“SPILLOVER - L'evoluzione delle pandemie” di David Quammen

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- Sinossi estratta dalla quarta di copertina -

"Ogni lettore reagirà in modo diverso alle scene che David Quammen racconta seguendo da vicino i cacciatori di virus, quindi entrerà con uno spirito diverso nelle grotte della Malesia sulle cui pareti vivono migliaia di pipistrelli, o nel folto della foresta pluviale del Congo, alla ricerca di rarissimi, e apparentemente inoffensivi, gorilla. Ma quando scoprirà che ciascuno di quegli animali, come i maiali, le zanzare o gli scimpanzé che si incontrano in altre pagine, può essere il vettore della prossima pandemia – di Nipah, Ebola, SARS, o di virus dormienti e ancora solo in parte conosciuti, che un piccolo spillover può trasmettere all'uomo –, ogni lettore risponderà allo stesso modo: non riuscirà più a dormire, o almeno non prima di avere letto il racconto di Quammen fino all'ultima riga.
Non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi, sono virus che oggi colpiscono gli animali selvatici ma che potrebbero da un momento all'altro fare un salto di specie – uno spillover, in gergo tecnico – e colpire anche gli esseri umani. Il libro è unico nel suo genere, un po' saggio sulla storia della medicina e un po' reportage; è stato scritto in sei anni durante i quali Quammen ha seguito gli scienziati al lavoro nelle foreste congolesi, nelle fattorie australiane e nei mercati delle affollate città cinesi. L'autore ha intervistato testimoni, medici e sopravvissuti, ha investigato e raccontato con stile quasi da poliziesco la corsa alla comprensione dei meccanismi delle malattie".

"Siamo stati noi a generare l'epidemia di Coronavirus. Potrebbe essere iniziata da un pipistrello in una grotta, ma è stata l'attività umana a scatenarla".
- David Quammen, The New York Times -

Nell'intervista rilasciata il 3 aprile 2020 a Davide Traglia per Lastampa.it, Quammen esprime il suo senso di frustrazione alla notizia dei primi casi di Covid-19 riscontrati nella cittadina cinese di Wuhan perché, racconta, gli scienziati lo avevano previsto da tempo.

"Io stesso, ormai 8 anni fa, ho spiegato nel mio libro come questo scenario fosse alle porte".

"Non perché sono un veggente, ma perché ho ascoltato gli esperti giusti, quelli che dicevano che presto si sarebbe diffuso un virus capace di adattarsi ed evolversi velocemente, venuto fuori da animali selvatici, in una situazione in cui vi è uno stretto contatto tra le persone e gli animali, esattamente come accade nei mercati di animali vivi. Fa rabbia vedere come, nonostante la sanità pubblica e la politica sapessero, non abbiano fatto niente per sventare il pericolo o per prepararci ad affrontarlo".
Secondo il pensiero di Quammen, maturato nel corso degli anni grazie all'esperienza sul campo, questa epidemia si è verificata anche per colpa nostra.
"Gli animali selvatici convivono con i virus; certe specie ne hanno alcuni di cui non sappiamo molto. Detto questo, l'umanità deve prendersi buona parte della responsabilità: se disturbiamo gli animali – tagliando alberi, maltrattando l'ambiente o costruendo di continuo – veniamo più facilmente in contatto con loro, e diamo al virus l'opportunità di fare l'ormai noto 'salto di specie'.  Dobbiamo smettere di interferire con gli animali selvatici, messi in vendita come quelli domestici, e poi bisogna regolare fortemente – se non chiudere proprio – mercati come quelli di Wuhan".

Il punto non è (solo) la vendita degli animali selvatici tenuti ammassati in gabbie, anche se già questo basterebbe per far rabbrividire l'ufficio d'igiene e la protezione animali. Il problema è che spesso gli eventuali virus presenti fanno lo spillover direttamente nello stomaco di chi compra i suddetti animali, visto che diventano cibo sulle tavole dei cinesi.

