Acqua di Chiara Ferragni: arriva l'esposto del Codacons al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Finanza

Negli ultimi giorni ha destato uno scalpore incredibile la messa in commercio dell'acqua di Chiara Ferragni, l'imprenditrice, blogger ed ex modella seguitissima su Instagram.
Il prodotto di marca Evian ha fatto parlare di sé non solo per il testimonial d'eccezione, ma anche per l'incredibile prezzo di 8 euro a bottiglia. Si tratta di una manovra di marketing ben pensata e accurata, in grado di far leva più sullo sdegno delle persone che sull'interesse positivo per l'ormai acclarato principio "se ne parli male purché se ne parli". Tuttavia c'è un "ma" e ci ha pensato il Codacons a palesarlo: «Abbiamo deciso di presentare un esposto chiedendo al Ministero dello Sviluppo Economico di valutare il divieto assoluto di vendita del prodotto in Italia e alla Guardia di Finanza di svolgere accertamenti. Vendere una bottiglia di normalissima acqua da 75 cl a 8 € al litro è un fatto non solo immorale, ma potenzialmente illegittimo. Esiste infatti in Italia una legge, la 231 del 2005, che prevede il contrasto dei "prezzi anomali" nel settore alimentare, ossia quei prezzi soggetti a ricarichi eccessivi nei vari passaggi che li portano alla vendita al pubblico», queste le parole dell'avvocato Carlo Rienzi, presidente dell'associazione dedicata ai consumatori.
Nonostante le polemiche il marito della Ferragni Fedez ha deciso di scherzarci su, forse per puntare sul suddetto hating a fini pubblicitari: «Visto che dietro c'è tanta manodopera, io la venderei a 25 euro!».

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.