“Chi l'ha visto?”, riassunto del 18/4/18: la sentenza del processo Vannini e la casa di Pierino

Polemiche, tanta rabbia e anche urla rivolte ai giudici e allo Stato italiano, così si è conclusa l'ultima udienza del processo per la morte di Marco Vannini, il 21enne raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava a casa della sua ragazza.

Ciò che avrebbe potuto essere un giudizio storico in grado di tracciare una definizione precisa di dolo eventuale si è rivelato in realtà quasi una decisione "sanatoria" per una situazione molto difficile da risolvere: 14 anni ad Antonio Ciontoli per omicidio volontario, reo di aver sparato al giovane in una situazione ancora tutta da chiarire, 3 anni a Federico e Martina Ciontoli e alla loro madre Maria Pezzillo per omicidio colposo, assolta Viola Giorgini.
Nonostante le polemiche furenti, l'avvocato di parte civile Gnazi ha tenuto a precisare che «chi all'inizio parlava di omicidio volontario era guardato come un pazzo, noi l'abbiamo detto fin da subito».

Poco prima della lettura della sentenza, il legale della difesa Miroli, che in questa foto vediamo soddisfatto e sereno dopo il risultato, aveva precisato ai microfoni di "Chi l'ha visto?" che l'assenza del padre di famiglia, poi condannato, non era dovuta a una scelta processuale, anche perché nel contesto non avrebbe avuto senso. L'inviata della trasmissione ha provato a incalzarlo con altre domande, forse facendo finta di non capire la risposta.
Proprio sulla difesa si è scatenata una seconda polemica inerente alle minacce che gli avvocati dei Ciontoli e di Viola Giorgini avrebbero ricevuto in questi giorni, anche via telefono. La madre di Marco Vannini sull'argomento è intervenuta in questo modo: «Devono essere dimostrate».

Durante la trasmissione, Marina Conte non si è risparmiata: «Consegnerò la mia scheda elettorale perché non mi sento più una cittadina italiana. [...] Seguirò sempre il caso di mio figlio, ma aprirò anche un'associazione per persone che hanno bisogno. Per fare giustizia servono soldi, e tanti anche. [...] Io sto ancora dallo psichiatra da quando mio figlio è morto e gli avvocati della difesa si lamentano della pressione mediatica. [...] Se ammazzi un cane prendi più di 3 anni».
Anche il papà di Marco, distrutto, ha voluto dire la sua: «Ma in nome di quale popolo italiano è stata emessa questa sentenza? La Corte non avrà mai sentito la telefonata dei Ciontoli. [...] Ogni volta che sento quella chiamata al 118 rabbrividisco».
La presentatrice, sulla scia di ciò che ha sostenuto l'avvocato Gnazi, ha precisato: «Non pensiamo che sia stato un processo mediatico, crediamo che sia stata un'inchiesta su quello che all'inizio sembrava un incidente».
Durante la live su Twitter abbiamo ricevuto un commento di una nostra lettrice che come sempre riportiamo. Cogliamo l'occasione di invitarvi a taggarci durante "Chi l'ha visto?" e "Quarto Grado" per essere pubblicati sul nostro sito: siamo nati nell'ambito dei forum e dei social network e per noi la condivisione è di prioritaria importanza.

Sulla vicenda noi di DirittoeCronaca.it scriveremo un articolo più dettagliato la prossima settimana, anche per chiudere il cerchio attorno alla sentenza di primo grado visto che si profila un iter giudiziario molto lungo.
Per concludere momentaneamente l'argomento, occorre ricordare che la Corte ha previsto un risarcimento da liquidarsi in sede civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 400.000 €.

Si è passati al caso di Gianluca Congera, il quarantanovenne di Quartu Sant'Elena (un comune nella città metropolitana di Cagliari) che si è allontanato da casa senza fare più ritorno.
L'uomo era stato lasciato dalla moglie il giorno prima di sparire e sarebbe stato visto lungo la statale 125, nei pressi di Maracalagonis è stata trovata una sua felpa.
Proprio la sua compagna, durante un servizio del programma, ha precisato: «Gli ho detto che non mi sentivo di stare in quello che non era più un matrimonio. [...] Gli ho detto che gli sarei stata vicino, ma lui non ha retto [...] Lo invito a farsi vivo e a piantarla di far disperare le persone».

