L'omicidio di Bianca Devins, la polemica contro i social, le bufale sui siti italiani e la questione sugli “incel”

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COS'È SUCCESSO - Domenica 14 luglio 2019 la 17enne di Utica Bianca Devins che si era recentemente diplomata alla Proctor High School e che gestiva un famoso account su Instagram da 30.000 follower è stata brutalmente uccisa da un 21enne di nome Brandon Clark, un amico di famiglia della vittima.
Entrambi i giovani erano molto attivi in comunità online di gaming e sul sito 4chan.org, uno spazio web a mezza via tra i forum e i social network che è sempre stato collegato a sottoculture e gruppi attivisti, ma anche a polemiche di vario genere per via di alcuni reati compiuti sulla piattaforma.
Il cadavere della diciassettenne è stato ritrovato il giorno stesso dell'omicidio, qualche ora prima alcuni utenti di Discord (un servizio di messaggistica istantanea molto usato dai videogiocatori) avevano allertato le forze dell'ordine.

LA POLEMICA - Dopo aver sgozzato la ragazza, Clark ha pubblicato una foto del cadavere su Instagram con la scritta "Scusami Bianca". L'immagine è rimasta online per più di 12 ore, è stata anche pixellata, ma non rimossa perché "non violava le linee guida" del social network. Una portavoce di Instagram ha provato a giustificarsi al Daily Mail rilasciando la seguente dichiarazione: «Abbiamo a disposizione delle tecnologie che ci permettono di bloccare eventuali tentativi di pubblicare la foto e di rimuovere i post prima che qualcuno li veda», ma è stata clamorosamente smentita da ciò che è successo, perché migliaia di utenti hanno potuto visionarla. Su Twitter in particolare si possono trovare molti screenshot di internauti che hanno segnalato l'abominio. Nell'immediatezza del fatto nessun moderatore avrebbe alzato un dito, al di là di fantasmagorici "algoritmi risolutivi".

PORNOGRAFIA DEL DOLORE - Basta fare una breve indagine su Google per rendersi conto che un numero spropositato di persone ha cercato quella foto. L'algoritmo, che mette in primo piano i risultati consigliati quando si cerca qualcosa, si rifà anche e soprattutto a ricerche precedenti di altri utenti ed ecco i risultati che compaiono sullo schermo scrivendo "Bianca Devins": "Bianca Devins death photos" ("foto della morte di Bianca Devins"), "Bianca Devins body" ("il corpo di Bianca Devins"), "Bianca Devins death photo" ("foto -al singolare- della morte di Bianca Devins"), un italianissimo "Bianca Devins foto" e così via.

Non è un mistero che internet sia un posto per certi versi allarmante, ma se c'era qualche dubbio a riguardo ecco la prova definitiva. Ricordiamoci che la vittima era minorenne.

LE BUFALE - Una volta giunta la notizia in Italia è scoppiato il pandemonio: inannzitutto l'omicidio è stato subito attribuito "al fidanzato": come già detto Brandon Clark non era il fidanzato di Bianca Devins, bensì un amico di famiglia di cui tutti si fidavano.
In secondo luogo è stato più volte ripetuto che la ragazza era un'influencer, ma proprio per definizione la giovane non lo era: l'influencer, come ha giustamente sottolineato la Treccani, è un «personaggio popolare in rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti e, in particolare, di potenziali consumatori, e viene utilizzato nell'ambito delle strategie di comunicazione e di marketing». Bianca non era nulla di tutto ciò: non svolgeva le succitate attività a livello professionale e puntando a un profitto, era una ragazza che aveva 30.000 follower su Instagram e a cui piaceva divertirsi online.
Tra l'altro è stato più volte sottolineato il fatto che la giovane è stata "decapitata", nulla di più falso: la vittima ha subito delle profonde ferite al collo che ne hanno causato la morte, qualsiasi altra affermazione non corrisponde al vero.

GLI "INCEL" - L'ultima bufala, probabilmente la più clamorosa, è quella sugli "incel" i quali, come abbiamo scritto nell'articolo su Alessio Vinci, sono persone che sul web si definiscono "involuntary celibate" (celibe involontario), ossia chi fatica ad avere una relazione o rapporti con un partner.
L'assassino è stato descritto come un "incel" perché, oltre che su Instagram, aveva pubblicato la foto del cadavere anche su una chat di Discord, aggiungendo: «Sorry f**kers, you're going to have to find somebody else to orbit». Il messaggio è stato analizzato da alcuni giornalisti americani, i quali hanno scoperto che "orbiter" (ossia "orbitante") è un termine "incel" per definire chi cerca una relazione romantica o sesso investendo tempo e denaro, ma senza ottenere nulla.
Sempre più spesso e da più media gli "incel" sono descritti come pericolosi e potenziali assassini, in quanto nella suddetta comunità ci sarebbe risentimento in particolare nei confronti delle donne, ma anche se alcuni fenomeni di misoginia sono studiati attentamente dalla criminologia (ce l'ha spiegato di persona lo psichiatra e ospite fisso di "Quarto Grado" Massimo Picozzi) né la psicologia né la criminologia stessa stigmatizzano gli "incel", ammesso che la categoria esista realmente e che non sia un costrutto ideologico di qualcuno usato come espediente per fare gruppo online.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.