“Chi l'ha visto?”, riassunto del 4/4/18: il pozzo degli orrori di Porto Recanati e la morte di Alessandro Fiori

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A Porto Recanati, nel Maceratese, sono state scoperte diverse ossa in quello che è stato definito dai media "il pozzo degli orrori". La trasmissione si è subito occupata del caso, anche nell'ottica della scomparsa di Cameyi Mossamet, una 15enne bengalese di cui non si hanno più notizie dal 2010.
Si scava da 6 giorni ininterrottamente e sembra che siano state ritrovate delle ossa appartenenti a due cadaveri di un adulto e un adolescente, ieri è stata rinvenuta parte di una mandibola.
Il capo della squadra mobile di Macerata ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «Il femore era in superficie, le ossa le abbiamo trovato successivamente. Il pozzo era stato completamente ricoperto. [...] Abbiamo trovato anche diversi lembi di tessuto, fermagli per capelli, una scarpa da ginnastica. Siamo partiti dal fulcro e ci stiamo allargando mano a mano».
Vicino al luogo dei ritrovamenti ci sono un casolare abbandonato e l'"Hotel House" che però non sarebbe un hotel, bensì un "edificio residenziale" di 480 appartamenti acquistati perlopiù da stranieri. Lo stabile è stato definito dall'inviata "praticamente una città" perché sarebbe abitato da numerosi nuclei familiari per un totale di 2.000 persone.
L'"Hotel House" ha anche una voce di Wikipedia dedicata che vi consigliamo di leggere seguendo questo link.
Riguardo il processo per la morte di Marco Vannini, è toccato parlare alla difesa. Un avvocato dei Ciontoli è stato intervistato e ai microfoni di "Chi l'ha visto?" ha asserito: «La ferita per come si è palesata è stata valutata da tutti in termini di non gravità. Nessuno ha mai pensato che Marco potesse morire. C'è una responsabilità, ma è colposa». I legali hanno indicato come unico colpevole il padre Antonio, aggiungendo che il resto della famiglia e Viola Giorgini sono innocenti.
Sulla tragica vicenda vi invitiamo a cercare i nostri articoli col "bottoncino" in alto a destra del sito.
Si è passati alla scomparsa di Adua Della Porta, la parrucchiera di Parma alle prese con un compagno tunisino violento: sono emerse delle novità importanti. Secondo il suo amico Pietro «sono venute fuori una miriade di menzogne che Adua aveva raccontato a tutti. Aveva parecchi problemi economici a partire dal negozio. Stando alle indagini della polizia sembra che sia venuto fuori altro». Il ragazzo ha anche aggiunto: «La prima cosa che mi è venuta in mente, anche conoscendo i trascorsi col suo compagno, è che l'avesse ammazzata. Eravamo tutti preoccupati e siamo andati subito in Questura».
Secondo l'amica Elena «è una persona disponibile, allegra e simpatica». La ragazza era riuscita ad aprire un negozio a Parma, ma aveva problemi col suo fidanzato. Ultimamente aveva conosciuto un altro uomo e infatti il 27 febbraio, ossia il giorno prima della scomparsa, Adua avrebbe dovuto vederlo a cena, ma non si è presentata all'appuntamento.
Si è parlato a lungo della morte di Paola Gambino, soprattutto per capire se si è trattato veramente di un suicidio. Secondo la trasmissione, l'imprenditrice "aveva prestato molti soldi a qualcuno", per lo meno questo è stato detto apparentemente in forma non dubitativa.
La donna era proprietaria di un bed and breakfast a Bordighera (IM) ed era d'accordo con un suo collega che durante le vacanze pasquali si sarebbero scambiati gli ospiti se non avessero avuto posto nei rispettivi alloggi. Proprio quest'ultimo, sentito da un inviato del programma, ha asserito: «Si interessava di affari, sembrava una persona tranquillissima. Non ho visto niente di strano».
Ma il dubbio più inquietante è stato posto dall'ex marito, che è sembrato molto scosso e rattristato: «Paola sapeva nuotare bene, mi sembra strana la scelta di suicidarsi buttandosi in mare», inoltre è praticamente certo che l'imprenditrice abbia portato con sé la borsa, ma senza soldi.
Secondo la ricostruzione del programma, Paola uscendo dal B&B poteva prendere solo due vie: una a destra che porta alla spiaggia e l'altra a sinistra verso una stradina e poi l'Aurelia, proprio quest'ultimo sarebbe il percorso seguito da un cane molecolare. Bisognerebbe capire cos'è successo lungo il tragitto.
Per quasi un'ora si è discusso sulla morte in Turchia di Alessandro Fiori: secondo la versione ufficiale il manager italiano scomparso il 14 marzo dopo essere arrivato a Istanbul il 12, si sarebbe "sentito male" il 15 e sarebbe stato portato in ospedale. Questa sarebbe stata un'"avvisaglia" perché, in seguito, sarebbe morto d'infarto, sbattendo poi la testa sugli scogli.
"Chi l'ha visto?" ha fatto una ricostruzione minuziosa di quei giorni, anche se rimangono molti punti oscuri, a cominciare dalla ferita riscontrata sulla testa del ragazzo su cui si espleteranno ulteriori indagini.
Alessandro è sembrato emotivamente e psicologicamente provato: partito alla ricerca di una ragazza americana conosciuta a una festa in provincia di Cremona, ha dapprima perso lo zainetto, poi ha lasciato o gli sono stati sottratti i documenti, il portafoglio e il cellulare (ritrovati in un secondo momento in un cestino di un hotel) e si è allontanato senza aspettare un taxi a cui aveva dato appuntamento.
La trasmissione ha voluto far capire che o stava inseguendo una persona (avrebbe cambiato e provato a cambiare più volte hotel) o era a sua volta seguito, la terza ipotesi è che fosse in stato confusionale.
Purtroppo si è parlato pochissimo della scomparsa di Davide Maran, è stata solamente sentita la portavoce della polizia di Lubiana che ha detto: «Non abbiamo informazioni su azioni criminali. Stiamo vagliando tutte le possibiltà e cercando nel fiume. [...] L'ultima persona che l'ha visto è un suo amico di nazionalità ungherese». Quindi in quell'ottica sembra smentita la presenza di "un'amica" come si era detto in precedenza.
La puntata è finita con un servizio di Gianloreto Carbone sulla morte di Maria Rosetta Quaiattini: l'ex infermiera di Beivars (UD) uccisa la sera del 25 gennaio considerava tutte le persone vicine a lei "dei persecutori", aveva cambiato parrocchia e "si era auto-imprigionata in casa sua": a tutt'oggi non si conosce il nome dell'assassino e sembra che le telecamere di sorveglianza fatte installare dalla signora non abbiano ripreso alcuna attività sospetta.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.