La ricostruzione del duplice omicidio di Chirignago e l'inizio del processo

Il duplice omicidio di Chirignago è uno dei fatti di cronaca nera più brutali e inquietanti dell'ultimo periodo: sui media non è stato trattato adeguatamente per non urtare persone più sensibili, noi di DirittoeCronaca.it invece, sempre con le dovute cautele, siamo stati fra i primi a parlarne.
Perché analizzare una vicenda così orrenda? Per la sua complessità e banalità al tempo stesso, per i protagonisti, per l'invidia e il possesso che in ambito criminologico sono sempre stati la miccia dei più truci delitti, ma soprattutto perché un incubo simile può capitare a chiunque: possiamo tutti essere soggetti al male più assoluto senza rendercene conto.
Ma torniamo indietro nel tempo per andare alle radici di questo fatto che solo ultimamente è entrato nelle aule di giustizia.

IL CARNEFICE E LE VITTIME - Tutto inizia alla Superjet International di Tessera (VE), dove si intrecciano i destini di tre persone: i 31enni Anastasia Shakurova e Biagio Junior Buonomo lavorano per la società rispettivamente come centralinista e tecnico, mentre Stefano Perale, 50enne di Mestre, insegna inglese ai russi.
Quest'ultimo ha alle spalle una lunga carriera accademica: si è laureato in lingue e letterature straniere all'università Ca' Foscari con il massimo dei voti e dopo aver seguito un master in studi interculturali a Padova ha cominciato a viaggiare all'estero per attività di formazione e docenza, prima per 5 anni in USA alla Colgate University e all'University of Georgia, poi in Cina, all'Hunan Institute of Technology di Hengyang.

L'Italia gli sta stretta e lo scrive anche su Facebook: «Io sono in "stand-by" qui in Italia, ma non mi trovo più, davvero... lo scenario professionale è molto magro: vedo solo precarietà, sfruttamento e totale assenza di meritocrazia. Sto lavorando per andarmene di nuovo, prossima (e definitiva, credo!) meta: l'Australia».
Nonostante queste speranze, Perale è costretto a rimanere a Mestre. I suoi confini diventano sempre più stretti e i suoi sogni tramontano lentamente e inesorabilmente, è proprio in questo periodo che conosce due giovani con tutta la vita davanti: Anastasia e Biagio.

Anastasia è nata nel 1987 e arriva a Mestre con una laurea in scienze dell'economia e della gestione aziendale conseguita a Mosca e una specializzazione in gestioni anticrisi.
Biagio ha la stessa età della ragazza, è un giovane di Barano d'Ischia (NA) laureato in ingegneria alla Federico II, soffre molto dopo la morte della mamma, ma trova la forza di trasferirsi a Gallarate e, dopo un periodo di difficoltà, incontra Anastasia.
I due ragazzi aspettano un bambino e hanno preso casa non lontano da Mestre, ignari di ciò che succederà in futuro proprio per questo intrecciarsi di rapporti, aspettative e desideri.

LA DINAMICA DEL DUPLICE OMICIDIO - Quanto segue è la ricostruzione del programma di Mediaset "Quarto Grado" trasmessa lo scorso gennaio.
Sono le 20 di sabato 17 giugno 2017, Perale aspetta nel suo appartamento Anastasia e Biagio. Sembra una normale cena fra amici, anche se il padrone di casa è innamorato da 3 anni della ragazza che non ricambia i suoi sentimenti e lo considera solo come un confidente.
Perale fa sedere gli ospiti a tavola e offre loro un cocktail di benvenuto. Si tratta di un Mimosa, ossia Prosecco allungato con acqua e sciroppo d'amarena a cui l'insegnante di inglese ha aggiunto 12 compresse sbriciolate di Stilnox, un potente sonnifero.
Verso le 22 la coppia comincia a mostrare gli effetti del sedativo, Biagio viene messo sul divano del soggiorno e Anastasia su un letto.
A quel punto la furia di Perale scatena: servendosi di cloroformio, etere, stracci e guanti neri da giardino assale Biagio il quale, nonostante la disperata difesa con tutte le forze rimaste, soccombe dopo un secondo assalto a colpi di tubo di ferro avvolto con del nastro isolante. Una scena da film horror con sangue ovunque e l'assassino che, mentre uccide la vittima con un'ulteriore dose di cloroformio, prova addirittura a giustificarsi: «Tu non c'entri niente, non dovevi essere qui».

Il carnefice raggiunge Anastasia, ormai addormentata, in camera da letto. Qui sfoga tutte le sue perversioni e le registra con una telecamera e col suo cellulare: mette alla ragazza uno straccio in bocca che la soffocherà, la stupra ripetutamente sia quando è ancora agonizzante sia dopo averla ammazzata, la insulta («Cagna!», «Pu***na!») e le sputa addosso.
In seguito Perale carica sull'auto di Biagio gli strumenti utilizzati per uccidere e la borsa della ragazza, cerca di sbarazzarsi dei corpi, ma dopo aver percorso 10 metri trascinando il cadavere della prima vittima fuori dal portone rinuncia alla parte finale del suo progetto e telefona al 113 confessando ciò che ha fatto.

IL MOVENTE DELLA STRAGE E LE POLEMICHE - Il PM ha contestato all'assassino il duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall'uso del veleno, la violenza sessuale aggravata per i video di contenuto sessuale, il vilipendio di cadavere e il procurato aborto. C'è tutto per un ergastolo, ma il movente non è chiaro.
È palese che alla base di questo fatto di sangue ci sia l'ossessione di Perale per Anastasia, ma nessuno è riuscito a capire se fra i due ci sia stato un rapporto di tipo amoroso pregresso. Il padre della giovane ha negato con fermezza che la figlia abbia avuto una relazione con l'uomo, mentre altre testimonianze, in particolare quella di un amico di Perale e dell'insegnante stesso, porterebbero a pensare al contrario: si è parlato di un flirt fra i due durato un anno. Ad aggiungere polemiche alle polemiche ci ha pensato l'assassino che, durante la confessione, avrebbe detto agli inquirenti: «Le volevo molto, molto bene, ma lei mi ha deluso».

IL PROCESSO - Secondo il racconto del carnefice il suo progetto perverso non sarebbe dovuto andare così: in un secondo momento avrebbe portato i due sequestrati al Valecenter (un centro commerciale in provincia di venezia), dove si sarebbero risvegliati storditi per l'ingente quantità di sonnifero sciolta nel cocktail. Un punto di vista che sembra quantomeno senza senso.
Anastasia e Biagio erano due giovani nel pieno della vita che stavano provando ad affacciarsi sul loro futuro, la ragazza era incinta di 5 mesi ed evidentemente aveva portato il suo compagno per evitare di essere approcciata sessualmente.
Nessuno, tanto meno lei, si sarebbe aspettato una furia così bestiale.
La prima udienza è stata fissata per il 18 maggio.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.