Il famoso videogioco “Fortnite” è diventato il bersaglio dei pedofili

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"Fortnite" è un videogioco sviluppato da "Epic Games" che in poco tempo è diventato un fenomeno globale: caratterizzato dalle modalità "salva il mondo" e "battaglia reale", si è rivelato un prodotto particolarmente apprezzato dai giovani per via del suo gameplay intuitivo e del fatto di essere stato spinto a livello pubblicitario, oltre che da famosi youtuber, anche da testate giornalistiche molto importanti.
Alla fine del 2018 è stato premiato ai "Golden Joystick Awards" come "gioco dell'anno", si è trattato di una proclamazione che ha destato molto scalpore per via della presenza di "Red Redemption 2", un prodotto "tripla A" che però non è stato rilasciato su tutte le piattaforme come il suo rivale.
La spinta pubblicitaria, la facilità insita nel gioco stesso e i personaggi accattivanti per i più giovincelli hanno portato alcuni esperti del settore a definire "Fortnite" come "Minecraft with guns" ("Minecraft con le pistole") in riferimento a un precedente videogioco che negli anni passati ha letteralmente spopolato e che ha coinvolto una quantità incredibile di bambini.
Il gioco della "Epic Games" da qualche mese sta facendo parlare di sé nel bene e nel male, basti pensare ad Alfonso Ribeiro (Carlton della sitcom "Willy, il principe di Bel-Air"), che ha denunciato la casa produttrice per aver utilizzato il suo ballo (la famosa "Carlton dance") o alla polemica furente sul seno del personaggio Calamity, programmato come "troppo ballerino" in una sua animazione.

Il fenomeno è decisamente più vasto di ciò che molti possono immaginare e purtroppo in questa esplosione di interesse specialmente da parte dei più giovani non hanno tardato ad arrivare alcuni pedofili.
Già nell'aprile del 2018 il quotidiano britannico "Telegraph" aveva messo in guardia i giocatori e le loro famiglie, pubblicando la notizia di una bambina di 12 anni adescata da un pedofilo mentre stava giocando a "Fortnite". In quell'occasione la testata giornalistica aveva fatto notare come quello non fosse un caso isolato e aveva evidenziato che le chat e gli audio tra i vari player erano delle funzioni che non potevano essere in alcun modo disattivate né tracciate.
In Italia pochi giorni fa è stato arrestato un 28enne per aver adescato tre bambini di 10 anni proprio nella chat di "Fortnite". L'uomo aveva chiesto ai minori di inviargli foto delle loro parti intime o di nudo, ma è stato scoperto, individuato dalla polizia postale di Cagliari e quindi messo agli arresti.
Il 28enne era incredibilmente riuscito a guadagnarsi la fiducia dei bambini dopo delle ricariche per alcuni videogiochi e si spacciava per uno di loro (a volte sosteneva addirittura di avere 9 anni), in diverse occasioni è riuscito a entrare in gruppi WhatsApp per poter allargare la possibilità di trovare nuove "prede" e probabilmente solo grazie a questo è stato rintracciato. I ripetuti reati si sono protratti fino a quando alcuni genitori hanno notato il comportamento strano dei figli che rimanevano gran parte della notte a chattare, da lì in poi è intervenuta la polizia postale che ha scritto la parole "fine" sull'inquietante vicenda.
«Lo so, sono malato», queste le parole dell'uomo rivolte agli agenti che in quel momento stavano perquisendo la sua abitazione, sembra che gli inquirenti siano arrivati poco prima che avvenissero i primi incontri.
Il dirigente della polizia postale di Cagliari Francesco Greco ha voluto avvisare del pericolo tutti i genitori: «Non lasciate i bambini da soli a giocare con le console collegate a internet. Anche i videogiochi possono diventate un canale per chi cerca di adescarli. I genitori devono fare attenzione a verificare con chi giocano e con chi parlano. Notate anche gli episodi strani, ad esempio una ricarica da parte di un estraneo può nascondere, come abbiamo visto, dell'altro».
Sull'allarmante episodio è intervenuto anche il Ministro degli Interni Matteo Salvini: «Chi si macchia di reati del genere merita il carcere immediato, certezza della pena e in caso di violenza sessuale accertata, come avviene in altri paesi europei, castrazione chimica. Tolleranza zero senza se e senza ma».

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.