Per tutelare il proprio posto di lavoro è possibile registrare audio di colleghi

La condotta del lavoratore che, per tutelare la propria posizione messa a rischio da contestazioni disciplinari non cristalline, si precostituisce un mezzo di prova come registrazioni di conversazioni dei colleghi non è penalmente rilevante.
Così si è espressa con la sentenza n. 11322/2018 la sezione lavoro della Cassazione che ha anche evidenziato come il protagonista della vicenda abbia adottato tutte le cautele per evitare la diffusione dei dati raccolti.
Deve quindi escludersi la rilevanza penale della presunta violazione di privacy e non è nemmeno necessario il consenso dei soggetti registrati, in quanto sussiste un'ipotesi derogatoria per cui il trattamento dei dati personali può essere comunque eseguito se utile per difendere un proprio diritto o svolgere investigazioni difensive ex art. 24, co. 1, lettera f) del D.Lgs. 196/2003.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con master in scienze forensi e fra pochi mesi in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.