“Quarto Grado” del 21/9/18: la difesa di Bossetti in Cassazione e la scomparsa di Gessica Lattuca

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La puntata di ieri è iniziata con il caso della piccola Iushra Gazi, la bambina autistica di 12 anni che durante una gita in una zona boschiva di Serle (BS) è sfuggita al controllo della sua assistente ed è scomparsa. Rispetto alla puntata del 14 settembre l'attenzione si è spostata su Enrico Ragnoli, il 30enne testimone che ha riferito di aver visto la ragazzina. Davanti alle telecamere della trasmissione l'uomo, che è parso a tutti a dir poco originale, ha riferito alcune osservazioni molto interessanti: «Peccato che mi è scappata, lei correva più di me. [...] Per me l'ha presa su qualcuno».
In studio Carmelo Abbate, pur ragionando in via puramente ipotetica, non le ha mandate a dire: «Premesso che quest'uomo non mi sembra centrato, o è in malafede o ha fatto qualcosa di male alla ragazzina o è un mitomane».
Per Sabrina Scampini «a livello teorico può accadere che i responsabili di un crimine cerchino di depistare e c'è inconsapevolmente la voglia di rivelare ciò che si è fatto», mentre Alessandro Meluzzi si è spostato più sulla criminologia: «Nella bambina è scattato un meccanismo di allontanamento che è molto frequente. Le ipotesi sono due: o ha incontrato un sex offender oppure no».

Alle 22 si è passati alla scomparsa di Gessica Lattuca, la 27enne di Favara (AG) di cui non si sa più nulla dallo scorso 13 agosto: anche per questa vicenda le notizie date da "Quarto Grado" hanno integrato quelle della scorsa puntata. La donna ha lasciato a casa i suoi gioielli e un bigliettino strappato che è stato ritrovato solo mercoledì: su un lato proprio Gessica ha scritto il numero della madre (circostanza strana dal momento che lo conosceva a memoria) e sull'altro "un numero cancellato".
La mamma Giuseppina ha rilasciato in diretta le seguenti dichiarazioni: «Qualcuno voleva del male a mia figlia e ha pianificato di farla scomparire. Questa persona è furba e non si è fatta riprendere dalla telecamere. [...] Negli ultimi giorni vedevo mia figlia troppo preoccupata e seccata. Forse è uscita con l'intenzione di farsi dare qualche spiegazione. [...] Invito la persona che ha fatto del male a Gessica di farsi avanti anche in modo anonimo. Sicuramente mia figlia è rimasta secca, perché era una ragazzina molto fragile. Io sento che non c'è più».

Riguardo l'omicidio di Isabella Noventa, il 19 settembre si è aperto il processo d'appello nell'aula bunker di Mestre con la forma del rito abbreviato e a porte chiuse. In primo grado Freddy e Debora Sorgato erano stati condannati a 30 anni ed Emanuela Cacco a 16 anni e 10 mesi. Questo punto è stato curioso, perché secondo la trasmissione alcune teorie della difesa si baserebbero sul fatto che "l'uomo amava il sesso sfrenato e le sue amiche, le sue fidanzate lo sapevano bene"; insomma si proverebbe a dimostrare che, nel presunto gioco erotico finito male di cui parla Freddy, Isabella fosse completamente cosciente della pericolosità insita in quelle azioni e quindi consenziente.
A dimostrazione di questa tesi si è parlato in particolare di alcuni DVD di film porno che sono stati trovati nella casa dell'imputato fra cui "Sesso pericoloso" e "Le casalinghe nel tempo libero", tale materiale non è parso molto probatorio agli ospiti in studio.
Sabrina Scampini ha commentato: «Secondo me Freddy si è ispirato ai titoli dei film pornografici che aveva in casa per procurarsi un movente e alleggerire la posizione della sorella».
Per Alessandro Meluzzi bisognerebbe indagare sulla criminalità organizzata del Brenta: «Penso che Freddy amasse altri tipi di giochi, nella sua società entravano cifre come 500.000 euro. Ci sono dati anamnestici che rimandano alla criminalità organizzata della zona, Isabella aveva scoperto traffici oscuri».
Tra l'altro è stato fatto notare che le travi della casa di Freddy non davano la possibilità di usufruire di corde per fare bondage e che quindi le dichiarazioni dell'uomo non corrisponderebbero a verità in tal senso.

Molto toccante la testimonianza del ragazzo abusato da don Mauro Galli secondo la sentenza di primo grado: il prelato è stato condannato a 6 anni e 4 mesi.

Si è parlato anche dell'omicidio di Marco Vannini e del fatto che la famiglia Ciontoli avrebbe chiesto a "Quarto Grado" di fare alcune rettifiche, ad oggi non risulta che Federico Ciontoli abbia contattato la madre della vittima come aveva promesso.

Verso la fine della puntata si è fatto cenno al delitto di Noemi Durini: è stata fatta opposizione alla richiesta di archiviazione nei confronti dei genitori di Lucio Marzio ed è stata posta attenzione sui movimenti della Fiat 500 della madre, inoltre si è detto che le pietre messe sul corpo della ragazza avrebbero potuto rivelare la presenza di complici.

Nel finale sono stati presenti in studio gli avvocati di Massimo Bossetti, ossia Claudio Salvagni e Paolo Camporini, si fa ovviamente riferimento all'omicidio di Yara Gambirasio.
Secondo quanto riferito dai due legali, nel ricorso per Cassazione redatto per conto del muratore di Mapello ci sarebbero ampi richiami alla cosiddetta "sentenza del caso Sollecito" che è vista come un "faro" per la repertazione delle prove.
L'analogia fra questa tragica vicenda e l'assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto di meredith Kercher sta nel fatto che anche in questo caso sarebbe avvenuta la famigerata "contaminazione".
È stato fatto vedere un video shock in cui, durante il sopralluogo del 26 febbraio 2011, si sono svolti accertamenti a mani nude e senza utilizzo delle pinzette sugli slip della ragazzina. Secondo le testimonianze dei giornalisti del programma, mentre la professoressa Cattaneo era intenta svolgere il suo lavoro di perito, decine di poliziotti continuavano ad arrivare e ad occupare quasi interamente il posto del ritrovamento del cadavere, uno di questi avrebbe addirittura orinato nel campo.
Salvagni e Camporini sono apparsi determinati ma anche molto provati dal lavoro svolto, queste le loro dichiarazioni: «La prova per essere valida dev'essere il risultato del rispetto delle regole, dalle indagini al processo. [...] Siamo stati invitati e non siamo stati ascoltati. Siamo stati trattati come una combriccola di eretici che hanno osato mettere in dubbio ciò che non si poteva mettere in dubbio. [...] Anche se il PM ha ribadito che il DNA era "tanto, tanto, tanto" stiamo parlando di quantità infinitesimali, di una punta di uno spillo. [...] Quella zona era una discarica, a pochi metri dal cadavere di Yara è stato trovato un fazzoletto intriso di sangue, c'era veramente di tutto. [...] Il corpo di Yara è stato rimaneggiato. [...] Recentemente sono state approvate delle linee guida internazionali che fissano uno standard elevatissimo. L'indagine fatta su Bossetti oggi sarebbe completamente da rifare. [...] Noi non chiediamo una perizia sulle carte, facciamo i due prelievi e vediamo se corrispondono».
Il 12 ottobre il caso verrà discusso in Cassazione, potrebbe essere l'ultimo passaggio dell'iter giudiziario.
Molto interessante l'approfondimento sulle analisi del DNA per cui abbiamo preferito pubblicare un articolo a parte.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.