Speciale Halloween: fantasmi e omicidi, solo leggende?

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PSEUDOSCIENZE O REALTÀ? - Qualche tempo fa, in uno dei nostri articoli speciali sulla storia di Edimburgo, ci siamo soffermati su una curiosa materia trattata dall'ateneo della capitale scozzese: la parapsicologia. La cattedra è stata fondata dallo psicologo John Beloff (1920-2006) e oggi, grazie al gruppo di ricerca "Koestler Parapsychology Unit", l'università britannica studia accuratamente fenomeni ESP (percezione extrasensoriale) e PK (psicocinesi) utilizzando perlopiù il cosiddetto "metodo Ganzfeld", che in Italia è considerato una pseudoscienza soprattutto dal CICAP. Probabilmente è una questione culturale: forse è più facile credere nel paranormale se abiti nella capitale dei fantasmi come nel caso dei nostri amici scozzesi, fatto sta che l'Università di Edimburgo è molto concentrata su queste tematiche, per quanto futili possano sembrare, dalla ricerca dei fantasmi (storiche le perizie sulla tomba di David Allan, vedi articolo di DirittoeCronaca.it) a quelle sulla "fotografia Kirlian", che permetterebbe addirittura di vederli (ovviamente anche in questo caso il CICAP non è d'accordo). In Italia Cesare Lombroso arrivò al punto di presenziare le sedute spiritiche della medium Eusapia Palladino documentando nei suoi scritti i risultati, ma gli studi criminologici nell'ambito del paranormale non si spinsero oltre. In tutta questa bagarre di tesi e contro-tesi è arrivato Halloween, la famigerata festa "americana" (in realtà ha origini celtiche) che ha diviso gli italiani e noi, dal nostro punto di vista di amanti della criminologia e delle scienze forensi ci siamo chiesti: cos'ha a che fare Halloween con le discipline a cui siamo tanto affezionati? Subito potrebbero sovvenire casi di cronaca nera come l'omicidio di Meredith Kercher, accaduto a cavallo di Halloween 2007 o il delitto di Federica Mangiapelo (o "della ragazza del lago"), assassinata la notte del 31 ottobre 2012 proprio dopo una festa. Ma se una volta tanto, pur col massimo rispetto della scienza, facessimo come in Scozia e ci addentrassimo nel paranormale?

FANTASMI ASSASSINI - Quante volte vi è capitato di sentirvi spinti o addirittura colpiti da qualcosa che non siete riusciti a vedere o che avete percepito a malapena? E perché spesso alcuni oggetti sembrano animarsi con la volontà di cadere e, oltre a frantumarsi, rompere anche le scatole in generale? Nel mondo le testimonianze di situazioni simili sono quotidiane. La cinematografia hollywoodiana ci ha insegnato che i fantasmi solitamente sono buoni e se non lo sono fanno una brutta "doppia fine", vedi "Ghost" di Jerry Zucker, interpretato da Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg, anche se negli ultimi tempi questa tendenza allo sfociare nel buonismo si sta molto assottigliando, basti pensare a film più recenti come "Paranormal Activity" e "L'evocazione - The Conjuring"; c'è poi chi è stato molto antesignano come Peter Jackson, il regista e sceneggiatore di "Sospesi nel tempo" con Michael J. Fox. Ma se i fantasmi avessero veramente potere nel nostro mondo fisico, ucciderebbero? Probabilmente non c'è essere umano che non se l'è chiesto, altrimenti non esisterebbero paure ataviche come quella del buio. Negli USA (la patria di Halloween) girano molte storie su spettri assassini, l'"omicidio della cella 14-D" è uno di questi e vede come protagonista un detenuto della prigione di Alcatraz in balia di un essere nascosto nel buio con occhi luccicanti: secondo la leggenda il malcapitato chiese disperatamente aiuto ai secondini che non gli credettero, la mattina dopo venne trovato con la gola tagliata. Tralasciando gli esorcismi, su cui perfino la Chiesa cattolica ha molte riserve, la presenza di spiriti in fatti di cronaca ha riguardato perlopiù due nefasti eventi: i "delitti di Hinterkaifeck" e il "caso del fantasma di Hammersmith".

