Lo strano caso della falsa dottoressa su “Yahoo Answers”

LA NASCITA DI UN MITO - "Yahoo Answers" è un sito nato nel 2005 che ha fatto la storia del web, basato, nomen omen, sull'interazione domande-risposte. Il 4 maggio questa piattaforma, che è stata una grande risorsa per tutti, chiuderà e già dal 20 aprile non accetterà più nuovi post, inoltre gli iscritti avranno tempo fino al 30 giugno per richiedere i propri dati. Il suo funzionamento ricordava molto quello di un forum, con la differenza che l'autore poteva scegliere la replica migliore fra quelle ricevute in modo da indirizzare l'utenza su contenuti attendibili, in più i membri potevano contrassegnare le domande particolarmente interessanti con una "stella" che oggi chiameremmo "like". Nonostante il boom dei social network il suddetto spazio web è sempre stato molto seguito e apprezzato e naturalmente un'attenzione simile si è portata appresso anche polemiche e controversie.

LA FALSA DOTTORESSA - Intorno al 2011 mentre Facebook e Twitter spopolavano una 24enne di Latina si aggirava nei meandri di "Yahoo Answers" per elargire consigli medici in merito a domande del tipo «Secondo voi sono incinta?», «Mia madre ha un dolore al petto, cosa posso fare?», «Ma perché non mi torna il ciclo?». La sua attività fu così intensa da riguardare 1.316 risposte che le avevano garantito credibilità e lo status virtuale di "medico". L'utente tuttavia era laureata in neurofisiopatologia, ma non era mai riuscita a superare il test di ammissione a medicina, per questo venne denunciata dal NAS e "pedinata" a lungo sulla rete al fine di capire se potevano esserci gli estremi del rinvio a giudizio per l'esercizio abusivo della professione di medico. La vicenda, molto singolare e interessante, potrebbe essere un caso di scuola su una generazione sempre collegata che vorrebbe affacciarsi sul mondo del lavoro senza riuscirci o avendo un minimo di successo fra mille difficoltà.

LE INDAGINI - Dopo un'intensa attività investigativa la giovane venne colta in fallo per aver offerto consulti medici su varie condizioni patologiche, dai raffreddori alle crisi epilettiche, ma non solo. A un'iscritta preoccupata per la madre con un forte dolore al petto rispose «Potrebbe non essere nulla, magari ha solo preso freddo, comunque io non ci scherzerei, soprattutto se si aggiunge un dolore al braccio sinistro, difficoltà respirare ecc...», mentre sul ritardo del ciclo di un'utente che si firmava come "bambolina" chiosò «È una cosa normalissima quando si inizia ad avere rapporti sessuali. Ma ricorda che più sei ansiosa e più il ciclo ritarda!! E la prossima volta mi raccomando, il preservativo sempre!!!!!». Il caso per gli inquirenti fu davvero curioso, con la ragazza spinta addirittura a confessarsi a livello personale in una delle tante risposte: «La cosa che mi fa rodere... io laureata con 110 e lode... media del 28,5, in regola con il tempo, no fuoricorso... e sto a spasso... lavorerei anche x 2 lire... x me la medicina è 1 vocazione, non lo faccio x i soldi...». In un caso la protagonista della vicenda commentò addirittura il metodo Di Bella: «Di Bella? Un finto medico, un truffatore».

COSA CI RIMANE - Le cronache sul caso si interrompono nell'agosto del 2011, difficile sapere se questa utente è stata processata e condannata per esercizio abusivo della professione, essendo una dottoressa laureata in un corso triennale, abilitata alla professione di tecnico sanitario, ma non di medico. Sulla base della ricostruzione degli investigatori la ragazza aveva un grande ascendente sulle teenager, persone dubbiose sull'uso della pillola anticoncezionale e sui primi rapporti sessuali, tuttavia sarebbero stati coinvolti invidui con diverse patologie. Al tempo si attivò addirittura l'"Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità" del Politecnico di Milano, il professore Mariano Corso, intervistato dai giornalisti, sostenne che il fenomeno della "medicina online" era in aumento: secondo i dati di allora otto italiani su dieci si affidavano alla rete per cercare informazioni sulla salute e solo quattro di essi controllavano le fonti. Ad oggi come siano cambiate le cose non è dato sapere, ma l'avvento dei social network e le innumerevoli fake news sul Coronavirus SARS-CoV-2 e sui vaccini non fanno presupporre nulla di buono.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.