Continua il mistero sulla scomparsa di Maria Pisoni, la 69enne sparita da Oltre il Colle (BG) domenica 1° aprile: dopo il pranzo pasquale in famiglia, alle 14.30 circa, la donna ha detto ai suoi familiari che sarebbe andata a fare una passeggiata, ma non ha più fatto ritorno. Secondo i suoi cari potrebbe essersi diretta verso la cappella della Madonna del Buon Consiglio o della Madonna delle Vipere oppure lungo la strada provinciale.
Sulla base delle ricerche svolte coi cani molecolari si propende per la seconda ipotesi e in questo caso le cose non solo si complicano, ma diventano anche angoscianti, perché si tratta di una zona impervia, con alcuni canaloni pericolosi.

In seguito si è discusso di un'altra scomparsa, quella di Davide Gentile, il 30enne sparito nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2017 da Settimo Torinese (TO). Poche ore prima di far perdere le sue tracce era uscito per una pizza con gli amici, ma la mattina dopo i familiari non lo hanno trovato in casa e il suo cellulare è sempre rimasto spento. L'auto del padre, una Renault Kadjar, è stata ritrovata in Valle d'Aosta.
Il papà, ascoltato in studio, ha detto: «Mio figlio ha fatto un sentiero che porta in Valle d'Aosta. [...] In passato era andato a Fuerteventura e aveva espresso il desiderio di tornare in Spagna. [...] Non ci ha avvisato e nemmeno gli amici. Alcune cose erano solo per lui. [...] Se lo vedete o lo fotografate avvisate il programma».
A riguardo è stato fatto vedere un servizio di "Desaparecidos", il programma gemello spagnolo di "Chi l'ha visto?", che purtroppo chiuderà. Questa notizia ha recato molto dispiacere a tutti i "chilhavister", dal momento che si prospettavano collaborazioni molto interessanti fra le due trasmissioni.
Una nostra lettrice ha commentato così, facendo riferimento soprattutto ai pochi hashtag su Twitter del programma spagnolo.

Ovviamente sono state analizzate altre scomparse, ossia quelle di Giovanni Spinazzoli, Antonio Russo, Ayoub, Dumitru detto Daniele, e Barbara Agnieszka Wojciechowska.

Per quest'ultima ha parlato la figlia: «Era una donna solare e tutti le volevano bene, era molto dolce. Mi considerava la figlia più grande, mi trattava spesso come un'amica e pretendeva molto da me. [...] Molte volte si confidava con me, ma non mi ha mai detto nulla che poteva far pensare a tutto ciò che è successo. [...] Non so come avrebbe potuto lasciarci qui, lei era sempre "la mamma". [...] Credo che le sia successo qualcosa, non ci avrebbe mai lasciati. [...] Abbiamo tutto, non ci manca niente. Però... manca lei».

Queste le parole del marito della donna: «Gli inquirenti mi hanno chiesto se ho fatto qualcosa a Barbara. Dopo così tanto tempo è stata una cosa assurda. [...] Negli occhi dei miei figli vedo un vuoto che vorrei colmare». Secondo il compagno, Barbara prima di sparire avrebbe detto: «Vado via, non ti merito».

Uno dei punti clou della giornata, che ci crediate o no, è stato il servizio sulla casa di Pierino Mercantognini, ossia il marito di Luciana Fantato, la 59 scomparsa da Gambolò (PV) il 10 novembre 2017.
L'abitazione dell'uomo è stata sgomberata per i troppi oggetti accumulati e quando la giornalista è stata inquadrata nel salone e apparsa così.

Secondo l'inviata di "Chi l'ha visto?", durante lo sgombero Pierino avrebbe addirittura tirato giù dal camion una vecchia macchina da cucire pur di non separarsene. Perfino un'auto parcheggiata in giardino è risultata riempita da centinaia di giornali.
La Sciarelli ha chiesto alla figlia se la madre si è allontanata per via della sua frequentazione coi sinti, la risposta, che è sembrata incompleta per via del trambusto, non si è fatta aspettare: «Io non sono stata una figlia modello e ammetto le mie colpe».
Noi ci vediamo domani su Twitter per la diretta di "Quarto Grado" e il conseguente articolo, sempre su DirittoeCronaca.it!

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.