LA CASISTICA - Quando si parla dei "delitti di Hinterkaifeck" o del "massacro della famiglia Gruber" ci si riferisce a un gravissimo episodio di cronaca nera accaduto nel 1922 nel villaggio di Kaifeck, vicino a Monaco di Baviera. Il luogo della tragedia fu una fattoria in mezzo al nulla dove vivevano Andreas (63 anni), la moglie Cäzilia (73), la figlia Viktoria Gabriel (35) e i due bambini di quest'ultima Cäzilia (7) e Josef (2). I Gruber avevano una cameriera di nome Kreszenz Rieger che si era licenziata dopo i primi mesi di lavoro per aver visto, a suo dire, un fantasma in soffitta. Nei giorni che precedettero la strage ci furono strani ritrovamenti come quello da parte di Andreas di impronte provenienti dal bosco che arrivavano alla casa dei cinque in un percorso di sola andata, in pratica non c'erano tracce di ritorno, la serratura del garage forzata senza che ci fosse stato alcun furto e un giornale semisepolto nella proprietà che non apparteneva né poteva interessare a nessuno dei presenti. Il padre della famiglia sospettò che con loro ci potesse essere una persona in grado di nascondersi molto bene e confessò questo suo timore a un amico. Che si trattasse di un uomo o di chissà quale essere, i Gruber furono trovati morti all'interno del granaio vicino al generatore su un mucchio di paglia, con loro c'era anche il cadavere della cameriera Maria Baumgartner (di 44 anni), tutti vennero uccisi con un piccone. La vicenda, che ha ispirato vari libri e un film, è molto complicata, è entrata nella storia della criminologia tedesca e meriterebbe un articolo o un video a parte, tuttavia non è l'unica che riguarda "piste spiritiche": il "caso del fantasma di Hammersmith" ha addirittura contribuito a dei cambiamenti della legge inglese, ma vediamo come. A Londra nel distretto di Hammersmith dal novembre 1803 (guarda caso un periodo molto vicino ad Halloween) molte persone riferirono alle autorità di aver visto e di essere state attaccate da un fantasma, tra di loro ci fu una donna incinta trovata morta due giorni dopo la testimonianza. Un agente di polizia di nome Francis Smith indagò sul caso e durante le indagini sparò a Thomas Millwood, un operaio di un cimitero vestito di bianco, credendo che fosse lo spirito. Anche se la tragedia apparve subito chiara, nel Regno Unito qualcuno pensa ancora che Smith fu tratto in inganno dall'"Hammersmith Ghost". Nelle aule di giustizia britannica si discusse molto sull'agire in base a una convinzione errata (in Italia lo definiremmo "un'aberratio ictus fantasmagorica"!) e la questione fu risolta solo nel 1984 grazie al caso "R. contro Williams Gladstone", meno male che solo la giustizia italiana è lenta!

FANTASMI INVESTIGATORI - A quanto pare nel mondo non ci sono solo fantasmi assassini, ma anche spiriti che risolvono i casi dei loro stessi omicidi. Nel 2010 la sensitiva australiana Cheryl Carroll-Lagerwey disse di aver fatto un sogno rivelatore su Kiesha Abrahams, una bambina scomparsa di 6 anni. La donna decise di recarsi personalmente sul posto indicatole nel mondo onirico, ma invece di trovare per lo meno qualche indizio su Kiesha, individuò un torso in decomposizione di una ragazza. Si trattava di Kristi McDougall, che fu uccisa e mutilata dal suo fidanzato, il suo corpo stranamente si trovava in una riserva aborigena. Il caso fece molto scalpore in Australia, non solo perché evocò inquietanti "poteri aborigeni", ma anche perché portò a rivalutare il ruolo dei sensitivi nei casi di cronaca nera. Nel 1977 in USA l'omicidio di Teresita Basa, un'impiegata di un ospedale che fu trovata spogliata, accoltellata e bruciata nel suo appartamento, venne risolto grazie a un uomo di nome Jose Chua, il quale sostenne che sua moglie Remy fu posseduta in tre occasioni dalla vittima. In pratica secondo la testimonianza fu la stessa Teresita a indicare il suo assassino; gli inquirenti rimasero letteralmente sbigottiti dal momento che stavano lavorando al caso da 6 mesi senza risultati. Ci sono poi i fantasmi (o pseudo-tali) che perseguitano i loro carnefici: nel 2013 in Canada Adrian Daou confessò di avere ucciso Jennifer Stuart dopo aver visto il suo spettro durante una passeggiata. Nel 2017 in USA il serial killer Terry Childs ammise di aver compiuto due delitti risalenti agli anni '80 mentre scontava la pena detentiva per altri tre, l'assassino disse di essere stato "divorato" dalle sue vittime Joan Mack e Christopher Hall mentre era in cella. Sempre nel 2017 e parimenti in USA Jose Ferreira confessò a sua volta l'omicidio della tredicenne Carie Ann Jopec avvenuto nel 1982 perché il fantasma della bambina, che in vita era stata spinta dalle scale nel tentativo di sfuggire a uno stupro, continuava a fargli visita. Anche se gli ultimi casi analizzati sembrano riconducibili a una sfera psicologica molto labile, in questo periodo dell'anno in particolare non possono che causarci qualche brivido. I fantasmi esistono e possono essere studiati in ambito criminologico? Probabilmente no, ma in qualche modo sembra che per alcuni soggetti abbiano un valore catartico, come se la morte potesse purificare i peccati perpetrati durante la propria esistenza. In tal senso non sarebbe un male se l'ambito della ricerca si allargasse, forse non come sta facendo l'Università di Edimburgo, ma con un approccio più scientifico.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.