Nell'intervista del 9 marzo 2020 per Wired.it redatta da Davide Piacenza, Quammen parla anche delle istituzioni e delle responsabilità della stampa che comunica le informazioni, lanciando un appello a tutti ad ascoltare gli esperti e gli scienziati: "Le istituzioni e i governi dovrebbero fidarsi dei loro scienziati, specialmente dei loro migliori epidemiologi, in modo da parlare onestamente alle persone. Non devono mettere il bavaglio, zittire o riformulare ciò che dicono quegli esperti per timori che riguardano l'andamento del mercato azionario o le loro possibilità di essere rieletti. Questo è stato il grande problema nel mio paese, gli Stati Uniti, nelle ultime sei settimane. Abbiamo meravigliosi scienziati e dei funzionari della sanità pubblica molto saggi e misurati – il dott. Anthony Fauci, per fare un nome prestigioso – e loro sono le voci che il pubblico dovrebbe poter ascoltare.
E poi, ovviamente, c’è un ruolo importante per i giornalisti prudenti e gli scrittori che ascoltano la voce degli scienziati, leggono ciò che pubblicano sulle riviste scientifiche e traducono quelle materie complesse in un linguaggio chiaro e ordinario per il grande pubblico. Abbiamo l'enorme responsabilità di evitare sensazionalismi ed esagerazioni col semplice intento di vendere più libri o giornali, e l'obbligo di presentare le nostre storie come costruite a partire da fatti solidi e verificabili".
Abbiamo una possibilità concreta di poter uscire da questa situazione?

"Non possiamo uscire da questa situazione, da questo dilemma: siamo parte della natura, di una natura che esiste su questo pianeta e solo su questo".

"Più distruggiamo gli ecosistemi, più smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali e più ci offriamo come ospite alternativo. Siamo troppi, 7 miliardi di persone, e consumiamo risorse in modo affamato, a volte troppo avido, il che ci rende una specie di buco nero al centro della galassia: tutto è attirato verso di noi. Compresi i virus. Una soluzione? Dobbiamo ridurre velocemente il grado delle nostre alterazioni dell'ambiente e ridimensionare gradualmente la nostra domanda di risorse".
L'ipotesi di Quammen, sulla base di quanto sentito dagli esperti, è che "questo virus probabilmente non verrà mai completamente cancellato dalla popolazione umana globale. Sarà soprattutto il vaccino, quando lo avremo, a limitare i danni in futuro. Dovremo essere pronti con dei kit di test diagnostici e altri metodi tecnologici per analizzare velocemente le persone contagiate. Si sarebbero dovuti sviluppare su larga scala da molto tempo, facendo scorte in appropriate quantità, ma così non è stato. Spero che passata tale situazione saremo finalmente lungimiranti nell'iniziare a pensare, tutti insieme, alla prossima. Spendendo soldi, allenando le persone".
Prepararsi quindi per il futuro. Perché se continuiamo di questo passo il Covid-19 non sarà l'ultima pandemia che dovremmo affrontare.
Il libro di David Quammen pubblicato nel 2012 (in Italia nel 2014) si è rivelato, su ammissione dello stesso autore, una previsione più che una profezia. Non è certamente una lettura leggera, anche se la scrittura è chiara, scorrevole e suggestiva. I suoi racconti di viaggio sono intriganti, appassionati e nella lettura di alcune testimonianze su incidenti di laboratorio e retroscena sembra di partecipare sul campo alle situazioni critiche. Riesce a creare empatia tra il lettore, i ricercatori e gli animali, per i quali ho provato sinceramente molta compassione.
Lettura consigliata se volete approfondire l'argomento, anche se siete a corto di fondamenti scientifici.

L'autore

David Quammen è nato a Cincinnati il 24 febbraio 1948.
Giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, è autore di reportage per il National Geographic. Ha studiato letteratura a Oxford; oggi vive in Montana, ma viaggia molto per conto del National Geographic. Ha lavorato anche per altre riviste e giornali, tra cui Harper's, Rolling Stone e il New York Times.

Spillover - L'evoluzione delle pandemie
David Quammen
2014, 2ª ediz.
Pagine: 608 p.
Editore Adelphi
La collana dei casi, 103
Temi: Medicina, Biologia, Reportage
Traduzione di Luigi Civalleri
Ebook: disponibile

Fonte informazioni

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Autore: Laura Pecoraro

Giornalista dal 2010, cerca di dilatare il tempo attraverso la lettura, la scrittura e la ricerca. La psicologia è uno dei suoi argomenti preferiti. Appassionata lettrice del genere Fantasy, di Classici e Gialli, collabora con Diritto e Cronaca dal 2018.