“Chi l'ha visto?”, riassunto del 21/3/18: il ritrovamento in diretta di Miriam Mazzocchi e il collegamento con “Desaparecidos”

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«È una puntata ricca, ma ricca soprattutto di emergenze», così la Sciarelli ha esordito introducendo il caso della scomparsa di Miriam Mazzocchi, una 39enne di Bergamo che mancava da casa dalla mattina di lunedì 19 marzo. Il fratello ha cercato di dare più informazioni possibili, da ciò che ha riferito durante la diretta si è venuti a sapere che la donna al momento della scomparsa era vestita con una grossa sciarpa di lana bianca, dei jeans, un piumino nero abbastanza leggero e un paio di stivali dello stesso colore. Sulla base delle ricostruzioni, lunedì pomeriggio Miriam era stata in giro in macchina (una Volkswagen Polo di colore grigio chiaro), ma il giorno dopo l'aveva parcheggiata nel centro storico della città, in via Pelandi. In seguito aveva lasciato le chiavi dell'auto e dell'abitazione nella sua cassetta delle lettere.
Lentamente la Sciarelli ha insinuato il dubbio negli spettatori: chi aveva parcheggiato la vettura? Perché il sedile appariva inclinato? Cos'era successo veramente?
Tuttavia quasi alla conclusione della puntata è arrivato il lieto fine, con grande sollievo del fratello: «Possiamo stare tranquilli, è tornata e sta bene. Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alle ricerche. Spero di riuscire a dormire stanotte!».

La presentatrice poi ha portato l'attenzione sul processo per la morte di Marco Vannini: come abbiamo già scritto, la PM Alessandra D'Amore ha chiesto alla Corte 21 anni di reclusione per Antonio Ciontoli, 14 con attenuanti per sua moglie Maria Pezzillo e i suoi figli Martina e Federico e 2 per Viola Giorgini, rea di omissione di soccorso per l'accusa.

La mamma di Marco subito dopo l'ultima udienza ha rilasciato delle dichiarazioni molto toccanti: «Al collo ho l'immagine di Marco, lo porto sempre con me in modo che possa guardare ancora la vita. [...] Oramai dei Ciontoli non voglio sapere niente, io voglio solo che paghino per quello che hanno fatto a Marco. L'hanno umiliato e spogliato della sua dignità. Lui era una persona in gamba e dolce».
Come molti sanno mentre è in onda "Chi l'ha visto?" noi lo seguiamo su Twitter e condividiamo i pareri di chi ci "tagga" o "ritwitta", ebbene, una nostra lettrice ha espresso il suo rispetto nei confronti di Marina Conte.

Nel programma si è fatto riferimento all'omicidio di Laura Petrolito, ma ci si è concentrati perlopiù sulla stessa tragica sorte toccata a Immacolata Villani, la donna di 31 anni uccisa davanti alla scuola elementare dove aveva accompagnato la figlia da suo marito Pasquale Vitiello dal quale si stava separando. L'uomo, che avrebbe lasciato delle lettere deliranti (pare che abbia scritto «Mi farò giustizia da solo» e alla piccola «Sono fiero di te, ti guarderò dal cielo, quando sarai grande capirai») è stato trovato morto in un casolare di campagna a Terzigno, suicidatosi con la stessa pistola del delitto.
Immacolata era andata a vivere dal padre il 5 marzo, quel giorno sarebbe stata picchiata dal marito che poi avrebbe denunciato, anche se l'avvocato dell'uomo ha negato l'esistenza della denuncia stessa. La trasmissione ha dato il massimo per fare chiarezza, ma al momento su questi risvolti si sa poco.
È continuata la querelle "Chi l'ha visto?" - Procuratore De Gasperis - carabinieri sulla strage di Latina: si poteva intervenire per fermare Luigi Capasso? Cosa ci facevano i GIS se poi non hanno fatto irruzione?
Il Procuratore ha bacchettato la trasmissione sostenendo che il macchinario per vedere persone attraverso i muri non era presente e che non si poteva entrare nell'appartamento a mo' "di far west".
Lo storico giornalista RAI Gianloreto Carbone però ha voluto dire la sua: «Come si fa a sostenere che le bambine sono morte all'istante? Nessuno poteva sapere con certezza cos'era successo in quell'appartamento quella mattina. I nostri interrogativi sono tutti in piedi. [...] Alle due bambine inspiegabilmente non è stata fatta un'autopsia. [...] Il Procuratore dice che era inutile entrare in quell'appartamento, eppure Antonietta, che è stata soccorsa con celerità, ora è viva. [...] Nessun tentativo per bloccare Capasso, per saltare nell'appartamento per vedere come stavano le bambine. Eppure il reparto c'era ed era pronto a intervenire. [...] A Cisterna a bassa voce dicono "Aspettavano che l'appuntato Capasso si sparasse". [...] Il Procuratore non risponde sugli accertamenti, ma continua a dire che non facciamo buona informazione».
È la frase sul "far west" di De Gasperis ad aver dato molto fastidio ai "chilhavisters" e una lettrice di DirittoeCronaca.it, sempre durante la nostra diretta Twitter, ha aggiunto questo.

