L'aggressione a Marta Novello e le similitudini col caso di Silvia Gobbato

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L'AGGRESSIONE - Nella serata di lunedì a Mogliano Veneto un ragazzo di 16 anni in sella a una bici ha aggredito e accoltellato Marta Novello, una 26enne che in quel momento stava facendo una passeggiata e ascoltando musica con gli auricolari. La dinamica non è ancora chiara, ma al momento da ciò che è trapelato sembra che l'assalitore sia balzato sulla vittima, approfittandosi del fatto che fosse sola, presumibilmente per una rapina. La ragazza avrebbe reagito e ne sarebbe scaturita una lotta furibonda finita in fondo a un piccolo fossato che costeggia la strada dove si è consumata la tragedia. Marta è stata tratta in salvo prima da due operai e in seguito dai paramedici del SUEM tuttavia, visto l'aggravarsi del suo quadro clinico, è stata sottoposta a un lungo e delicato intervento chirurgico e attualmente è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Treviso. Il carnefice, che durante i soccorsi non è scappato, ha trascorso la notte nel carcere minorile; sembra che abbia addotto la rapina come motivo dell'assalto culminato con 15 o 20 coltellate - attualmente le fonti sono discordanti -, ma gli inquirenti sono molto dubbiosi su questa confessione, anche perché i colpi sarebbero stati tutti inferti alle spalle della ragazza.

L'ALTRO CASO - Questo dramma ricorda molto l'omicidio di Silvia Gobbato, una vicenda che ha visto come protagonista suo malgrado una promettente tirocinante avvocatessa di San Michele al Tagliamento che per lavoro si era trasferita a Udine. La ragazza che a quel tempo aveva 28 anni fu assalita durante una sessione di jogging con 12 coltellate mortali da Nicola Garbino, un 36enne senza precedenti penali e in cura per problemi mentali che provò a giustificarsi dicendo di voler rapire una donna di piccola statura in modo da non poter essere sopraffatto fisicamente, per poi chiedere il riscatto. Il caso fece molto scalpore perché la giovane trovò la morte in una manciata di minuti incredibilmente sfortunati: dall'allontanamento di un suo amico che aveva deciso di velocizzare il passo durante l'allenamento all'arrivo di un altro runner che scoprì il cadavere, il tutto finì in pochi e angoscianti secondi. Ancora oggi la tragedia di Silvia viene nominata spesso da famosi criminologi come esempio "scolastico" di omicidio compiuto da un folle in assenza di movente.

LE SIMILITUDINI - Tenuto conto dell'età del carnefice di Marta Novello e facendo le debite proporzioni tra i due casi, ad oggi, pur leggendo notizie che tutto sommato sono sommarie, è impressionante notare alcune similitudini che come al solito portano a una conclusione molto importante: la casistica non mente mai.

  • Le vittime sono due ragazze, una di 26 e una di 28 anni.
  • Entrambe sono state colte di sorpresa in un momento in cui erano sole e in luoghi isolati.
  • Entrambe sono state aggredite mentre erano dedite a un'attività motoria impegnativa e nel pieno della forma fisica: tutte e due si sono difese energicamente.
  • Un caso è finito con un omicidio, mentre l'altro con un tentato omicidio - sperando di cuore che rimanga tale -.
  • Silvia Gobbato è morta in un incredibile lasso di tempo in cui non è passato nessuno, nel caso di Marta Novello sarebbe stato provvidenziale l'intervento di due operai.
  • Silvia è morta con 12 coltellate, Marta sta lottando per la sua vita dopo averne subite circa 15.
  • In entrambi i casi la spiegazione degli assalitori fornita all'inizio delle indagini - rispettivamente sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina - non ha convinto gli inquirenti.
  • Attualmente la polizia non ha scartato l'ipotesi che l'assalitore di Marta abbia delle patologie psichiatriche, esattamente come Nicola Garbino, l'assassino di Silvia Gobbato.
  • Da un punto di vista strettamente giuridico, i rei hanno "giustificato" le loro azioni adducendo la volontà di porre in essere reati previsti dal titolo XIII del libro secondo del codice penale, ossia delitti contro il patrimonio.
  • Sulla base delle ultime notizie sembra che Marta stesse facendo jogging, esattamente come Silvia in quel fatidico giorno.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.