Il giardiniere serial killer condannato all'ergastolo

  • 2
  •  
  •  
  • 2
  •  
  •  

Adescava le sue vittime con app dedicate a gay oppure girando Toronto con il suo furgone, sulla sua pagina Facebook era solito pubblicare foto di gatti, figli, nipoti e addirittura di se stesso vestito da Babbo Natale per ispirare fiducia: «Posso essere un timido finché non ti conosco ma sono un romantico sincero», così si presentava questo omone di 67 anni e 100 chili per 1.78 metri di altezza. Ma dietro quella figura di bonaccione si nascondeva uno dei più spietati serial killer del secolo: Bruce McArthur è stato riconosciuto colpevole da una giuria canadese di otto omicidi e gli è stata negata la possibilità di chiedere la grazia per 25 anni.

I cadaveri degli uomini brutalmente uccisi da McArthur erano stati trovati nelle abitazioni in cui il pluriassassino aveva fatto dei lavori come giardiniere: servendosi della scusa di prestazioni da floricoltore gratuite, in cambio otteneva spazi nei quali custodire la sua attrezzatura, le sue fioriere e purtroppo le sue "prede".
Durante le indagini gli investigatori avevano notato delle similitudini fra alcune vittime: cinque di queste risultavano essere di mezza età, con una barba folta e frequentatori di un bar per omosessuali, inoltre si descrivevano come "bears", cioè uomini gay con tratti somatici mascolini.

Il giudice che ha pronunciato la sentenza nei confronti del serial killer gli ha rimproverato in particolare di essersi approfittato della vulnerabilità delle sue vittime: due erano senzatetto e tossicodipendenti, uno era un rifugiato prossimo all'espulsione, mentre gli altri erano sposati ma non avevano rivelato la propria sessualità alle loro famiglie.
La scia di sangue lasciata da McArthur ha fortemente scosso gli ambienti omosessuali e non solo del tranquillo Canada: il 29 gennaio, giorno in cui l'uomo è stato incriminato degli omicidi, molte persone si sono riunite in un parco vicino al Toronto's Gay Village al grido di "Today we resist. Today we heal. Today we rise. Today, of all days, we love".

Approfondimenti

Ciao! se sei arrivato/a fino a questo punto della pagina significa che l'articolo è stato di tuo gradimento. Devi sapere che "Diritto e Cronaca", anche se utilizza banner, non vive di pubblicità ed è completamente auto-finanziato. L'unico modo che abbiamo di proseguire nel nostro lavoro è chiedere delle donazioni. Siamo grati a chiunque possa darci un aiuto, anche minimo.

Sei un libero professionista o fai parte di un'azienda e vorresti pubblicare contenuti sponsorizzati? Sei un appassionato e vorresti leggere un articolo su un argomento che ti sta a cuore? Organizzi seminari inerenti al diritto e alla criminologia e cerchi qualcuno in grado di valorizzarli? Contattaci cliccando qui o scrivici all'indirizzo info@dirittoecronaca.it e scopri come fare.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.