La “zanzarologia”: una nuova scienza forense?

Non c'è ancora un nome per questa disciplina, ma sembra che in un futuro molto vicino le zanzare potranno aiutare a risolvere i casi più disparati. Proprio così: gli insetti più fastidiosi del mondo, e probabilmente anche i più detestati, saranno in grado di dare una mano all'umanità.
Lo sostiene un team di ricercatori dell'Università di Nagoya (Giappone) che ha ideato una tecnica per la quale è possibile estrarre il sangue dallo stomaco delle zanzare, isolare le molecole di DNA umano e moltiplicarle attraverso la PCR (reazione a catena della polimerasi).
Sebbene questo metodo possa apparentemente sembrare utile alle indagini degli inquirenti, sicuramente presenta due sconvenienze non da poco: la prima da un punto di vista probatorio in ottica di iter giudiziari (una zanzara può arrivare sulla scena del crimine dopo ore di distanza dal fatto portando con sé il sangue di un estraneo), la seconda inerente alla tempistica, in quanto il prelievo sul famigerato insetto può essere fatto entro 48 ore.
Toshimichi Yamamoto, uno degli autori della ricerca, ha esternato la sua volontà di far entrare questa tecnica nelle scienze forensi, ci riuscirà?
Solo il tempo potrà dircelo.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.