Quando l'assassino è il gatto (ma solo in apparenza!)

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DEI MEME VIVENTI - Nell'immaginario collettivo il gatto, specialmente ai tempi dei social, è diventato il simbolo della dolcezza, ma anche della determinazione, dell'indipendenza e soprattutto del menefreghismo. La concezione di micio ha cambiato il nostro modo di porci in internet e ha creato dei meme e delle immagini da condividere assolutamente spettacolari.

L'idea di gatto ha contribuito a tante conversazioni divertenti sui messenger e in un certo senso ha plasmato in parte il nostro modo di comunicare, tuttavia la nomea di questi bellissimi animali non ha sempre avuto una connotazione positiva, anzi: i piccoli felini, associati storicamente alla magia nera, all'esoterismo e alla superstizione si sono sempre portati dietro una reputazione particolare e inquietante al tempo stesso, solo ultimamente il web (e i gattari) li hanno riabilitati.
Così è capitato che, in due casi di omicidio, la loro presenza ha reso le notizie associate a dir poco virali.

MORTA DISSANGUATA - Nell'ottobre del 2018 una donna di Livorno è letteralmente morta dissanguata a causa dei graffi di un gatto: la signora aveva 88 anni ed è stata trovata deceduta da un'amica nel cortile della sua abitazione. Tra l'altro il ritrovamento del cadavere è stato particolarmente inquietante, quasi da film horror: la conoscente l'ha vista da lontano mentre sembrava riposare in giardino, l'ha salutata ma, non ricevendo alcuna risposta, si è insospettita e quindi avvicinata per poi trovarsi davanti una scena terrificante. L'anziana era seduta e sotto di lei si trovava un'enorme pozza di sangue, i soccorsi si sono rivelati inutili.
Il colpevole? Il micio della vicina, solo in seguito si è scoperto che la donna, molto affezionata al felino, assumeva anticoagulanti che sono stati determinanti nel decesso.

IL CASO DEL VASO - Un altro caso singolare, avvenuto sempre in Italia, è capitato fra il 2012 e il 2014 e ha riguardato uno degli iter giudiziari più strani di sempre: è iniziato tutto con la morte di Christian, un ragazzino di 14 anni, vittima di un vaso cadutogli addosso dal sesto piano di un palazzo in via Appia Nuova, a Roma. Subito gli inquirenti hanno parlato di un gatto e hanno iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo la proprietaria di un appartamento, "padrona" dell'animale. In seguito, dopo aver ipotizzato il coinvolgimento di due bambini, nel 2013 è stato indagato l'amministratore del condominio. Infine, scartate le precedenti ipotesi, una coppia di 65 e 67 anni è stata condannata per omicidio colposo, pena patteggiata, per aver posizionato il vaso sul parapetto del proprio balcone senza ancorarlo come prevedeva il regolamento di Polizia Urbana del Comune.

STRANEZZA NIPPONICA - «Il mio gatto sta cercando di uccidermi», quante volte l'abbiamo letto sui social e sui messenger. Spesso ci abbiamo scherzato, ma pare che nel Paese del Sol Levante nessuno abbia nessuna voglia di fare dell'ironia sull'argomento ed ecco che nel 2017 un micio è stato addirittura accusato di omicidio di una donna 82enne. Pare che l'anziana sia stata ritrovata da sua figlia col volto sfregiato e che la polizia giapponese abbia rinvenuto molto sangue della signora sulle zampe di un felino, individuato dopo indagini minuziose in una colonia di gatti. Dolo diretto o eventuale?
Nonostante questa notizia, probabilmente "ricamata" da alcuni giornalisti, i gatti continuano ad essere fra i nostri animali preferiti, alcuni da noi considerati come "amici", altri come veri e propri "soulmate".

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.