I patti prematrimoniali: le possibili criticità di quella che sarà una rivoluzione copernicana

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COSA SONO - E così il Governo ha ottenuto la delega per redigere la legge sui patti prematrimoniali. Si tratta senza ombra di dubbio di una vera e propria rivoluzione per tutti quei cittadini che non vorrebbero sorprese nel caso in cui il loro matrimonio dovesse finire.
Secondo il disegno di legge i patti prematrimoniali regoleranno i rapporti personali, quelli patrimoniali e i criteri per l'educazione dei figli. La delega stabilisce che le coppie, sulla base di accordi volontari, si assumeranno dei doveri che avranno efficacia obbligatoria per legge, di conseguenza i coniugi, i nubendi (chi sta per sposarsi) e coloro i quali hanno sottoscritto un'unione civile potranno indicare le coordinate sulle succitate materie, compresa l'educazione della loro prole. Curioso che si parli di persone non ancora nate: su questa tematica una delle riserve legate alla legittimità costituzionale che ha fatto più discutere è come si farà a trovare il giusto contemperamento tra le volontà genitoriali e l'assetto psicologico dei bambini che devono ancora nascere.

NEGLI ALTRI PAESI - I patti prematrimoniali sono stati introdotti in molti paesi: per esempio in USA e in Gran Bretagna si può praticamente scrivere di tutto, compresi il numero e la modalità dei rapporti sessuali. Negli Stati Uniti in particolare sono usati così tanto da essere chiamati con un diminutivo simpatico e accattivante, ossia "prenups" (da "prenuptial agreements") e sono visti ovviamente come la norma: si parla di un paese in cui si può tranquillamente divorziare per poi risposarsi nel giro di 2 mesi. Il sistema in questione forse a livello morale può non apparire come il massimo, ma comunque, attraverso i succitati patti, è in grado di proteggere in modo molto incisivo sia la persona che il suo patrimonio. La legislazione americana si basa sulla ratio per cui i patti che un individuo fa in un momento di lucidità, perché nessuno si sposa pensando di divorziare, sono molto più genuini di accordi presi con astio e risentimento alla fine di un rapporto.

E IN ITALIA? - In Italia, questa libertà anglosassone pressoché totale che per alcuni è forse troppa, verrà molto attenutata: infatti i patti che si approveranno da noi dovranno rispettare le norme imperative, quelle di ordine pubblico, i diritti fondamentali della persona e il buon costume, quindi nulla che possa soddisfare i (molti) feticisti, i fan del BDSM (bondage, dominazione, sottomissione, sadismo e masochismo) e le coppie "aperte" o cuckold. Ci si augura piuttosto che i nostri patti possano incidere non solo sulla gestione dei rapporti matrimoniali, ma anche sui divorzi e sulle separazioni, fissando i criteri, per esempio, degli assegni assolutori oppure di quelli di mantenimento.
Naturalmente è troppo presto per tirare conclusioni perché il percorso legislativo è in itinere.

L'AFFIDAMENTO DEI FIGLI - Un altro paletto per i nostri patti prematrimoniali sarà il divieto di accordarsi sull'affidamento della prole. Quindi le intese fatte in via preventiva sulla persona a cui verranno affidati i figli saranno vietate. La spiegazione di questa scelta torna sia da un punto di vista etico che di buonsenso: non si possono prendere accordi simili senza conoscere un individuo che deve ancora nascere, tanto più considerando che il rapporto stesso fra le due persone in grado di concepire sarebbe solo agli inizi. In USA la consuetudine porta a utilizzare i "prenups" quasi esclusivamente per accordarsi sui beni e la ragione è ovvia, visto che in questo mondo il portafoglio sembra avere la priorità su tutto.

POTRANNO ESSERE UN RICATTO? - Qualcuno si è chiesto se i patti prematrimoniali alla lunga potranno diventare un ricatto per la persona più svantaggiata economicamente, in pratica "o accetti questo o non ti sposo". Tornando agli Stati Uniti, proprio in merito all'argomento, è interessante evidenziare che i "prenuptial agreements" sono visti altresì come un banco di prova: il rifiuto di una proposta è valutato non solo da un punto di vista giuridico, ma anche sentimentale, secondo la convinzione per cui una persona innamorata acconsentirà a più richieste.
Secondo altri questo pseudo ricatto potrebbe essere visto come un'arma per evitare che l'unione si infranga, infatti grazie a vincoli molto forti si potrebbe aumentare la difficoltà nel riuscire a lasciare il partner.
Comunque per molti i patti prematrimoniali saranno un ulteriore passo in avanti nella civiltà dei rapporti, ma starà al Governo formulare un articolato di norme ben compiuto che non dia spazio a vaghezze o a leggerezze.
Insomma le regole sull'autonomia contrattuale e privata dovranno essere ben poste per andare incontro alla volontarietà della parti e permettere agli individui di determinare correttamente e con correttezza il loro modo di sposarsi e separarsi.

LA REVISIONE E LE ACCUSE DI "CLASSISMO" - I patti prematrimoniali potranno essere rivisti fino al momento della separazione e questo per alcuni potrebbe creare ulteriori attriti nell'ambito della coppia.
Un altro dubbio riguarda l'ipotesi per cui la nuova normativa possa essere una manovra classista ad appannaggio solamente di chi ha una certa preparazione culturale e una solida base economica.
"Patrimonio" e "matrimonio" non vanno sempre a braccetto e presumibilmente la crisi iniziata con la Grande Recessione del 2007 nei prossimi anni non permetterà ai giovani grandi entrate: è probabile quindi che i patti prematrimoniali non saranno per tutti, anche se l'ultima parola spetterà al Governo.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.