Strage in Macedonia, colpo di scena: la figlia maggiore avrebbe confessato

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Nella notte tra il 28 e il 29 agosto una famiglia macedone residente in Italia è stata massacrata nel paese natale. Amid Pocesta (55 anni), la moglie Nazmije (53) e la figlia Anila (14) avevano raggiunto la città di Debar per festeggiare un matrimonio, ma sono stati uccisi a colpi di pistola nel sonno.
In un primo momento si era parlato di dissapori coi vicini per una questione di confini fra le rispettive proprietà, ma oggi il nipote della coppia Amir Findo ha fatto sapere alla stampa un risvolto incredibile sulle indagini in Macedonia: «Da quello che risulta alla nostra famiglia la figlia maggiore Blerta ha confessato e si trova in galera», la notizia è stata confermata dalle testate giornalistiche locali "Zhurnal" e "Infoskip".
Quindi la primogenita che secondo tutti nel momento della carneficina si trovava in Italia, in realtà non lo sarebbe stata affatto: ci sarebbero prove sufficienti per affermare che la 25enne B.P. Pocesta non solo avrebbe ideato e compiuto il triplice omicidio, ma anche che sarebbe tornata in Italia in fretta e furia per avere un alibi.
Con lei risultano indagati due uomini macedoni: uno le avrebbe procurato la pistola e l'altro le avrebbe offerto supporto logistico.
Attualmente è al vaglio degli inquirenti la posizione di un altro membro della famiglia Pocesta, ossia la sorella di Anila e Blerta: secondo quanto appreso finora pare che abbia seguito quest'ultima nel nostro paese subito dopo il massacro.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.