Le considerazioni del Procuratore non sono piaciute anche alla luce di una sparatoria ad opera di un carabiniere avvenuta a Roma in via Ozanam. Secondo lo staff di "Chi l'ha visto?" il pubblico ufficiale avrebbe aggredito un ragazzo che, molto tranquillamente, stava aspettando la sua fidanzata, per poi fare fuoco su due donne, anche loro completamente estranee a qualsiasi operazione dei militari.

A onor del vero secondo "Il Messaggero" il carabiniere avrebbe sparato a un'auto di malviventi in fuga che stavano per investirlo, ma per errore ha colpito le due sventurate che viaggiavano a bordo di uno scooter. Rimane il fatto che, secondo Sciarelli & Co., non ha senso parlare di evitare il "far west" per Luigi Capasso a Cisterna di Latina e poi, dopo il pandemonio per le vie di Roma, non dire assolutamente niente sui fatti né prendere adeguate misure.
È seguito il caso di Alessandro Neri, il 29enne ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato in un canale nella periferia Sud di Pescara. Si è parlato del cugino della vittima Gaetano Lamaletto Jr., custode di parte dell'impero del nonno, che subito dopo l'omicidio è tornato in Venezuela.
Si è venuti a sapere che la famiglia di Alessandro era stata estromessa dalla gestione degli affari italiani dei Lamaletto e che gli inquirenti non escludono né la pista dei killer venezuelani né la faida familiare.
Si è trattato indubbiamente di servizi molto criptici, a riguardo si attendono novità.
Subito dopo in studio è stato fatto un collegamento in diretta con "Desaparecidos", il "Chi l'ha visto?" spagnolo, sulla vicenda di Paco Molina, scomparso il 2 luglio del 2015 quando aveva 16 anni. I genitori hanno lanciato un appello straziante: «Ti stiamo aspettando a braccia aperte, sai che ti vogliamo molto bene, non smetteremo mai di cercarti finché non ti avremo trovato», inoltre dal paese iberico è stato consigliato di cercare maggiormente a Roma.
Il ragazzo è identificabile tramite alcuni nei, uno grande sul lato sinistro del viso e tre piccoli sulla fronte.
Sono state fatte presenti due piste: una che porterebbe in viale Giulio Cesare, nella capitale, per la quale Paolo Fattori si è recato sul posto senza però che avvenissero contatti con lo studio e un'altra di una signora, che avrebbe visto il giovane sempre a Roma, ma "con la chitarra e sotto la fermata di Lepanto". I genitori tuttavia hanno fatto presente che il ragazzo non sapeva suonare, almeno prima di scomparire.
Grande emozione e molta solidarietà dei telespettatori, questo il commento della Sciarelli: «Quanto è importante la solidarietà in tutti i paesi... anche perché la preoccupazione dei genitori è sempre la stessa».
Si è parlato della morte di Carmela De Rosa, su cui abbiamo pubblicato un articolo proprio il 19 marzo.
La donna è stata protagonista suo malgrado di una giornata tanto normale quanto inquietante: di mattina dopo una spesa al supermercato è andata dalla parrucchiera. Aveva appuntamento alle 10 per una piega ed è arrivata alle 8.58. Verso le 10 è tornata a casa e alle 2 è uscita nuovamente. Da qui in poi il mistero sulla sua dipartita.
I cani molecolari hanno percepito le sue tracce su un ponte verso Castelforte, da lì sarebbe finita in mare. Sembrava un giorno qualunque, ci si chiede cosa sia realmente successo.
A complicare ancora di più la situazione un biglietto che presumibilmente Carmela ha lasciato al marito con la parola incompleta "perdonami", barrata come per cancellarla dal contesto.

Si è arrivati a... «Le donne andrebbero tutte sterminate, non servono a nulla», l'infelice guazzabuglio di idee che una professoressa di storia avrebbe palesato nella classe della figlia di Maria Chindamo, la donna scomparsa a Limbadi (VV) in circostanze non ancora chiarite il 6 maggio 2016.
Una nostra lettrice ha commentato con fermezza in questo modo.

L'ultimo argomento eclatante della serata è stato la posizione di Daniele, figlio di Antonio Logli, l'uomo condannato in primo grado a 20 anni per l'omicidio della moglie Roberta Ragusa. Secondo l'avvocato della difesa «Daniele Logli, ieri come oggi, vive nella certezza che il padre Antonio non abbia commesso i fatti attribuitigli: è ferma convinzione del figlio che Antonio Logli non ne avrebbe avuto e non ne abbia le capacità; non avrebbe potuto mai porli in essere, né avrebbe mai potuto sopportarne così a lungo le conseguenze e il peso».
Inutile dire che ironia e frecciatine sono comparse su tutti i social.

Noi ci vediamo venerdì per la diretta di "Quarto Grado" su Twitter e il conseguente riassunto, sempre su DirittoeCronaca.it!

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.