“Chi l'ha visto?”, riassunto del 14/3/18: rivelazioni incredibili sulla strage di Latina e l'omicidio di Alessandro Neri

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«Vi avverto subito che questa puntata sarà particolarmente densa e drammatica», così si è espressa la Sciarelli fin dall'inizio.
Il programma si è principalmente basato sulla strage di Latina: in sintesi, secondo la redazione di "Chi l'ha visto?" qualcuno ha voluto chiudere il caso troppo presto. Si è fatto riferimento al parroco don Livio Fabiani, il quale subito dopo la tumulazione delle salme ha riferito ai giornalisti che Antonietta aveva perdonato Capasso, fatto che al momento sembrerebbe non avere alcuna fonte.
Sull'argomento la presentatrice ha parlato in modo sibillino ma efficace: «Il prete deve fare il prete, il giornalista deve fare il giornalista, il carabiniere deve fare il carabiniere. Qualcosa non quadra, c'è troppa fretta nel chiudere questo caso».
Un servizio mandato in onda ha gettato delle ombre sul reparto dei GIS (Gruppo Intervento Speciale) accorso sul posto: non sono state fatte accuse né illazioni, però si è detto che forse almeno una bambina era viva durante il dialogo avuto tra gli esperti dei carabinieri e Capasso, anche perché sembra che una macchina grazie alla quale si può vedere attraverso i muri in quei momenti avesse rilevato due persone all'interno dell'appartamento.
L'avvocato Antonio La Scala, presente in studio, è stato molto chiaro a riguardo: «L'intervento di forza dev'essere un'extrema ratio, ma c'era la possibilità concreta di intervenire subito. I GIS non solo dovevano, ma potevano entrare nell'incertezza che le bambine fossero ancora vive. [...] Siamo stanchi di vedere bare bianche. Quando si tratta di salvare vite umane si può e si deve rischiare». Il legale in seguito si è addentrato all'interno della vicenda giudiziaria precedente alla tragedia: «Capasso aveva un procedimento per truffa e l'Arma lo ha sospeso per 5 anni. Il processo penale si è chiuso con la prescrizione. Tuttavia avendo aggredito la moglie in presenza di minori doveva essere segnalato alla magistratura. [...] La richiesta di diffida di Capasso è un atto anomalo e non vale niente. Io l'avrei cacciato dal Commissariato. [...] L'esposto di Antonietta non è stato calcolato, qualcosa non quadra. [...] Capasso non poteva avere la pistola, se ne doveva occupare l'Arma».
La Sciarelli poco prima di uno stacco pubblicitario ha detto che Martina e Alessia non sarebbero morte nel sonno e si sarebbero rese conto di tutto, tanto che la seconda si sarebbe fatta la pipì addosso forse per il terrore.
Sul caso è stata sentita una conoscente della famiglia: «Le bambine erano terrorizzate e non volevano più vedere il padre. Antonietta ce l'ha messa tutta e ha provato a lasciarlo perdere per le figlie. [...] Lui aveva cominciato a minacciarla per telefono. Aveva detto che voleva vendere la casa ma non poteva farlo perché ci abitavano le bambine».
Si è tornati a parlare di Michele Buoninconti: i genitori di Elena Ceste con una denuncia per stalking hanno chiesto il divieto di avvicinamento di Marilinda G., una 56enne amica dell'uomo che avrebbe tempestato di messaggi una figlia di Michele ed Elena, l'avrebbe aspettata fuori da scuola e addirittura si sarebbe recata dal parroco di Govone per avere un indirizzo preciso.
Il pompiere più discusso d'Italia è stato trasferito nella casa di reclusione di Alba dove studiano i suoi bambini, una decisione che suona come una beffa incredibile.
Si è passati all'inquietante omicidio di Alessandro Neri, il 29enne ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato giovedì scorso in un canale nella periferia Sud di Pescara. Per il comandante dei carabinieri «Dall'autopsia non è emersa una fase di collutazione che possa aver riguardato il volto o il corpo della vittima».
Secondo la stampa locale dietro il delitto ci sarebbe un cugino del ragazzo, la macchina del giovane sarebbe stata parcheggiata in via Mazzini da qualcuno dopo la sua morte.
È stato fatto accenno ai casi di Ximena Garcia, Riccardo Bochicchio, Stefano Scuderi e Giancarlo Chialastri.
Noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima diretta su Twitter con conseguente riassunto, sempre su DirittoeCronaca.it!

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.