Incredibile caso di vishing “a Verona”: cos'è e come difendersi

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UNA NUOVA TRUFFA - Negli ultimi anni il boom dei mezzi tecnologici ha portato alcuni pirati informatici a specializzarsi per colpire categorie non particolarmente avvezze al nuovo stile di vita "online" come gli anziani. Il vishing è una forma di truffa che permette, servendosi della persuasione e di tecniche di social engineering, di carpire informazioni private delle vittime. Ma nella pratica come funziona? Il malintenzionato telefona al suo bersaglio fingendosi un operatore bancario e spiega che c'è stato un problema con una carta di credito o un conto corrente, solitamente la scusa riguarda un furto di dati. Dopo essersi guadagnato la fiducia dell'interlocutore, il malvivente cerca di ottenere dati bancari per fare man bassa. Il vishing è una vera e propria piaga perché, come già detto, colpisce soprattutto anziani, che sul momento non sono sempre in grado di capire cosa sta succedendo, perché le tecniche di convincimento alle quali vengono sottoposti sono state affinate negli anni e perfezionate grazie ad analisi sulla rete. Secondo uno studio del professore e ricercatore del Politecnico di Milano Federico Maggi, questo nuovo metodo per truffare online è stato ideato all'incirca nel 2006 e si è diffuso tra il 2009/2010 nel mondo anglosassone (principalmente USA e Gran Bretagna), per poi approdare in Europa. Il vishing si differenzia dal mero phishing perché nella fase del contatto (telefonico nel primo caso, via mail nel secondo) fa leva su un maggior livello di fiducia.

IL CASO DI VERONA - Un imprenditore vitivinicolo residente a Verona è stato protagonista suo malgrado di un episodio di vishing piuttosto clamoroso: l'uomo ha ricevuto una telefonata con un messaggio preregistrato che lo invitava a contattare il prima possibile un numero di assistenza perché il suo conto corrente "era sotto attacco". La peculiarità di questo caso è che lo stesso numero, pur essendo genuino, era stato hackerato. La vittima infatti prima di telefonare aveva controllato diligentemente che non si trattasse di attività fraudolenta e proprio grazie a questa accortezza è finito dentro la trappola. Il falso operatore bancario è riuscito a ottenere molte informazioni utili come il codice pin e quindi ha sottratto all'imprenditore ben 30.000 euro. A seguito delle indagini della polizia postale sono stati trovati tre colpevoli: due uomini e una donna residenti nel Napoletano, Foggiano e Viareggino. A quanto pare i soggetti, che sono stati segnalati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Verona, erano recidivi. Come difendersi dunque dal vishing? I siti specializzati consigliano di diffidare dei numeri sconosciuti, ma a quanto pare non basta più nemmeno quello. Il modo più sicuro per stare lontano dai guai è non comunicare al telefono dati bancari fondamentali come i pin. Sarebbe necessaria anche una promozione della cultura internet tra gli anziani, che non sono cresciuti in quest'epoca di innovazioni "a portata di mano": infatti da un po' di tempo la polizia promuove in molte città corsi antitruffa per la terza età.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.