La morte di Salvatore Cipolletti: l'analisi delle ricerche di “Chi l'ha visto?”

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LE RICERCHE DELLA TRASMISSIONE - È tornata a far parlare la tragedia di Salvatore Cipolletti, il 24enne di Ponsacco (PI) che è morto cadendo da un balcone durante una vacanza a Varsavia: "Chi l'ha visto?" si è occupata del caso, portando all'attenzione dei telespettatori dati inquietanti, strane casualità e alcune similitudini col dramma di Alessio Vinci.
La morte del ragazzo ha effettivamente dell'incredibile: incontratosi in un appartamento della capitale polacca con un giovane del posto, un croato e un lucchese per quello che sembrava un ritrovo di videogiocatori dello sparatutto in prima persona "Call of Duty", ad un certo punto si è tolto gli occhiali, si è alzato dal divano e si è lanciato nel vuoto.
Se per certi versi tale comportamento potrebbe avere una spiegazione plausibile, considerando che in quella notte tra il 9 e il 10 marzo i presenti avevano consumato liquori ed LSD (fonte: LaNazione.it), il padre di Salvatore non ha dato nulla per scontato e, intervistato dalla trasmissione RAI, ha avanzato l'ipotesi che quel giorno si stesse preparando un rito: «Lo scopo era filmare per guadagnare». Ma chi poteva anche solo pensare a un obiettivo simile? E perché?

SALVATORE VITTIMA DI UN RITO? - Secondo "Chi l'ha visto?" il ragazzo era un aspirante ingegnere che studiava all'università "Guglielmo Marconi". Lavorava con la madre per 1.200 € al mese e in quel periodo stava preparando un esame impegnativo. Salvatore non era concentrato solo sui suoi impegni: stava anche organizzando una vacanza a Praga con un'amica, era pieno di vita e non aveva alcun motivo per suicidarsi.
Il papà, sentito da una giornalista, seduto sulla sedia da gamer del figlio e davanti al suo computer, si è dimostrato fermamente convinto del fatto che dietro a questa tragedia ci sia una macchinazione e che quella notte qualcuno avrebbe portato il giovane a buttarsi nel vuoto. Ma chi? E come si è arrivati a tanto? "Chi l'ha visto?" non è entrata nei dettagli, anche perché col tempo si sono scoperte le identità degli altri tre ragazzi (compreso il fantomatico "Adrian", non presente sul luogo quel giorno) e quindi, per una questione deontologica, non ha potuto spingersi troppo "oltre".
Se si parlasse senza ombra di dubbio di "rito per uccidere Salvatore" si potrebbe imputare ai presenti un concorso in omicidio (sulla base di chissà quale piano e di chissà quali "poteri forti"), se la ricostruzione degli eventi cambiasse si potrebbe invece parlare di omissione di soccorso, di conseguenza il programma RAI è stato molto vago, com'è giusto che sia.

"DARK WEB" O SUGGESTIONE? - L'ipotesi principale avanzata dalla trasmissione è che Salvatore navigasse molto sul "dark web" e avesse mostrato a un suo amico di nome Alessandro come comprare stupefacenti, assoldare killer e altre attività illegali, facilmente reperibili in quei siti non indicizzati dai motori di ricerca. Secondo questa "pista" in quei giorni Salvatore avrebbe anche chiesto sulla rete informazioni su alcuni tipi di droghe e sulle quantità da assumere. A quel punto la giornalista che si è occupata del servizio ha parlato della possibilità per cui il giovane potrebbe avere abbracciato la filosofia di vita degli "psiconauti", ossia individui alla ricerca di risposte sull'esistenza dell'uomo grazie all'uso di stupefacenti (perfino Wikipedia non offre una definizione convincente sul termine).
In ogni caso il dubbio è lecito: dietro a quel ritrovo di "Call of Duty" c'era veramente la passione per un videogioco e il volere "sballarsi" oppure c'era qualcosa di più? Alla luce delle ricerche sul web di Salvatore e della sua attitudine a interessarsi a realtà così pericolose sembrerebbe che dietro il dramma ci sia qualcosa di profondamente inquietante. Tutto questo con le dovute proporzioni: ciò che non ha detto il programma RAI è che il "dark web" e il "deep web" sono molto in voga tra ragazzi e ragazzini che seguono YouTube, specialmente i gamer. Il fenomeno è spesso associato ai creepypasta ed è possibile che la suddetta spiegazione non rispecchi la realtà dei fatti.

LE SIMILITUDINI COL CASO VINCI - Attorno alla triste vicenda si è alzato un muro da parte degli amici di Salvatore che erano presenti quella notte: il ragazzo di Lucca, di cui non si conosce nemmeno il nome, ha evitato i giornalisti in tutti i modi. Jakub, interpellato da un articolista del Tirreno, ha chiesto 150 euro per un'intervista e ha fatto capire che il giovane era "innamorato non corrisposto", anche se i più stretti conoscenti di Salvatore non hanno confermato.
Ci sono poi le similitudini con la tragedia di Alessio Vinci, il 18enne di Ventimiglia (IM) che si è suicidato a Parigi buttandosi da una gru: entrambi erano iscritti a ingegneria (uno al Politecnico di Torino, l'altro alla Marconi di Roma), entrambi avevano comprato un indumento nuovo prima del viaggio, entrambi avevano parlato di una "vincita", entrambi avevano lasciato un messaggio in codice ("E.T.P. JE SAIS CAM 381A2LCM" e "Kurtzesagz – internet").
Bisogna comunque sottolineare che, se nel caso Vinci alcuni comportamenti sembrano di fatto inspiegabili, in questo la presenza di alcolici e droga potrebbe avere portato il povero Salvatore ad azioni del tutto illogiche: infatti una delle tante interpretazioni di "Chi l'ha visto?" per cui il messaggio "Kurtzesagz – internet" sarebbe riconducibile, guarda caso, a un canale YouTube, potrebbe essere più frutto di confusione mentale che di un disegno criminoso elaborato da chissà chi.
Il mistero continua e noi come sempre ne seguiremo gli sviluppi.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.