni orari sembrerebbero non coincidere con la loro presenza simultanea, inoltre sui resti della sventurata è stato isolato un profilo di DNA maschile che non appartiene agli africani.
È stato sentito lo zio di Pamela nonché legale della sua famiglia: «È abbastanza evidente che le responsabilità degli indagati si vadano sempre più concretizzando. Bisognerà capire il ruolo avuto da ognuno di essi. Attendo la relazione preliminare tossicologica». Sulle cancellature della cartella clinica trovate da "Quarto Grado" che coinvolgerebbero la struttura dov'era ospitata Pamela: «Mi pare che riguardino interi periodi di somministrazione di farmaci. È reato di falso ed è interesse nostro capire il perché e che cosa è stato cancellato. [...] Non vogliamo dare responsabilità certe, ma vogliamo che venga fatta chiarezza su tutti gli atti che hanno preceduto il tragico epilogo. È palese che sia accaduto qualcosa o nella testa di Pamela oppure nella comunità».
In diretta sono state riferite le ultimissime sulla perizia preliminare: la ragazza non è morta per overdose ma è stata uccisa con un colpo alla nuca e due pugnalate al basso ventre e al fegato.
Un'inviata di "Quarto Grado", aiutata da un signore africano, ha dimostrato come a Macerata si può reperire facilmente droga: sono stati fatti vedere 96 contatti di spacciatori nigeriani sul telefono dell'uomo e lo staff della trasmissione ha provato che bastano una telefonata e un'attesa irrisoria per potersi procurare tranquillamente eroina.
Alle 00:21 si è toccato il caso di Erostrato, pseudonimo utilizzato da una o più persone presumibilmente di Cesiomaggiore (BL) per firmare muri imbrattati, incendi, lettere di minacce alle istituzioni e alla Chiesa fino ad arrivare all'espisodio che ha creato più scalpore: un sacchetto di caramelle pieno di spilli e chiodi lasciato di fronte a un asilo.
Nella notte tra lunedì e martedì sono apparse nuove frasi ingiuriose in vari punti del centro di Cesiomaggiore, ma nessuno pensa che si tratti del vero vandalo, in quanto caratterizzate da una grafia diversa rispetto a quella precedente e da vernice verde o nera e non rossa.
Picozzi e Meluzzi hanno rispettivamente asserito: «Più che un depistaggio è qualche simulatore improvvido perché agisce in maniera grossolana e rischia grosso, potrebbe essere colto da qualche telecamera del paese», «I processi indiziari devono avere delle concatenazioni logiche che devono blindarsi, bisogna trovare un filo di ragionamento. Queste persone dietro a quale tipo di sogno o di delirio vanno?».
La puntata si è chiusa con una notizia sull'omicidio di Teresa e Trifone. Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Udine, si tratta di 256 pagine da cui traspare il movente: Giosuè Ruotolo temeva che la sua carriera sarebbe stata compromessa.
A presto, con un nuovo riassunto!

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.