L'assurda morte di Gianluca e Flavio, intossicati dalla droga venduta da un tossicodipendente

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UNA TRAGEDIA EVITABILE - Sta facendo discutere in queste ore la storia di Gianluca Alonzi e Flavio Presuttari, due ragazzi di 15 e 16 anni che ieri sono morti nel sonno a Terni.
Inizialmente la tragedia era parsa un giallo, quasi un film horror: i giovani avevano trascorso la giornata insieme giocando in un campetto del quartiere San Valentino per poi fare ritorno a casa, ma la mattina seguente erano stati trovati a letto privi di vita dai genitori. In un secondo momento l'assurda verità: Gianluca e Flavio avevano assunto droga (probabilmente metadone) venduta da un tossicodipendente; il sito LaNazione.it è stato fra i primi a ipotizzare la presenza di codeina, precisando che "solo gli esami tossicologici e l'autopsia chiariranno definitivamente cosa è stato assunto dai due".

LA RICOSTRUZIONE - Per gli inquirenti la ricostruzione del dramma è stata relativamente semplice: i ragazzi erano già stati male la sera prima, tanto che erano stati accompagnati a casa dagli amici. Più difficile sarà capire il ruolo dell'uomo di 41 anni che è stato descritto da molte testate giornalistiche come "tossicodipendente", il quale avrebbe dei predecenti: conoscente delle vittime o visitatore casuale del posto? Avrebbe avvicinato i giovani con l'intento di vendere loro la droga o si parla di cessione? E, per l'appunto, a uccidere i due sarebbe stato un mix di sostanze (come sostiene FanPage.it) o una in particolare? Domande a cui attualmente è impossibile rispondere. Il Procuratore di Terni Alberto Liguori in conferenza stampa non è stato molto diretto, ma ha rilasciato delle dichiarazioni che se interpretate correttamente possono dire molto: «C'è una responsabilità collettiva, abbiamo sbagliato tutti. Preoccupa in generale la dimestichezza che abbiamo riscontrato da parte dei giovani con la droga. Quello che mi ha impressionato è che i giovani sappiano distinguere se la codeina sia di colore violaceo e il metadone biancastro. Questo tecnicismo su cui discettano è davvero preoccupante».

LE REAZIONI - Durante la prima perquisizione a casa dell'indagato è stata trovata una boccetta che conterrebbe del metadone. Domani è prevista l'udienza di convalida del fermo davanti alla giudice Barbara Di Giovannantonio.
Sicuramente questo caso farà discutere non solo le famiglie e le istituzioni, ma anche l'intera collettività: perché due ragazzi perfettamente sani, pieni di voglia di vivere e di giocare avrebbero sentito il bisogno di spingersi così oltre?

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.