Alberto Stasi ancora in aula, ma stavolta come parte offesa

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Dopo la condanna definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi è tornato in aula, ma stavolta come parte offesa in un processo a carico di una signora che per anni avrebbe amministrato assieme ad altre persone il gruppo Facebook "Delitto Garlasco: giustizia per Chiara Poggi".
Durante la deposizione, il ragazzo ha raccontato di aver scoperto l'esistenza del suddetto spazio web nel 2011 e di aver letto, in merito alla vicenda processuale e lui stesso, non solo illazioni su festini a sfondo omosessuale, corruzione di periti e giudici e addirittura vendita di organi umani, ma anche offese molto pesanti e minacce.
Sui messaggi diffamatori in gruppi o pagine Facebook e la conseguente responsabilità degli amministratori la giurisprudenza è copiosa: in estrema sintesi gli admin più velocemente cancellano le discussioni incriminate e più facilmente possono evitare l'imputazione a titolo di concorso.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.