Le nuove analisi del DNA mostrate a “Quarto Grado”: dai campioni si potranno conoscere l'età e l'area geografica

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Nell'ultima puntata di "Quarto Grado" la redazione del programma è entrata nei laboratori del RIS di Roma, dove ogni anno si analizzano 2.500 reperti.

Durante il servizio il Colonello Comandante Sergio Schiavone ha preso un campione di estratto amplificato di DNA da una provetta e l'ha inserito in una macchina che «ci permette di ottenere un profilo genetico quando la traccia è estremamente piccola oppure degradata, perché ad esempio potrebbe essere stata sottoposta agli agenti atmosferici. Inoltre ci consente di identificare con maggiore specificità le misture, quindi le tracce miste».
Questo genere di perizia permette di conoscere in anticipo il colore degli occhi, dei capelli e della pelle, quindi di dare un'attribuzione di origine geografica al campione.

Schiavone inoltre ha parlato delle informazioni che potranno dare le analisi del DNA in futuro: «Ultimamente anche attraverso un'altra tecnologia potremo avere una stima dell'età. Questa tecnica analitica è già stata tradotta in uno strumento funzionante che stiamo testando con il quale è possibile ipotizzare l'età di colui che ha lasciato la traccia con un margine di errore di circa 3 anni in un range tra i 15 e i 70 anni».
Questa nuova strumentazione potrà già essere operativa su casi reali fra qualche mese.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.